Caro Giannini, posso dirlo, con tutto il rispetto? Sulla polemica scoppiata a proposito del premio Strega, e sulle parole “irrispettose” di Michele Mari nei confronti di Michela Murgia, ha ragione da vendere Massimo Recalcati: quanta ipocrisia, tanto rumore per nulla. Denigrarsi tra “colleghi” è la cosa più umana che esiste. Fabio Beltrandi
No, caro Fabio, proprio no. A Michela mi legavano un’amicizia profonda e il ricordo delle tante, splendide cose fatte insieme a Radio Capital. Ma qui non c’entra l’amicizia, c’entra la civiltà. Come disse lei stessa in un dibattito all’Auditorium di Roma nel maggio 2021, il suo corpo è stato un campo di battaglia. E non certo per la malattia che l’ha stroncata due anni dopo, il 10 agosto 2023, ma per gli insulti vergognosi che riceveva ogni volta che prendeva posizione su qualunque argomento. Gli haters, in rete e fuori, le gridavano “cesso”, “vacca”, “fai schifo”, “sei inchiavabile”. Su un piano diverso, sia chiaro, le parole di Michele Mari che o…
Caro Giannini, posso dirlo, con tutto il rispetto? Sulla polemica scoppiata a proposito del premio Strega, e sulle parole “irrispettose” di Michele Mari nei confronti di Michela Murgia, ha ragione da vendere Massimo Recalcati: quanta ipocrisia, tanto rumore per nulla. Denigrarsi tra “colleghi” è la cosa più umana che esiste. Fabio Beltrandi
No, caro Fabio, proprio no. A Michela mi legavano un’amicizia profonda e il ricordo delle tante, splendide cose fatte insieme a Radio Capital. Ma qui non c’entra l’amicizia, c’entra la civiltà. Come disse lei stessa in un dibattito all’Auditorium di Roma nel maggio 2021, il suo corpo è stato un campo di battaglia. E non certo per la malattia che l’ha stroncata due anni dopo, il 10 agosto 2023, ma per gli insulti vergognosi che riceveva ogni volta che prendeva posizione su qualunque argomento. Gli haters, in rete e fuori, le gridavano “cesso”, “vacca”, “fai schifo”, “sei inchiavabile”. Su un piano diverso, sia chiaro, le parole di Michele Mari che ora hanno riacceso la polemica («Murgia era così aggressiva perché era brutta») sono figlie dello stesso riflesso psico-sociale, machista e patriarcale. Come si chiedeva Michela: perché solo a me? Perché solo a noi donne? Perché agli uomini non succede? Questo è il vero tema. E usarlo per condannare la frase di Mari non è ipocrisia. È libertà e dignità, è rispetto e uguaglianza. Per questo, stavolta, non condivido le riflessioni di Recalcati. E lo dico di nuovo con le parole di Michela: quando una donna si espone, e viene massacrata con il body shaming, gli intellettuali maschi tacciono. E questo fa ancora più male. L’avete fatto succedere, rimanendo in silenzio: vergognatevi.
Il vero esame? Il No alla riforma Nordio
Caro Giannini, nei nuovi esami di maturità i commissari sono quattro e non più sei, non c’è più la tesina multidisciplinare all’orale, ma una presentazione da parte del candidato che dovrà in una manciata di minuti mettere in rilievo la maturità raggiunta… Valditara ci ha fatto pervenire una griglia di valutazione per la prova orale, con 4 indicatori l’ultimo dei quali recita: “Grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”. Prima di congedarmi definitivamente dal mondo della scuola, penso con affetto e tenerezza ai “miei” ragazzi che in cuor mio ho già promosso a pieni voti, perché il loro banco di prova, in cui dimostrare la loro maturità (che il ministro ci chiede di valutare con un punteggio che va da 0,5 a 5,0), lo hanno già superato brillantemente quando si sono presentati numerosi ai seggi elettorali per la prima volta, e al referendum sulla giustizia hanno risposto No, dimostrando di aver capito cosa ci fosse veramente in gioco, difendendo la nostra Costituzione. Non sarò loro mai abbastanza grata. Donatella Cauli
Cara Donatella, anche la scuola di Valditara (e quella prima di lui, a essere onesti) è ormai prigioniera dei dati, delle metriche, delle performance. Misurare anche la maturità con un punteggio da 0,5 a 5,0 (come lei denuncia giustamente) è l’opposto di quel che servirebbe ai giovani. C’è bisogno di conoscenze tecniche, ma anche (se non soprattutto) di coscienze critiche. Per questo mi piace il suo accostamento tra l’esame di maturità e il primo voto dei ragazzi al referendum. Sono stati quasi tre milioni. E sarebbero la nostra speranza, se solo non trasformassimo i loro anni di scuola in una lotteria di numeri e di algoritmi.
La legge spara-tutto e il centrosinistra
Gentile Giannini, è stata votata in Senato la legge giustamente denominata “Caccia selvaggia”,che ci farà tornare indietro ai tempi bui in cui i cacciatori erano liberi di uccidere la qualunque, in qualsiasi luogo, con qualsiasi mezzo, contravvenendo alle direttive europee. Ho sentito denunciare questo scandalo solo dalle associazioni ambientaliste, ma i politici di centrosinistra non hanno niente da dire? I Verdi non dovrebbero fare una campagna? Se le destre corteggiano i cacciatori per motivi elettorali, Bonelli non dovrebbe agire in senso contrario per attirarsi le simpatie di chi rispetta la natura? Franco Mannini
Caro Franco, fa davvero orrore, questa “legge spara-tutto” (com’è stata anche ribattezzata quella porcheria normativa, forse in onore di Pozzolo, il pistolero di Capodanno). Per me la caccia va abolita, punto. Per questo credo anch’io che contro questa vittoria della lobby dei cacciatori e delle armi l’opposizione dovrebbe fare le barricate. Il paradosso è che i Fratelli d’Italia e i leghisti, con una penosa faccia di palta, hanno scritto nel testo che “l’attività venatoria concorre alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema”. Secondo questi cialtroni, cioè, sparare agli animali nelle aree urbane e in quelle demaniali protegge la natura.Le vere bestie sono loro.
La condanna di Almasri copre l’Italia di ridicolo
Caro Giannini, cosa c’è di più ridicolo di un governo che per compiacere i libici ferma e poi rilascia un delinquente perseguito dalla Corte penale internazionale per terribili reati, e scoprire poi che costui, Almasri, è stato condannato a 7 anni dalla Libia per gli stessi fatti? Andrea La Francesca - Novara
Caro Andrea, lo scandalo Almasri resta una delle pagine più nere di questa legislatura. Ed è triste che persino la Libia dei clan e dei tagliagole di Haftar ci abbia dato una lezione di legalità.
Le parole di Trump sono pietre,anzi droni impazziti
Caro Giannini, le parole sono pietre anzi droni impazziti, lanciati da un uomo vecchio, pericoloso e vendicativo. Voglio provare pietas per Meloni, di cui condivido quasi niente, ma ha confuso i pragmatici rapporti istituzionali con leali scambi amichevoli. Il risveglio è duro, ma è la sporca politica, bellezza. Teresa Braccio - Napoli
Cara Teresa, qui non è questione di “sporcizia”. Trump la politica l’ha cancellata, mentre Meloni la politica l’ha sbagliata. Lo dico e lo ripeto, al di là degli apparenti “divorzi” tra Roma e Washington: una Sciamana è per sempre. E la nostra presidente del Consiglio, nonostante i mal di pancia di questi giorni, dal suo “trumpismo naturale” che la affligge da troppi anni non guarirà mai.