Questo è Sanremo, prendere o lasciare: le belle canzoni, quando ci sono, non vincono mai o finiscono in coda alla classifica. Ho seguito più di trenta Festival (non ne vado fiero), e ogni volta mi sono mangiato il fegato. Prendiamo il 2003: non mi metto a farei nomi dei finalisti o elencare titoli, sarebbe mortificante. Mi concentro sui tre del podio: vince Alexia con Non dire no (sfido chiunque a ricordarne una strofa); al secondo posto, Alex Britti con 7000 caffè, una scemenzuola ben confezionata; medaglia di bronzo, Tutto quello che un uomo di Sergio Cammariere, la canzone che tutti gli addetti ai lavori incensano per una settimana – e difatti deve accontentarsi del premio della critica.
Certamente a tutti sarà tornata in mente la canzone quando Mina, vent’anni dopo, ne ha inciso una v…
Questo è Sanremo, prendere o lasciare: le belle canzoni, quando ci sono, non vincono mai o finiscono in coda alla classifica. Ho seguito più di trenta Festival (non ne vado fiero), e ogni volta mi sono mangiato il fegato. Prendiamo il 2003: non mi metto a farei nomi dei finalisti o elencare titoli, sarebbe mortificante. Mi concentro sui tre del podio: vince Alexia con Non dire no (sfido chiunque a ricordarne una strofa); al secondo posto, Alex Britti con 7000 caffè, una scemenzuola ben confezionata; medaglia di bronzo, Tutto quello che un uomo di Sergio Cammariere, la canzone che tutti gli addetti ai lavori incensano per una settimana – e difatti deve accontentarsi del premio della critica.
Certamente a tutti sarà tornata in mente la canzone quando Mina, vent’anni dopo, ne ha inciso una versione monumentale nell’album Ti amo come un pazzo, ma il pezzo era già perfetto nell’edizione sanremese del cantautore di Crotone (65 anni): il testo di Roberto Kunstler (“Se non fosse per te crollerebbe il mio cielo / Se non fosse per te sarei niente, lo sai / Perché senza te io non vivo / E mi manca il respiro se tu te ne vai / Quando sono con te chiudo gli occhi e già volo / D’improvviso la malinconia se ne va / Dai pensieri miei cade un velo / E ritrovo con te l’unica verità”), la musica, l’interpretazione, l’arrangiamento jazz.
Cammariere era reduce da un album notevole, Dalla pace del mare lontano (che poi sarebbe stato ristampato con l’in-successo sanremese), tanto rilevante quanto poco festivaliero: c’è dentro anche una versione del classico La Mer di Charles Trenet con testo italiano di Pasquale Panella, oltre alla partecipazione di un manipolo di valorosi estranei alle finte standing ovation dell’Ariston, come il trombettista Fabrizio Bosso e il violinista Olen Cesari. L’inciampo sanremese ormainon è più in agenda. In una recente intervista di Andrea Spinelli, pubblicata sul Giorno, Cammariere parla solo di jazz, nomi e cognomi: Keith Jarrett, Bill Evans, Herbie Hancock. E di Beethoven.