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Dalle assicurazioni ai produttori di latte: in azienda è arrivato il meteorologo

Chi studia il clima per calibrare i risarcimenti e chi per mettere in sicurezza la rete ferroviaria. Conoscere le previsioni del tempo è diventato fondamentale. Anche per continuare a fare affari
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Sono milioni i clienti del servizio nowcasting di Unipol: se grandina la compagnia assicurativa li avvisa due ore prima per messaggio, così chi può sposta l’auto in garage. Ma c’è chi studia il meteo anche dentro Illumia, società che vende luce e gas con sede a Bologna.

Perché? Il punto è che, negli ultimi anni, le previsioni meteo sono diventate un asset strategico per moltissime imprese. Dovendo convivere col cambiamento climatico, la conoscenza precisa e puntuale del fenomeno è diventata un vantaggio economico, al punto che moltissime aziende si stanno attrezzando con servizi di meteorologia interni: squadre di fisici e data scientist, che si occupano di costruire modelli su misura, personalizzati, a brevissimo, breve, medio e lungo raggio. Vale per…

Sono milioni i clienti del servizio nowcasting di Unipol: se grandina la compagnia assicurativa li avvisa due ore prima per messaggio, così chi può sposta l’auto in garage. Ma c’è chi studia il meteo anche dentro Illumia, società che vende luce e gas con sede a Bologna.

Perché? Il punto è che, negli ultimi anni, le previsioni meteo sono diventate un asset strategico per moltissime imprese. Dovendo convivere col cambiamento climatico, la conoscenza precisa e puntuale del fenomeno è diventata un vantaggio economico, al punto che moltissime aziende si stanno attrezzando con servizi di meteorologia interni: squadre di fisici e data scientist, che si occupano di costruire modelli su misura, personalizzati, a brevissimo, breve, medio e lungo raggio. Vale per le compagnie assicurative, per il mercato energetico, ma anche per il latte della Granarolo e per i grandi gruppi di infrastrutture come Ferrovie dello Stato.

L’ascesa delle rinnovabili

Per le compagnie energetiche tutto dipende dai futures che sono previsioni di prezzo dell’energia, acquistabili in borsa. «Negli ultimi dieci, quindici anni le rinnovabili sono diventate una delle fonti più importanti per generare elettricità» spiega Giacomo Masato, responsabile dell’unità di Illumia che si occupa di modelli meteo, «e il fattore clima è importante: se c’è molto sole e molto vento l’elettricità viene prodotta in grande quantità e il prezzo scende, se c’è poco vento e poco sole il prezzo sale».

A Illumia, racconta, «siamo partiti comprando previsioni da fuori, ma da due o tre anni grazie all’intelligenza artificiale, abbiamo iniziato a costruirci i modelli da soli». Si occupano soprattutto di previsioni a medio raggio. «Poniamo che in questo momento l’elettricità della settimana prossima costi 100 euro a megawattora. Domani le previsioni fanno calare il vento, quindi il prezzo salirà a 110. Saperlo prima è essenziale, perché comprando oggi risparmio dieci euro. Avere un’informazione più precisa e corretta degli altri è un vantaggio cruciale e può tradursi in un risparmio per i clienti finali». In Italia lo fanno ancora relativamente in pochi, all’estero è più comune. «In generale» prosegue Masato «quando si tratta di costruire un modello meteo quello che devi fare è programmare, fare codice, ma l’Ia in questo campo è stata una rivoluzione. Non tanto perché ha permesso di fare modelli più performanti, ma perché ha reso la capacità di calcolo decine di volte più veloce. Il tempo necessario è passato da diverse ore a pochi minuti». C’è anche un tema di costi: «Quella delle previsioni» prosegue «è una questione per cui industria e finanza hanno un occhio sempre più attento, perché ne riconoscono l’importanza. Ma l’Ia ha democratizzato il sistema. I modelli di una volta potevano essere costruiti solo da grandi centri di ricerca con milioni di euro a disposizione, quindi per una società come Illumia sarebbe stato impossibile elaborarli in casa. Ora invece riusciamo a farci dei modelli da soli, ovviamente appoggiandoci a centri di calcolo come il Cineca».

