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Orio al Serio, se l’aereo atterra in camera da letto

Un aereo della Ryanair in fase di atterraggio a Orio al Serio (Bergamo) (Yuri Colleoni) 
Troppi voli in piena notte. Chi abita vicino all’aeroporto in provincia di Bergamo non riesce a dormire. E la protesta decolla
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Se dovete volare a Dubai dall’aeroporto di Orio al Serio, l’importante è che non abbiate fretta: dal 3 gennaio al 1° maggio, in ben 78 casi in appena 118 giorni, il volo è partito in ritardo e di notte, cioè tra le 23:01 e le 5:59. Lo sa bene Alessandro Colletta, sindaco di area centrodestra del piccolo comune della provincia di Bergamo che ospita lo scalo dedicato al Caravaggio: «Sono un residente e un “impattato” dai rumori, come gli altri 1.600 abitanti». Tutto il Comune, infatti, è esposto a rumori sopra i 60 decibel, che in alcuni casi superano i 65, ben oltre il livello di guardia indicato (fin dal 2009) nel documento Night noise guidelines for Europe, elaborato dall’ufficio regionale per l’Europa della World Health Organization.

Un impatto non trascurabile per un’area densamente abitata su cui insiste l’a…

Se dovete volare a Dubai dall’aeroporto di Orio al Serio, l’importante è che non abbiate fretta: dal 3 gennaio al 1° maggio, in ben 78 casi in appena 118 giorni, il volo è partito in ritardo e di notte, cioè tra le 23:01 e le 5:59. Lo sa bene Alessandro Colletta, sindaco di area centrodestra del piccolo comune della provincia di Bergamo che ospita lo scalo dedicato al Caravaggio: «Sono un residente e un “impattato” dai rumori, come gli altri 1.600 abitanti». Tutto il Comune, infatti, è esposto a rumori sopra i 60 decibel, che in alcuni casi superano i 65, ben oltre il livello di guardia indicato (fin dal 2009) nel documento Night noise guidelines for Europe, elaborato dall’ufficio regionale per l’Europa della World Health Organization.

Un impatto non trascurabile per un’area densamente abitata su cui insiste l’aeroporto. Chi subisce i maggiori danni sono almeno 150 mila persone e almeno i due quinti di loro vivono a oltre 60 decibel, la soglia di sicurezza.

Destinazione Emirati

«Il problema è che gli aerei per gli Emirati Arabi, gestiti dalle compagnie Fly Dubai ed Emirates, sono solo la punta di un iceberg: nei primi quattro mesi dell’anno, da Orio al Serio sono decollati in ritardo nella stessa fascia oraria ben 343 voli. A questi, vanno aggiunti quei 797 voli programmati per partire tra le 23 e le 5:59. In tutto, da gennaio a maggio, fanno 1.140 voli decollati di notte, quasi dieci al giorno. Così, nell’assenza di una legge che regola il volo notturno, ci si affida alle Noise abatement procedures (le procedure di abbattimento del rumore), che Sacbo, la società che gestisce lo scalo (partecipata al 30,98 per cento da Sea, che gestisce anche Malpensa e Linate, e al 37 per cento circa da Comune, Provincia e Camera di commercio di Bergamo), ha fatto proprie con l’obiettivo di minimizzare l’impatto acustico. Fissando limitazioni «della fascia notturna 23-6, salvo operazioni autorizzate per condizioni meteorologiche avverse, particolari condizioni di traffico aereo o ragioni di sicurezza operativa». Ma i risultati, a oggi, non sembrano all’altezza delle aspettative.

Alternativa Montichiari

La questione, peraltro, non è circoscritta. Le proteste, infatti, arrivano anche dalla vicina Franciacorta, in provincia di Brescia. La domanda è sempre la stessa: è possibile sostenere la continua crescita di uno scalo che nel 2025 è arrivato a ospitare ben 16.937.976 passeggeri, ormai stabile al terzo posto dopo Fiumicino e Malpensa? Alcune cifre: dal 2019, l’anno pre Covid, i passeggeri sono aumentati di oltre 3 milioni e i voli complessivi di quasi 4 mila. Bergamo serve 152 destinazioni in 44 Paesi, ma per gli abitanti questo successo (che ha portato il fatturato 2025 a 165 milioni di euro, con utili pari a 8,6 milioni) ha un costo non sopportabile: «Orio sta facendo volare troppi aerei, per essere un aeroporto di fianco a una città. O diminuiscono gli aerei, oppure allontaniamo la città. Comprino le case e facciamo un grande parco dell’aeroporto, in grado anche di attutire i rumori. La nostra prima richiesta è quella di lasciar dormire la gente, almeno tra le 23 e le 6, azzerando i voli. E non mi sembra nemmeno rivoluzionaria» spiega Nicola Cremaschi di Legambiente Bergamo. Colletta, che presiede il Tavolo dei sindaci dei Comuni aeroportuali, che riunisce 17 enti locali e la Provincia di Bergamo, avverte: «Vorremmo guadagnare la quiete notturna, anche se dopo l’ultima riunione di marzo abbiamo ritenuto di far notare all’operatore che in ultima istanza, se tutte le soluzioni non portano giovamento, ci sarebbe la riduzione operativa». Così c’è chi propone una soluzione diversa: alcuni voli sull’aeroporto di Montichiari, così da alleggerire Bergamo. Il problema, però, è che si tratta di uno scalo di riferimento per gli aerei cargo. E non per i passeggeri.

Nel frattempo, gli amministratori hanno chiesto alla Regione Lombardia una tassa sulle emissioni sonore di 40 euro a volo, da far pagare ai vettori per finanziare opere di mitigazione acustica.

Gli inizi con i tedeschi

«Anche noi siamo degli “azionisti” dello scalo, perché assorbiamo i problemi del traffico e pretendiamo che ci sia data la dignità di interlocutori che parlano rappresentando i cittadini. Del resto, qui le case c’erano già, mentre l’aeroporto è arrivato dopo» taglia corto Colletta. In principio, infatti, esisteva una pista militare costruita dalla Luftwaffe durante la Seconda guerra mondiale. Diventata uno scalo commerciale solo nei primi anni Settanta, conoscendo poi uno sviluppo forsennato a partire dai primi anni Duemila, con l’arrivo di Ryanair. Da allora le cose sono andate via via peggiorando. «Siamo in attesa dei dati sui voli notturni per tutto il 2025, perché crediamo che siano superiori a quelli dichiarati. Abbiamo sollecitato Sacbo un paio di volte (al 28 maggio, quando chiudiamo il pezzo, non erano ancora stati condivisi ndr), chiedendo anche di suddividere i numeri per categorie, velivoli più o meno performanti, commerciali o cargo e sulla base di quei dati formuleremo alcune richieste». La prima e la più drastica è che i voli notturni in partenza siano cancellati. Anche perché «se “scheduli” sei partenze tra le 22:50 e le 22:55, è una presa in giro, è sfidare l’onestà intellettuale di noi sindaci, e non lo possiamo tollerare» continua Colletta.

Finestre spalancate

Nel frattempo sul territorio è in corso un’indagine epidemiologica, basata anche sulle interviste ai cittadini, per i quali tre o quattro voli notturni sono ancora più alienanti di un rumore costante: picchi nel silenzio della notte, che portano a un risveglio brusco. E con l’estate, i vetri delle case restano aperti e arrivano i charter…

Sul Venerdì del 5 giugno 2026

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