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Natalia Aspesi: sono più arzilla che mai

(Disegno di Mojmir Jezek) 

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QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
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Gentile signora Aspesi, sul Venerdì del 5 giugno del corrente tristissimo anno, non ho trovato la sua amata rubrica. Sono preoccupata, molto preoccupata. Sta bene? È solo perché non ha avuto tempo, dal momento che ha intervistato Concita De Gregorio, che la sua rubrica, con le sue risposte che tanto mi piacciono, non sono apparse? Mi tranquillizzi La prego. Con tutta la mia stima ed affetto, le porgo i miei saluti Irma Siani

Gentile signora Siani, non si spaventi. Eccomi qua, più arzilla che mai. Forse sì, sono un po’ stanca, ma non certo per l’intervista a Concita, che è una mia buona amica. Piuttosto, come ha detto giustamente lei, per questa tristissima epoca che stiamo vivendo. Grazie della sua carinissima preoccupazione.

Dalle prime mail, le premesse di un matr…

Gentile signora Aspesi, sul Venerdì del 5 giugno del corrente tristissimo anno, non ho trovato la sua amata rubrica. Sono preoccupata, molto preoccupata. Sta bene? È solo perché non ha avuto tempo, dal momento che ha intervistato Concita De Gregorio, che la sua rubrica, con le sue risposte che tanto mi piacciono, non sono apparse? Mi tranquillizzi La prego. Con tutta la mia stima ed affetto, le porgo i miei saluti Irma Siani

Gentile signora Siani, non si spaventi. Eccomi qua, più arzilla che mai. Forse sì, sono un po’ stanca, ma non certo per l’intervista a Concita, che è una mia buona amica. Piuttosto, come ha detto giustamente lei, per questa tristissima epoca che stiamo vivendo. Grazie della sua carinissima preoccupazione.

Dalle prime mail, le premesse di un matrimonio felice

“Tornate a scrivere lettere d’amore!” leggiamo sul numero del Venerdì del 29 maggio. Ecco le lettere (mail) che tante volte abbiamo pensato di mandarle, perché in qualche modo coinvolgono anche Lei. Come è andata a finire? Abbiamo creduto in una storia apparentemente impossibile nata nel 2014, a 800 km di distanza, con problemi che sembravano irrisolvibili, alimentando la nostra unione con centinaia di lettere d’amore. Nel marzo 2020 “galeotto” fu il Covid che ci consentì di congiungerci; a luglio dello stesso anno ci siamo sposati; oggi viviamo gioiosamente ancora increduli della magia della vita. Con stima, Luciana ed Enzo

Due mail prese dalla vostra vita. 2 febbraio 2014: “Ci tenevo a dirti che hai avuto la capacità, con la tua sola presenza, di iniziare a rendere la mia vita più stimolante e soprattutto positiva”. 2 febbraio 2014: “Caro Enzo, piove, il cielo è grigio, ma io ho il cuore leggero. Viaggiare in treno mi piace, leggo, ascolto musica, mangiucchio qualcosa, guardo fuori dal finestrino...”. Ecco come inizia la corrispondenza agli inizi del 2014 che finirà, come è giusto, in un matrimonio che sta andando molto bene.

