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Non basta dire patrimoniale

L’idea è buona ma non va buttata nel frullatore della politica. La battaglia vera è in Europa
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Gentile Massimo, appena proposta la patrimoniale, è scattata una contraerea immediata. Considerato che il programma della destra è pensato per favorire gli autonomi, come intende il “campo largo” attuare una inversione di rotta e procedere ad una equa redistribuzione sociale? Se non si pensa di tassare adeguatamente le rendite, le successioni, gli extraprofitti, se si scarta anche una patrimoniale equa per i super ricchi, come si attua la redistribuzione per le categorie stritolate dal costo della vita, dipendenti e pensionati? Siamo sicuri che il “campo largo” abbia voglia veramente di governare? E su quale progetto alternativo alla destra i cittadini lo dovrebbero votare? Walter Scarpino

Caro Walter, concordo sul principio generale. Ma l’errore è lanciare la patrimoniale nel frullatore della politica, senza inquadrarla in un programma di governo e senza chiarirne i dettagli. Schlein l’ha buttata là, a caso e all’improvviso, così l’hanno attaccata sia la destra (che odia le tasse, Be…

Gentile Massimo, appena proposta la patrimoniale, è scattata una contraerea immediata. Considerato che il programma della destra è pensato per favorire gli autonomi, come intende il “campo largo” attuare una inversione di rotta e procedere ad una equa redistribuzione sociale? Se non si pensa di tassare adeguatamente le rendite, le successioni, gli extraprofitti, se si scarta anche una patrimoniale equa per i super ricchi, come si attua la redistribuzione per le categorie stritolate dal costo della vita, dipendenti e pensionati? Siamo sicuri che il “campo largo” abbia voglia veramente di governare? E su quale progetto alternativo alla destra i cittadini lo dovrebbero votare? Walter Scarpino

Caro Walter, concordo sul principio generale. Ma l’errore è lanciare la patrimoniale nel frullatore della politica, senza inquadrarla in un programma di governo e senza chiarirne i dettagli. Schlein l’ha buttata là, a caso e all’improvviso, così l’hanno attaccata sia la destra (che odia le tasse, Berlusconi docet), sia i 5Stelle (con i quali non l’ha mai discussa). E poi, cosa vogliamo colpire? Gli immobili? Gli investimenti in Btp? Le rendite azionarie? Le quote societarie? Non solo. Se tassiamo il dichiarato, dobbiamo sapere che molti “ricchi” evadono, quindi rischiamo di mancare il bersaglio. E se la patrimoniale è solo italiana, dobbiamo sapere che molti “ricchi” si sposteranno ad Amsterdam o a Londra, quindi rischiamo di perdere gettito. Insomma, la questione è drammatica (il 10 per cento delle famiglie detiene il 60 per cento della ricchezza) ma la soluzione è ostica. La vera battaglia da fare, ancora una volta, è in Europa: per abbattere tutti i paradisi fiscali, e per istituire un’imposta comunitaria sui grandi patrimoni. Il resto, purtroppo, è il solito scontro tra gli opposti ideologismi.

Un esercito di soliti noti che non paga le tasse

Caro Giannini, elettricisti, idraulici, avvocati, dentisti, medici, liberi professionisti, geometri, ingegneri, architetti, artigiani di vari settori, commercianti ambulanti e di mercati rionali: una forza di oltre 2.300.000 operatori. Tu pensi che tutti paghino le tasse? Neanche per idea! Ci si lamenta della scarsa qualità dei partiti in Parlamento, ma essi sono lo specchio del Paese... E in futuro sarà anche peggio; rassegnati!

Francesco Transirico

Caro Francesco, ripeto sempre la vecchia massima di Gobetti: gli italiani pagano le tasse bestemmiandolo Stato. Nell’ultima classifica dell’affidabilità fiscale, sono crollati ambulanti e concessionari di auto, farmacisti e tabaccai, baristi e macellai. Ma io non penso affatto che dobbiamo rassegnarci. L’evasione si può combattere, eccome. La fatturazione elettronica è stato un enorme passo avanti, il collegamento tra pos e registratori di cassa ha fatto emergere un miliardo di base imponibile. E poi ci sono ben 1.331 miliardi di euro di cartelle esattoriali mai riscosse. Il mostro si può aggredire. Basta volerlo. Si perdono i voti dei ladri, ma si guadagnano quelli degli onesti.