Allerta alluvione

Oppure c’è Leithà, società al cento per cento di Unipol nata a fine 2016. «Siamo una software house che sviluppa soluzioni tech and data» spiega il Ceo Filippo Della Casa, «e circa un terzo del nostro lavoro è dedicato a elaborazioni meteo-climatiche». Dentro Leithà lavorano a tempo pieno 130 persone, tra matematici, fisici, statistici e informatici. «Cosa facciamo? Per esempio, nell’immediatezza di un’alluvione acquisiamo immagini e rileviamo le aree interessate, poi le valutiamo insieme ai rischi che copriamo a livello assicurativo, e cerchiamo di definire il prima possibile una metrica di impatto. Dopodiché, distribuiamo queste mappe alle unità liquidative, che dispongono i sopralluoghi e si attivano per contattare i clienti più colpiti». In generale, sostiene Della Casa, «la frequenza di eventi meteorologici estremi e la loro intensità sono sotto gli occhi di tutti, ma dati e tecnologie hanno aumentato la capacità di previsione e anche di fare fronte a rischi. Prima, le stime delle precipitazioni le facevamo solo con i pluviometri ed erano soggette anche dal punto di vista assicurativo alle necessarie prudenze. Avere più dati significa potersi permettere di assumere rischi con un livello di consapevolezza molto elevato. E la possibilità di costruire un portafoglio di rischi equilibrato e sostenibile nel tempo».

I nuovi binari

Se compagnie di assicurazioni e società energetiche sono più interessate al medio termine, c’è anche chi ha bisogno di scenari di lungo termine per decidere dove investire e come gestire il proprio patrimonio di infrastrutture. È il caso di Ferrovie dove dentro Fs Engeneering dal 2021 è nato il gruppo di lavoro Energy Saving e Climate Change che conta oggi 13 dipendenti con varie specializzazioni, dall’ingegneria alla statistica. «Lavorare al tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici» spiegano da Fs «è imprescindibile per capire e per agire nei confronti degli eventi estremi a cui le infrastrutture sono e saranno sottoposte. I risultati di questi studi sono a supporto della pianificazione delle infrastrutture ferroviarie e della progettazione delle nuove, nonché della gestione e della manutenzione dell’esistente, che a oggi diventa sempre più un fattore critico per il territorio italiano». Basta pensare alla linea adriatica, seicento chilometri di ferrovia affacciati sul mare, da Bologna a Lecce: quanto a lungo potranno resistere?

Cambio di stagione

In Granarolo l’idea di bussare ai grandi centri di calcolo per fare modelli meteo è stata dello storico presidente Gianpiero Calzolari, che ha appena passato la mano a Stanislao Giuseppe Fabbrino: «Come azienda siamo molto condizionati dalla meteorologia perché tradizionalmente nei primi mesi dell’anno gli animali producono più latte. E, nella stagione più calda, quando la domanda è maggiore, ne producono meno. Di solito, per gestire questo equilibrio, in estate i produttori di Parmigiano mettevano sul mercato il latte mancante. Adesso però è cambiato l’intero ciclo delle stagioni, e ciò sta mettendo in ulteriore difficoltà il sistema». Ecco perché, spiega, «abbiamo sollecitato il Tecnopolo, il Centro Meteo e il Cineca per aiutarci ad avere qualche modello in più, grazie all’intelligenza artificiale, sapendo che ormai le statistiche degli anni passati non valgono più. A noi serve immaginare che tempo farà da qui a tre mesi. Abbiamo bisogno di sapere se il 2027 sarà un anno caldo o freddo. Anni fa questo era un tema prevalentemente del Sud, oggi è anche un problema del Nord, perché siamo tutti preoccupati del clima. Pensare che torneremo a condizioni di pre scioglimento dei ghiacciai è difficile. Servono misure di contenimento e anche di adattamento». E servono dati, precisi e personalizzati, nel minor tempo possibile.

Sul Venerdì del 29 maggio 2026

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