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Massimo Giannini: le mie colpe e qualche spiegazione

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Sui disabili ho sbagliato e chiedo ancora scusa. Ma la politica ci ha banchettato
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Caro Giannini, ho ascoltato le sue parole a diMartedì, programma di Floris, e francamente da lei, che ho sempre apprezzato per cultura e competenza, non me le sarei mai aspettate. Pur di attaccare il governo Meloni ha paragonato la durata di questo governo ad un essere che, destinato a vivere su una sedia a rotelle per vent’anni, è privo di ogni utilità. Le faccio presente che mio cugino, a seguito di un incidente stradale, ha vissuto per vent’anni su una sedia a rotelle senza mai lamentarsi ed è stato un esempio per tutti noi, e ricordiamo, ce ne sono tanti altri, per ultimo Zanardi, che hanno lasciato un’impronta di coraggio di vita.

Pina Tolli

Carissima Pina, prendo la sua lettera, per rispondere alle tante che mi sono arrivate su questo “incidente”. Ho già chiesto pubblicamente scusa per ciò che ho detto, e torno a farlo anche adesso con lei e con tutti coloro che si sono sentiti feriti dalle mie parole. Nella mia vita e nel mio lavoro non ho mai offeso e mancato di rispetto a nes…

Caro Giannini, ho ascoltato le sue parole a diMartedì, programma di Floris, e francamente da lei, che ho sempre apprezzato per cultura e competenza, non me le sarei mai aspettate. Pur di attaccare il governo Meloni ha paragonato la durata di questo governo ad un essere che, destinato a vivere su una sedia a rotelle per vent’anni, è privo di ogni utilità. Le faccio presente che mio cugino, a seguito di un incidente stradale, ha vissuto per vent’anni su una sedia a rotelle senza mai lamentarsi ed è stato un esempio per tutti noi, e ricordiamo, ce ne sono tanti altri, per ultimo Zanardi, che hanno lasciato un’impronta di coraggio di vita.

Pina Tolli

Carissima Pina, prendo la sua lettera, per rispondere alle tante che mi sono arrivate su questo “incidente”. Ho già chiesto pubblicamente scusa per ciò che ho detto, e torno a farlo anche adesso con lei e con tutti coloro che si sono sentiti feriti dalle mie parole. Nella mia vita e nel mio lavoro non ho mai offeso e mancato di rispetto a nessuno, e certamente non era mia intenzione farlo stavolta. Vi chiedo solo di considerare anche la strumentalizzazione politica che ne è stata fatta. Io non sono un politico, e su episodi del genere la politica non dovrebbe mai banchettare. Dal breve video che siti e giornali di partito hanno rilanciato per primi è stata tagliata la premessa: io partivo da quello che avevano detto prima di me i comici Luca e Paolo sulla durata del governo, cioè la sua “longevità” e la sua “immobilità”. Non ho mai pronunciato il termine “disabili”. Il senso del mio ragionamento era questo: positivo che il governo duri più a lungo, a condizione che la qualità della sua vita sia buona. La metafora è riuscita male, lo riconosco e vi chiedo ancora una volta di perdonarmi per questo. Ma non accetto che questo mio errore diventi il pretesto per giudicare non solo il mio lavoro, ma la mia persona. Mi batto da sempre per i diritti, per la giustizia sociale, per l’uguaglianza, per l’inclusione, per la solidarietà. E se il tema è il dolore e la disabilità, anche in questo caso so di cosa parlo per ragioni familiari. La mia cugina più cara ha un figlio splendido, una persona autistica: come posso e quando posso, aiuto lei e la sua associazione nelle loro meravigliose attività sul territorio. Ho perso mio padre 30 anni fa e mia mamma 3 anni fa, dopo malattie lunghe, dolorose, invalidanti. Non voglio far pena a nessuno, il mio vissuto è niente rispetto a quello di tanti altri. Voglio solo che sappiate che per me ogni vita è un dono prezioso. E quella di chi soffre lo è ancora di più.