Nessuno ha chiesto scusa per la morte di Sako Bakari

Caro Giannini, non mi risulta che i padri dei ragazzini che hanno ucciso a Taranto il bracciante maliano abbiano espresso scuse “mai abbastanza grandi”, come quelle manifestate dal padre di El Koudri. I fatti di Taranto appaiono persino più odiosi di ciò che è successo a Modena: uno pare abbia agito per qualche alterazione psichica, gli altri per “gioco” e per razzismo. Tutti sono il frutto auspicato dalla politica e dalla propaganda della Lega. Da una parte un ragazzo frustrato dalle difficoltà a integrarsi, dall’altra “ragazzini” incoraggiati da slogan e linguaggi violenti e quasi legittimati ad aggredire una pacifica persona solo per il colore della pelle.

Angelo Maria Castellano

Caro Angelo, il “vannaccismo”, ultima metamorfosi del populismo, sta rendendo le destre ancora più ciniche e xenofobe di prima. La campagna elettorale, già iniziata, si combatterà in buona parte sulla pelle dei migranti. E sarà orribile.

Fare pubblicità a Roma,ma la foto per me è di Ancona

Gentile Giannini, nella metro di Roma ho notato la pubblicità Unexpected Itineraries of Rome, con foto invitante di una fontana monumentale che però non si trova a Roma, ma ad Ancona. Che succede? Si sono tutti bevuti il cervello?

Carla Nicoloso

Gentile Carla, non ho visto i cartelloni in questione. So per certo che i ricavi pubblicitari, per i comuni e le municipalizzate sempre in bolletta, fanno gola a prescindere. Ma non posso escludere che al Campidoglio si beva.

Consiglio al centrosinistra: coinvolgete Carofiglio

Gentile Giannini, la Repubblica del 22 maggio ha pubblicato un eccellente articolo di Gianrico Carofiglio sui nodi da sciogliere nel centrosinistra. Poi ho sentito un’intervista a Rosy Bindi, diceva giustamente che non bisogna pensare alle primarie ma al programma, su cui siamo già molto in ritardo, e chiedeva che qualcuno si facesse avanti per stenderlo. Ecco, io ho pensato proprio a Carofiglio, che ha esperienza giuridica ed è uomo colto. Ovviamente non da solo: con l’aiuto di tanti bravi amministratori locali, come Pietro Castrataro, il sindaco di Isernia che vive in tenda per protesta contro i tagli della sanità. E poi un bel gruppo di giovani motivati riuniti su zoom, per un programma realistico e conciso. Ecco, ho scritto la mia piccola utopia. Nadia Venturini Gentile Nadia, Gianrico Carofiglio è un fior di intellettuale, oltre che un grande scrittore. In qualunque veste, farebbe molto comodo a un vero “campo progressista”. Soprattutto nella stesura del programma. Ma siccome è una buona idea, nessuno glielo chiederà. E dunque ognuno di noi continuerà a cullare le sue piccole utopie.

Vedremo mai Meloni portare una borsa?

Caro Giannini, anche io mi sono chiesta chi fosse quella donna che segue a due passi di distanza il nostro premier… La segue nelle trasferte e saluta le autorità che Meloni incontra, è sempre sovraccarica di borse, cappotti e cartelle. Eppure, mai abbiamo visto la regina d’Inghilterra senza una borsa sul braccio.

Maria Giordani

Cara Maria, Patrizia Scurti è figura anomala. Non è solo “segretaria particolare”, assistente, porta-borse o porta-cartelle. È la “scatola nera” di Meloni. Sa cose che noi umani. Magari, da pensionata, ce le racconterà.

Sul Venerdì del 12 giugno 2026

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