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Colombia al voto. Cepeda, il senatore filosofo che fa sognare la sinistra

Iván Cepeda, 63 anni, è il candidato presidente di Pacto Histórico, il partito di sinistra dell’attuale leader della Colombia, Gustavo Petro. Alejandro GONZALEZ / AFP via Getty Images 

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Iván Cepeda ha buone possibilità di diventare presidente. Senatore e filosofo, è lui il candidato della sinistra
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La situazione è così arroventata che perfino al noto astrologo Daniel Daza è toccata una quota di shitstorm. La sua colpa? Aver previsto che alle presidenziali colombiane di oggi vincerà fin dal primo turno il candidato della coalizione di sinistra Pacto Histórico, Iván Cepeda, di gran lunga il favorito rispetto alla candidata del Centro Democrático, di destra, Paloma Valencia, e a quello della destra estrema Abelardo de la Espriella del movimento Defensores de la Patria.

Gli staff di entrambi hanno accusato Daza di essere pagato e assicurano che il risultato finale non è scontato: del resto, per diventare presidente senza passare per il ballottaggio, Cepeda dovrebbe raggiungere il 51 per cento dei voti mentre i sondaggi lo danno al 41. Inoltre, è possibile che al secondo turno le destre si compattino portando a casa la vittoria. In attesa dei risultati del voto, quel che è certo è che il candidato di sinistra è il protagonista della campagna elettorale.

La situazione è così arroventata che perfino al noto astrologo Daniel Daza è toccata una quota di shitstorm. La sua colpa? Aver previsto che alle presidenziali colombiane di oggi vincerà fin dal primo turno il candidato della coalizione di sinistra Pacto Histórico, Iván Cepeda, di gran lunga il favorito rispetto alla candidata del Centro Democrático, di destra, Paloma Valencia, e a quello della destra estrema Abelardo de la Espriella del movimento Defensores de la Patria.

Gli staff di entrambi hanno accusato Daza di essere pagato e assicurano che il risultato finale non è scontato: del resto, per diventare presidente senza passare per il ballottaggio, Cepeda dovrebbe raggiungere il 51 per cento dei voti mentre i sondaggi lo danno al 41. Inoltre, è possibile che al secondo turno le destre si compattino portando a casa la vittoria. In attesa dei risultati del voto, quel che è certo è che il candidato di sinistra è il protagonista della campagna elettorale.

Senatore 63enne al suo terzo mandato come parlamentare, laureato in Filosofia a Sofia (Bulgaria), Cepeda non era nella mappa elettorale fino a qualche mese fa: Pacto Histórico, il partito dell’attuale presidente Gustavo Petro, il primo di sinistra nella Storia della Colombia, aveva in testa altri candidati. Poi però a imporsi è stata la volontà popolare: nelle primarie del partito, Cepeda ha sconfitto l’ex ministra della Salute Carolina Corcho grazie alla mobilitazione di più di 2,2 milioni di elettori, un numero di molto superiore alle previsioni. A quel punto, la nomina è andata a lui.La sfida ora è riproporre la vittoria su scala nazionale: il senatore, a giudicare dalle folle ai comizi, ha buone possibilità di farcela.

Vizi e virtù

Cepeda non è un istrione e non ha il carisma un po’ teatrale di Petro: a volte legge i suoi discorsi e a chi lo critica per questo risponde che preferisce tutto sia preciso, anziché frutto dell’improvvisazione. È proprio questa serietà che ha conquistato tanti colombiani, insieme alla sua biografia personale: è figlio del leader della Unión Patriótica (il braccio politico delle Farc, la Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) Manuel Cepeda, assassinato nel 1994, e dopo la perdita del padre è cresciuto tra esilio, militanza e impegno per le vittime dei crimini di Stato. «Voglio giustizia per mio padre e per il mio Paese», dichiarò dopo l’uccisione del padre: ci è riuscito. Non soltanto di quella morte sono stati riconosciuti responsabili gruppi paramilitari controllati dallo Stato: ma Cepeda è rimasto al fianco di chi aveva subito perdite simili alla sua, fondando un movimento nazionale delle vittime del terrorismo di Stato.

In Parlamento è entrato nel 2010, poi è arrivato in Senato nel 2014: nel frattempo ha superato un tumore. Per i suoi sostenitori incarna l’impegno civile e la necessità di tramandare la memoria in un Paese tanto violento e tanto diviso. Per la destra è «l’erede delle Farc», il gruppo guerrigliero di ispirazione marxista che per anni ha combattuto lo Stato. Cepeda respinge questa accusa, ricordando il ruolo di mediatore che ha svolto nel processo di pace iniziato nel 2016. Il candidato è considerato il teorico della Paz Total, il piano di riconciliazione nazionale che è stato la grande scommessa del governo Petro. In questa veste si è seduto al tavolo con i nove gruppi armati che per anni avevano devastato il Paese per convincerli a deporre le armi. Il progetto in realtà è stato un mezzo fallimento. Ad oggi, per quanto il piano sia ufficialmente ancora in piedi, i vari gruppi rompono le tregue con qualunque scusa e anche i dialoghi che sembravano bene avviati, come quelli con l’Eln (Ejército de Liberación Nacional, il più antico gruppo guerrigliero dell’America Latina) non hanno dato i risultati sperati.

Proprio questa è una delle debolezze su cui puntano gli avversari, a maggior ragione perché Cepeda assicura che la Paz Total sarà un cardine della sua presidenza. Un altro è la lotta alla corruzione, contro cui si è già battuto come senatore, tanto da ingaggiare una battaglia giudiziaria contro l’ex presidente Álvaro Uribe sulle sue presunte relazioni con i gruppi paramilitari: Uribe è stato condannato in primo grado a dodici anni, ma è poi stato assolto in appello. Cepeda è alla testa del gruppo di vittime e legali che hanno fatto ricorso in Cassazione contro questa decisione.

Per il resto, il programma del candidato è centrato sul sostegno alle piccole imprese e sulla riforma agraria, già cavallo di battaglia dell’attuale presidente: redistribuzione delle terre ai campesinos per eliminare le disuguaglianze e incrementare le coltivazioni sostitutive della coca.

Shakira, no grazie

Gli avversari più animosi sostengono che sia un comunista che trasformerà il Paese in un nuovo Venezuela. «Non sono comunista» ha dichiarato lui. «Sono per un capitalismo sociale». A tutte le accuse il candidato ribatte con estrema calma. Un’attitudine che gli ha guadagnato il rispetto – fra gli altri – di José Félix Lafaurie, presidente ultraconservatore della Federación Colombiana de Ganaderos e marito della senatrice Maria Fernanda Cabal, scatenata leader della destra radicale. La donna dopo gli elogi del marito al candidato di sinistra lo ha minacciato di mandarlo a dormire nel garage. A non riconoscergli alcuna qualità è invece il candidato Abelardo de la Espriella, 47enne avvocato il cui programma si ispira al presidente argentino Javier Milei e all’autocrate salvadoregno Nayib Bukele: in campagna elettorale si è distinto per posizioni aggressive e sessiste.

Rispetto alla sguaiatezza del suo avversario, Cepeda è l’opposto. Usa poco i social, non va alle feste, non pompa gli endorsement di celebrities. Perfino la parentela con la popstar Shakira l’ha lasciata sullo sfondo. A pubblicizzarla sono stati alcuni giornali di gossip dopo aver scoperto che i due hanno un antenato in comune: ci sarà lei alla eventuale festa della vittoria? Per la risposta, rivolgersi all’astrologo Daza.

Sul Venerdì del 29 maggio 2026

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