Quelle parole che insegnano umanità e pietà

Gentile Natalia Aspesi, ci sono articoli che si leggono velocemente e altri che invece restano dentro per ore, quasi come un peso silenzioso e difficile da scrollarsi di dosso. Le parole della sorella dell’attentatore di Modena e quelle del giovane Davide Cavallo appartengono a questa seconda categoria. Mi hanno colpito profondamente perché dentro tanto dolore sono riuscite a conservare qualcosa che oggi sembra rarissimo: uno sguardo umano. In un tempo dove tutto sembra trasformarsi immediatamente in rabbia, sentenza, tifo e odio, quelle parole arrivano come qualcosa di raro, quasi disarmante. Esiste quindi un altro modo di attraversare la sofferenza: quello che non cancella la giustizia, ma prova a non perdere l’umanità. Quelle parole ci obbligano a rallentare, a guardarci dentro, a capire che la violenza non può essere l’ultima pagina del libro umano. Mi ha colpito soprattutto il fatto che a pronunciare queste parole siano giovani persone travolte da vicende drammatiche più grandi di loro. In mezzo a tanta brutalità hanno trovato la lucidità di non lasciarsi divorare completamente dall’odio. È una lezione silenziosa ma enorme per tutti noi adulti, spesso pronti a giudicare prima ancora di comprendere. Forse dovremmo imparare a dare più spazio a queste parole “umane”, perché sono le uniche che riescono ancora a ricordarci che una società civile non si misura solo dalla severità delle condanne, ma anche dalla capacità di non smarrire la pietà e la coscienza dell’altro. Francesco Vitale

La sorella di Salim El Koudri, l’italiana Carmen di origine marocchina, ha chiesto scusa piangendo alle persone coinvolte nella tentata strage, con lesioni gravi commesse dal fratello. Il giovane Davide Cavallo, che si è preso una coltellata che gli impedirà di camminare, ha addirittura abbracciato il suo accoltellatore. Lei, signor Vitale, è già lontano dalla barba sempre uguale di chi, e sono anni ormai, continua a baloccarsi trattando male chi è già maltrattato. Io credo che chi si lascia divorare da una specie di odio, poi uguale per tutti, non sa che altro fare dei social. Se non dicono che odiano, cos’altro potrebbero fare? Questo per dirle che io capisco benissimo il suo bisogno di trovare nelle parole altrui un tentativo di non smarrire “la pietà e la coscienza dell’altro”. È un pensiero che tutti abbiamo, tranne gli scemi, se non smettono di rendere anche noi incapaci di soffrire.

La sedia vuota della moglie tanto amata

Cara signora Aspesi. Ho 88 anni tra pochi giorni. Mia moglie, Donatella, si è spenta un anno fa, il primo di giugno, a 72 anni, dopo una lunga malattia. Voglio dedicarle due righe: si intitola Quella sedia Vuota. “Era lei che si sedeva in quella sedia ora vuota, era lei che mi diceva un qualcosa che si addiceva. Era lei che mi ascoltava quando ero io che le parlavo, era lei che ci rideva quando stupidavo dal mio io...”. Lelio degli Innocenti

Questo è solo l’inizio di una bella poesia scritta per Donatella, la moglie che se ne è andata dopo una lunga malattia. A me fa impressione quella sedia VUOTA, che denuncia il suo sentirsi solo. È una frase bella e a me fa quasi piangere.

Articoli e titoli zeppi di errori: non se ne può più…

Buongiorno, allego solo l’ennesimo stupido errore… non è possibile che ogni giorno decine e decine di titoli, di articoli, di sottotitoli siano pieni, zeppi di decine, centinaia di errori! In tutte le lingue! Soprattutto italiana. Siamo arrivati a un livello assolutamente intollerabile. Lasciamo perdere poi l’abuso di anglicismi totalmente fuori luogo: le principali lingue europee tutelano la propria lingua usando i termini propri di ogni idioma, mentre da noi qualsiasi cavolata è scritta in inglese, e poi persino sbagliando, come in questo caso, quando hell si scrive con due elle e non una. Ma io mi domando: come è possibile che quando tutti, dicasi tutti noi, abbiamo i correttori automatici? Basta!!!! Fate qualcosa! non se ne può più! Mario Giovanni Ingrassia, Prato

Mi sono davvero spaventata: ogni giorno “decine e decine di articoli e sottotitoli sono pieni zeppi di decine e centinaia di errori!”. In tutte le lingue! Poi ho guardato bene: l’errore orribile che lei cita potrebbe essere una svista. E inoltre, scusi, chi le dice che anche lei non cada talvolta negli errori?

Sul Venerdì del 19 giugno 2026

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