Quel sito è un po’ misogino, basta vedere le sue foto

Caro Giannini, la querela promossa da Piantedosi nei confronti di D’Agostino è temeraria, nessuno lo nega, però mi si permetta: perché non si rileva il disprezzo che traspare su Dagospia nei confronti delle donne? Foto e battute allusive, critiche conclamate nei confronti delle femministe, editoriali e sommari dei titoli vergati con stile degno dei più accaniti siti misogini...osservo da tempo questo andazzo e sono sicura di non averlo notato solo io, eppure non ho mai sentito una condanna da parte di chicchessia, come mai?

Guglielma Vaccaro

Cara Guglielma, Dagospia è un sito garibaldino, guascone e “politicamente scorretto”, che insieme al gossip pubblica anche molte notizie esclusive, sulla politica e sull’economia. Capisco che lei, da donna, non lo apprezzi. Anch’io non condivido l’esibizione dei corpi femminili. Tuttavia le assicuro che, alla sua maniera, dà un contributo importante all’informazione. E la prova migliore è proprio la querela, vergognosa, del ministro Piantedosi.

I giornalisti chiedano le dimissioni di Valditara

Caro Giannini, perché voi giornalisti non chiedete in coro le dimissioni del ministro Valditara, dopo le indecenti dichiarazioni sulla morte di Piersanti Mattarella? Franco Bagni

Caro Franco, l’errore su Piersanti Mattarella “ucciso dalle Br” è da matita blu. Che il “lapsus” sia stato o meno freudiano, Valditara non passerebbe né l’esame di storia, né quello di educazione civica. Ma ormai chiedere le dimissioni di questi ministri è un esercizio retorico: giusto, ma inutile.

Parliamo tanto di Garlasco e mai della strage di Cutro

Egregio Giannini, si parla tanto (troppo) dell’omicidio di Garlasco perché ci sono due probabili assassini e non si parla delle 94 persone morte a Cutro. Ma parlare di Cutro significa parlare della nostra vigliaccheria, della nostra ipocrisia e di chi siamo, e siamo tanti. Meglio parlare di Garlasco, così non ci bagniamo i piedi. Adelmo Iezzi Egregio Adelmo, sul tema ha scritto su Repubblica un commento magistrale Roberto Saviano. Garlasco è il teatro ipnotico della nostra cattiva coscienza. Quella di noi umani, che ci specchiamo nel nostro lato oscuro. Quella di noi cittadini, che preferiamo fuggire nel crime da salotto per non guardare la dura realtà del Paese.

E ora ci diranno che Minetti è la nipote di Berlusconi…

Caro Massimo, ci manca solo che Giorgia dichiari che la Minetti è la nipote di Berlusconi, poi siamo a posto.

Alessandro Surano

Caro Alessandro, in realtà la battuta che circola sul tema della grazia concessa alla regina del bunga-bunga berlusconiano è un’altra: Minetti è la nipote di Almasri. Comunque finisca la vicenda, mi pare perfetta.

Ma ditemi che cosa c’entra il Giro d’Italia in Bulgaria?

Caro Giannini, da appassionato di ciclismo mi chiedo che cosa abbia realmente guadagnato il Giro d’Italia dall’aver organizzato quest’anno la partenza della corsa in Bulgaria. Si sono viste tante cadute, e possiamo immaginare la fatica che hanno dovuto affrontare team e corridori per rientrare con mezzi e biciclette in Italia. Inoltre, due tappe sulle tre previste sono risultate talmente “piatte” che persino i telecronisti hanno avuto difficoltà a raccontarne la cronaca in modo avvincente…

Ivan Passalacqua

Caro Ivan, mi stupisco del suo stupore. Non è la prima volta che succede. Nel 2025 il Giro d’Italia era partito dall’Albania, nel 2022 dall’Ungheria. La leva sono sempre i soldi, molto più dei tifosi.Tutto il circo dello sport ruota intorno a sponsor, pubblicità, diritti televisivi. Pensi alle polemiche sulle partite della penultima giornata del campionato di calcio. Parafrasando Totò: poi dice che uno si butta sul curling.

Sul Venerdì del 22 maggio 2026

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