Un poema di Gian Maria Annovi, lo pubblicò l’editore nottetempo anni fa,s’intitola La scolta, cioè la sentinella. Nell’Oresteadi Eschilo è figura di attesa, tormento e annuncio; personaggio marginale destinato a ritirarsi con l’avanzare degli eventi. Nella lingua di Annovi questa figura liminare diventa un’anonima badante dell’Est, chiamata a vegliare su un’anziana incapace di muoversi e parlare. Ci pensavo vedendo il bel film Mama della regista israeliana Or Sinai. Protagonista è Mila (interpretata dalla straordinaria Evgenia Dodina), una donna che ha lasciato la propria famiglia per lavorare all’estero come domestica. È “capitata bene”, datori di lavoro molto benestanti che non possono fare a meno di lei. Che è un’arma a doppio taglio: diventa famiglia ma rimane cameriera. Dopo annidi lontananza – lo stipendio versato ogni mese per far studiare la figlia, mantenere il marito e costruire una nuova casa – per un evento imprevisto deve tornare nel suo villaggio natale in Polonia. Ma l’…
Un poema di Gian Maria Annovi, lo pubblicò l’editore nottetempo anni fa,s’intitola La scolta, cioè la sentinella. Nell’Oresteadi Eschilo è figura di attesa, tormento e annuncio; personaggio marginale destinato a ritirarsi con l’avanzare degli eventi. Nella lingua di Annovi questa figura liminare diventa un’anonima badante dell’Est, chiamata a vegliare su un’anziana incapace di muoversi e parlare. Ci pensavo vedendo il bel film Mama della regista israeliana Or Sinai. Protagonista è Mila (interpretata dalla straordinaria Evgenia Dodina), una donna che ha lasciato la propria famiglia per lavorare all’estero come domestica. È “capitata bene”, datori di lavoro molto benestanti che non possono fare a meno di lei. Che è un’arma a doppio taglio: diventa famiglia ma rimane cameriera. Dopo annidi lontananza – lo stipendio versato ogni mese per far studiare la figlia, mantenere il marito e costruire una nuova casa – per un evento imprevisto deve tornare nel suo villaggio natale in Polonia. Ma l’atteso ritorno è ben diverso da come lo aveva immaginato: il marito e la figlia hanno imparato a vivere senza di lei; in un groviglio di sentimenti: riconoscenza per i soldi, rancore per l’assenza, invidia per il suo altrove. Mila cerca di ricostruire ciò che è andato perduto, confrontandosi con il costo delle sue scelte e con la donna che nel frattempo è diventata. Mama racconta il prezzo dell’emigrazione, il senso di colpa,la nostalgia e la frattura identitaria di chi vive sospeso tra due mondi, senza appartenere a nessuno dei due. «Mama nasce dal mio vissuto e dall’incontro con donne immigrate costrette a rinunciare alla propria identità per garantire un futuro ai figli», dichiara Or Sinai.La storia di una donna fiera e invisibile, condannata alla malinconia, ma ancora capace di desiderare. Figura dei margini che il film riporta al centro.
Sul Venerdì del 29 maggio 2026