I casi di cronaca nera dovrebbero essere vietati ai minori. Nel senso che non dovrebbero esserci minori nelle storie di nera, e peggio ancora se sono bambini piccoli. Questa, diciamolo subito, è bruttissima perché lui, Roberto, ha solo quattro mesi.
Un giorno di aprile del 1943 Clemente conosce una bella ragazza. Lui ha ventisette anni ed è un ricco contadino di Rubiana, nella val di Susa. Lei si chiama Caterina, ha venticinque anni, viene dal Veneto e vive a casa degli zii, vicini di cascina di Clemente. È bellissima. C’è la fiera, in paese, i contadini festeggiano in osteria le vendite e gli acquisti, Clemente attacca discorso con il vicino e conosce la ragazza, a cui lui non dispiace: bello, brillante, simpatico, benestante, sono fatti l’uno per l’altra e si fidanzano.
Sarà an…
I casi di cronaca nera dovrebbero essere vietati ai minori. Nel senso che non dovrebbero esserci minori nelle storie di nera, e peggio ancora se sono bambini piccoli. Questa, diciamolo subito, è bruttissima perché lui, Roberto, ha solo quattro mesi.
Un giorno di aprile del 1943 Clemente conosce una bella ragazza. Lui ha ventisette anni ed è un ricco contadino di Rubiana, nella val di Susa. Lei si chiama Caterina, ha venticinque anni, viene dal Veneto e vive a casa degli zii, vicini di cascina di Clemente. È bellissima. C’è la fiera, in paese, i contadini festeggiano in osteria le vendite e gli acquisti, Clemente attacca discorso con il vicino e conosce la ragazza, a cui lui non dispiace: bello, brillante, simpatico, benestante, sono fatti l’uno per l’altra e si fidanzano.
Sarà anche un buon partito, Clemente, e Caterina si è innamorata, ma che sia proprio quello giusto, per lei o qualunque altra, insomma. Perché succede che lui ci prova, lei è una brava ragazza e rifiuta, poi però ormai hanno stabilito anche la data delle nozze e allora si concede. Da quel momento Clemente comincia a pensare che se si è concessa così allora forse lo aveva fatto anche prima. E se lo ha già fatto forse lo fa ancora. È andata in Veneto dalla famiglia per prepararsi il corredo: e se laggiù incontra un vecchio fidanzato?
Caterina torna, si sposano e vanno a vivere nella cascina di Clemente, a un paio di chilometri dal paese. E una mattina Caterina si sente male, ha la nausea e scopre di essere incinta. Lei è contenta, lui no. Fa i conti, giusti o sbagliati che siano, e decide che i mesi non tornano e quando a fine febbraio finalmente nasce il piccolo Roberto, Clemente esplode.
Da quel momento la vita si rivela un inferno, litigano tutti i giorni, lui le rinfaccia quel bambino che odia perché crede che non sia suo e anche lei finisce per odiarli, tutti e due, sia Clemente che Robertino. Che in mezzo a quella tensione piange, piange sempre.
Così decidono di separarsi, ma c’è il bambino, che ormai ha quattro mesi, chi lo tiene? Lui non lo vuole. Lei non lo vuole. Così il 20 febbraio del 1944, verso mezzanotte, Clemente va nella stalla a prendere un grosso secchio d’acqua ghiacciata, Caterina regge il lume a petrolio e lui ci immerge dentro il bambino. Poi lo rimettono nella cullina e tornano a dormire finché la mattina dopo non arriva il medico del paese che redige un certificato di morte per polmonite. Quindici giorni dopo ognuno se ne va per i fatti suoi.
Un paio di anni più tardi, però, Caterina si lascia scappare qualcosa con un’amica che è fidanzata di un carabiniere, che lo racconta al maresciallo, che va a prenderli tutti e due. Tengono duro per un po’ ma li incastra l’autopsia di Robertino e allora confessano e finiscono dentro. E qui termina anche questa bruttissima storia, simile a tante altre di cattivi genitori e figli sfortunati che abbiamo visto e vediamo ancora, così brutta che davvero, in tutti i sensi, dovrebbe essere vietata ai minori.
Sul Venerdì del 12 giugno 2026