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Giannini: Il patentino familiare

La destra vuole il consenso dei genitori per l’educazione sessuo-affettiva. Preferisce Youporn?
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Gentile Massimo, ho appena letto dell’obbligo del consenso informato dei genitori per il corso di educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Per cui, sarà praticamente impossibile avviare iniziative in questa direzione tranne, forse, nelle classi di quinta delle superiori... Non sarebbe più semplice e concreto puntare all’educazione al rispetto? Dal rispetto passa tutto ciò che è relazione con l’altro/l’altra, a partire dall’adolescenza. Ma più in generale il rispetto dell’altra persona. Il modo di vivere il rapporto con chi ci circonda va improntato sul rispetto a partire dalle comunità educative dei più piccoli sino ad arrivare alle scuole superiori… Il resto, in una comunità di studenti e studentesse più grandi, dagli 11 anni in su, verrà fuori spontaneamente senza programmi scolastici, in un confronto e una discussione tra pari, mediate da bravi insegnanti che ancora credono nel ruolo educativo della scuola.

Alessandra Bazzoni

Gentile Alessandra, ancora una volta, il Palazzo si mos…

Gentile Massimo, ho appena letto dell’obbligo del consenso informato dei genitori per il corso di educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Per cui, sarà praticamente impossibile avviare iniziative in questa direzione tranne, forse, nelle classi di quinta delle superiori... Non sarebbe più semplice e concreto puntare all’educazione al rispetto? Dal rispetto passa tutto ciò che è relazione con l’altro/l’altra, a partire dall’adolescenza. Ma più in generale il rispetto dell’altra persona. Il modo di vivere il rapporto con chi ci circonda va improntato sul rispetto a partire dalle comunità educative dei più piccoli sino ad arrivare alle scuole superiori… Il resto, in una comunità di studenti e studentesse più grandi, dagli 11 anni in su, verrà fuori spontaneamente senza programmi scolastici, in un confronto e una discussione tra pari, mediate da bravi insegnanti che ancora credono nel ruolo educativo della scuola.

Alessandra Bazzoni

Gentile Alessandra, ancora una volta, il Palazzo si mostra molto più retrivo del Paese. L’obbligo del consenso informato dei genitori per i corsi di educazione sessuale riflette una visione arcaica delle relazioni umane e un’ossessione ideologica contro il gender e il woke. Di cos’hanno paura, queste destre codine e trumpiane? E cosa vogliono proteggere, se non la strisciante sub-cultura patriarcale che rispunta fuori in ogni silenzio di Meloni e in ogni parola di La Russa? Tuonano contro il “patentino antifascista” per le rassegne librarie, e poi impongono il “patentino familiare” nelle scuole pubbliche. Non sia mai che i ragazzi imparino qualcosa di buono sulle relazioni affettive, confrontandosi tra loro e con un insegnante preparato. No: molto meglio lasciare che diventino adulti con TikTok e Youporn.

Il lupo di destra s’è mangiato Cappuccetto rosso

Caro Giannini, Vannacci è anche una vostra creatura. A forza di parlarne e gridare “al lupo, al lupo”, il lupo si è mangiato cappuccetto rosso. Fabrizio Pascotto

Caro Fabrizio, Hegel ci ha insegnato che tutto ciò che è reale è razionale. Persino Vannacci lo è. Dunque, senza farne un eroe (perché è il suo contrario, con quelle idee barbariche spacciate per buon senso) il generale va raccontato e spiegato, perché intercetta umori e rancori profondi che nel Paese esistono. E questo fanno i giornalisti: raccontano e spiegano. Ricordo sempre un precedente clamoroso, che può ritrovare facilmente sul Web: feci io, a Repubblica Tv, la famosa intervista a Piero Fassino che nel luglio 2009, di fronte al capocomico genovese già in piazza con i suoi primi “vaffa”, emise la storica “sentenza” che gli rimarrà appiccicata addosso per la vita: «Grillo vuole fare politica? Fondi un partito, e vediamo quanti voti prende…». Beppe lo fece, e poco dopo sbancò le urne. Vogliamo ripetere quell’errore?

