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Tommaso Melilli: inchiesta famigliare di una cuoca

Arrosto di maiale alla portoghese 

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PENTOLE E PAROLE Il libro di Adèle Yon ispira una ricetta portoghese
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“Questo viaggio da Lisbona a Parigi è il loro modo per dimostrarmi che ci sono, che possono aiutarmi, che se mi appoggio a loro potrò risalire all’origine degli eventi che da due mesi mi consumano, come un coccodrillo affamato con gli occhi puntati sull’onda in attesa di catturare la preda. Sono sempre in movimento. Costantemente in fuga”. Queste righe sono estratte dalle prime pagine del libro di cui forse si è parlato di più in Francia lo scorso anno: scritto da Adèle Yon, scrittrice, ricercatrice, e cuoca. Il libro, che si legge come un romanzo ma anche come un’inchiesta, s’intitola Il mio vero nome è Elisabeth (in Italia lo pubblica Neri Pozza). L’autrice, poco dopo aver compiuto 25 anni, sviluppa un’ossessione per la storia occultata della bisnonna paterna, che non ha mai conosciuto e che in famiglia si diceva, fra i denti, fosse affetta da schizofrenia.

L’inchiesta che Yon costruisce alterna trascrizioni di dialoghi nei quali interroga i suoi parenti che l’hanno conosciuta, lett…

“Questo viaggio da Lisbona a Parigi è il loro modo per dimostrarmi che ci sono, che possono aiutarmi, che se mi appoggio a loro potrò risalire all’origine degli eventi che da due mesi mi consumano, come un coccodrillo affamato con gli occhi puntati sull’onda in attesa di catturare la preda. Sono sempre in movimento. Costantemente in fuga”. Queste righe sono estratte dalle prime pagine del libro di cui forse si è parlato di più in Francia lo scorso anno: scritto da Adèle Yon, scrittrice, ricercatrice, e cuoca. Il libro, che si legge come un romanzo ma anche come un’inchiesta, s’intitola Il mio vero nome è Elisabeth (in Italia lo pubblica Neri Pozza). L’autrice, poco dopo aver compiuto 25 anni, sviluppa un’ossessione per la storia occultata della bisnonna paterna, che non ha mai conosciuto e che in famiglia si diceva, fra i denti, fosse affetta da schizofrenia.

L’inchiesta che Yon costruisce alterna trascrizioni di dialoghi nei quali interroga i suoi parenti che l’hanno conosciuta, lettere scambiate dalla bisnonna col marito al fronte nel 1940, documentazioni di ospedali psichiatrici e lunghi (e agghiaccianti) inserti saggistici sulla storia della pratica della lobotomia. Ma ciò che conta di più è la voce dolce e cruda di Yon, che mette tutto insieme. Per esempio: “Mi chiedo se le mani dello psicochirurgo soffrano, a forza di procedure, se eseguano da sole la loro piccola danza nelle sue notti. Mi chiedo se, come faccio io davanti alle carcasse senza vita che mi passano fra le mani, lo psicochirurgo smetta di figurarsi coloro che sottopone al suo bisturi come esseri un tempo viventi per identificarli unicamente come una serie di strumenti dalle tonalità e sensazioni variabili su cui interpretare il suo piccolo concerto”.

Arrosto di maiale alla portoghese

Che cosa serve 600g di arista o di coppa di maiale, tagliata a fette di 5 mm,un mazzo di prezzemolo, 1 spicchio d’aglio, 2 limoni, olio, sale e pepe Come procedere Salate le fette di maiale e lasciate riposare almeno un’ora. Nel frattempo preparate la salsa con 100 ml di olio, il succo dei limoni, l’aglio e il prezzemolo tritati. Asciugate la carne e cuocetela in padella da entrambi i lati per un totale di 8 minuti. Tagliatela a pezzetti tutti diversi e versateci sopra la salsa.

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