C’è un piccolo ma a suo modo leggendario saggio di pittura in cui Carlo Emilio Gadda parla principalmente di cetrioli. Lo scritto s’intitola – con intenzionalissima ambiguità – Il cetriolo del Crivelli, ed è ora raccolto in Divagazione e garbuglio (Adelphi, 553 pagine, 26 euro). Carlo Crivelli è un pittore rinascimentale veneziano, che Gadda però insiste essere veneto, per la sua propensione a mostrare e nascondere nelle sue Madonne con bambino dettagli di una campagna contadina brutale e affidabile. Il simbolo principale di tutto ciò sarebbe l’insolita ma regolare presenza, nelle tele del Crivelli, di cetrioli. “Quel cetriolo ch’è un poco una idea fissa del grande pittore: una costante insistita della minuzia realistica d’un pittore di genere, come taluno ha ritenuto di poter dire: imagine ovunque sorda all’idea di frutto, (…) eppur zucchescamente significativa d’un umile campestre offerta esortante l’altare, per un addobbo amorosamente recato dalla campagna padovana o comunque irrig…
C’è un piccolo ma a suo modo leggendario saggio di pittura in cui Carlo Emilio Gadda parla principalmente di cetrioli. Lo scritto s’intitola – con intenzionalissima ambiguità – Il cetriolo del Crivelli, ed è ora raccolto in Divagazione e garbuglio (Adelphi, 553 pagine, 26 euro). Carlo Crivelli è un pittore rinascimentale veneziano, che Gadda però insiste essere veneto, per la sua propensione a mostrare e nascondere nelle sue Madonne con bambino dettagli di una campagna contadina brutale e affidabile. Il simbolo principale di tutto ciò sarebbe l’insolita ma regolare presenza, nelle tele del Crivelli, di cetrioli. “Quel cetriolo ch’è un poco una idea fissa del grande pittore: una costante insistita della minuzia realistica d’un pittore di genere, come taluno ha ritenuto di poter dire: imagine ovunque sorda all’idea di frutto, (…) eppur zucchescamente significativa d’un umile campestre offerta esortante l’altare, per un addobbo amorosamente recato dalla campagna padovana o comunque irrigua e solare”. E di nuovo: “Cucùrbite a pezzi, a novembre dicembre, nella delicata povertà delle minestre paesane, cetrioli di insalate estive, dono adeguato di poveri, d’infaticati ortolani, che inghirlandano a lato o sopra il fasto de’ broccati e la preziosa lucidezza de’ marmi lo schienale del trono della Madonna”.
Si sa, quando nell’orto crescono i cetrioli non si sa più dove metterli. E non tutti, soprattutto in Italia, sanno come gestire i cetrioli: per esempio, per evitare che diventino mollicci e anzi per renderli ancor più croccanti, è opportuno metterli a bagno in acqua fredda con qualche cubetto di ghiaccio. Oppure si tagliano a fettine e si fanno i pickles.
Cetrioli sottaceto
Che cosa serve 1 kg di cetrioli, se possibile piccoli;abbondante sale grosso; 500 ml di aceto di vino bianco o di mele; 500 g di zucchero; 500 ml di acqua; aromi a piacere
Come procedere
Lavate i cetrioli e fateli a rondelle, ricopritele di sale grosso, mescolate e lasciate riposare almeno 6 ore. Fate intiepidire l’acqua, lo zucchero e l’aceto in pentola, con aromi di vostro gusto. Sciacquate i cetrioli, metteteli in un contenitore e versateci sopra la marinata tiepida. Coprite e mangiate dal giorno dopo.