L’idea della patrimoniale è semplice buonsenso

Caro Massimo, Meloni respinge con asprezza, come suo costume, la proposta della segreteria del Pd, di tassare, magari con aliquote basse (l’1-2 per cento, i patrimoni superiori ai 5 milioni di euro). Al sottoscritto la proposta di Elly Schlein sembra di buon senso: il prelievo servirebbe a dare una mano ai meno abbienti,ai più poveri, ai nullatenenti. La posizione della premier che parla sempre di Dio-Patria-Famiglia mi sembra molto molto poco cristiana. Certamente, come afferma Meloni, l’Italia non è la repubblica delle banane, che importiamo dall’Africa. Ma, senza meno, è la repubblica dell’ipocrisia. Giuseppe Garro

Caro Giuseppe, la famosa “patrimoniale” sarà pure impopolare, ma fa discutere come nient’altro i cittadini-contribuenti. Come ho già detto e scritto, Schlein ha detto la cosa giusta nel modo e nel momento sbagliato. Per me, se ben strutturato sul piano tecnico e “geografico”, un contributo fiscale a carico di chi ha grandi fortune, per sostenere il welfare a vantaggio di chi non ne ha affatto, è non solo legittimo ma necessario. E non c’entra la religione, ma la Costituzione.

Convinciamo gli onesti a non farsi abbindolare

Bravissimo Massimo, fulminante il tuo “Si perdono i voti dei ladri ma si guadagnano quelli degli onesti”. E siccome i “ladri” numericamente non sono, e non potrebbero essere, più degli “onesti”, si tratta di convincere questi ultimi a non farsi più abbindolare dai discorsi “pro domo loro” dei vari pifferai – ti risparmio i nomi perché li conosci meglio di me – sentiti negli ultimi 35 anni. Poche chiare idee, spiegate bene, come se si parlasse ad un bambino di dieci anni (copyright Silvio Berlusconi). Renato Piselli (Milano)

Grazie Renato, una seria lotta all’evasione fiscale è la premessa sulla quale si può ricostruire un nuovo patto sociale. Dobbiamo sperare che i quattro leader del “Campo Largo” Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni, fotografati a tavola in quella “grotta” romana come i cristiani nelle catacombe, ne facciano uno dei punti qualificanti del futuro programma di governo. Là sotto il suono dei pifferi non si dovrebbe sentire.

La pazienza di Elly Schlein

Caro Giannini, Schlein starà a Conte come Sonia Ghandi stava ai premier indiani? A. Castellano

Caro Castellano, non riesco a capire perché mai la leader del primo partito di opposizione (che ha quasi il doppio dei voti del secondo) dovrebbe fare un passo indietro per la premiership a vantaggio di Conte. Una mossa del genere avrebbe senso solo se il centrosinistra dovesse ricorrere ancora una volta a un “papa straniero”, come accadde con Prodi nel 1996 e nel 2006. Ma oggi non mi pare questa la formula. Facciano le primarie di coalizione, scenda in campo chi vuole, e chi ha più filo da tessere, tesserà.

La testimone inascoltata e la grazia a Nicole Minetti

Caro Giannini, a proposito di grazia a Nicole Minetti, la testimone Graciela non è stata sentita perché inaffidabile. Perché la ritrattazione lo è? Mario Finocchiaro Caro Mario, questa grazia, più che un rospo, è un Caimano che non riusciamo a ingoiare.

Trump come Creso distrugge un impero

Caro Giannini, non crede che Trump stia riuscendo nel suo obiettivo di distruggere un grande impero. Come Creso? Sandro Pesaresi

Caro Sandro, sono d’accordo. Trump sta sfasciando un grande impero: quello americano. Ed è giusto il raffronto con Creso: perché mentre distrugge per gli altri, il Tycoon fa soldi per sé.

Sul Venerdì del 26 giugno 2026

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