Il ventiseiesimo Psychodi quest’anno è per Romería.Il mare dei ricordi. Mi auguro che, mentre mi leggete, sia ancora nelle sale. Autobiografico senza abbellimenti, l’ha scritto e diretto Carla Simón, meravigliosa regista di Estate 1993 e di Alcarràs, Orso d’oro a Berlino 2022. La storia è quella di Marina, bambina orfana, amata da nuovi genitori, ora diciottenne. Con una videocamera amatoriale regalatale dalla madre adottiva e in tasca il diario della madre biologica, parte per Vigo, in Galizia, alla ricerca di un certificato anagrafico. Le serve per ottenere una borsa di studio all’università, ma soprattutto rappresenta il desiderio di documentare un’origine. È al tempo stesso un attestato di figlianza e una strategia per conoscere la sua storia e quella dei suoi genitori, eroinomani e innamorati, su cui la famiglia ha sempre mantenuto il silenzio.Negli incontri con zii, cugini e nonni mai conosciuti, Marina prova a ricomporre i suoi non ricordi. Sulle tracce della famiglia paterna, …
Il ventiseiesimo Psychodi quest’anno è per Romería.Il mare dei ricordi. Mi auguro che, mentre mi leggete, sia ancora nelle sale. Autobiografico senza abbellimenti, l’ha scritto e diretto Carla Simón, meravigliosa regista di Estate 1993 e di Alcarràs, Orso d’oro a Berlino 2022. La storia è quella di Marina, bambina orfana, amata da nuovi genitori, ora diciottenne. Con una videocamera amatoriale regalatale dalla madre adottiva e in tasca il diario della madre biologica, parte per Vigo, in Galizia, alla ricerca di un certificato anagrafico. Le serve per ottenere una borsa di studio all’università, ma soprattutto rappresenta il desiderio di documentare un’origine. È al tempo stesso un attestato di figlianza e una strategia per conoscere la sua storia e quella dei suoi genitori, eroinomani e innamorati, su cui la famiglia ha sempre mantenuto il silenzio.Negli incontri con zii, cugini e nonni mai conosciuti, Marina prova a ricomporre i suoi non ricordi. Sulle tracce della famiglia paterna, per citare il bel film di Mike Leigh, incontra “segreti e bugie”. Perché tutti vogliono dimenticare. Ma filmare è un omaggio alla memoria, e il cinema, ancora una volta, costruisce uno sguardo. «Ho perso i genitori, morti di Aids, quando ero piccola», dice la regista. «A 18 anni sono partita per incontrare la famiglia di mio padre e scoprire la loro storia. Erano giovani negli anni Ottanta, quelli della Movida dopo la transizione democratica spagnola: libertà, sperimentazione, e una crisi di eroina che fece della Spagna il paese europeo con più morti di Aids». In spagnolo, la parola Romería indica il pellegrinaggio verso un santuario, ma anche una festa di piazza: andate a vederlo e capirete, tra sorrisi e lacrime, celebrazione e lutto, il perché di quel titolo. Il film di una regista che immagina ricordi, quelli che ha e quelli che le mancano. E poi li sogna.
Sul Venerdì del 6 giugno 2026