C’è un problema.
Perché Michelino ha confessato: Gaetanina l’ha uccisa lui. Siamo nel 1945, i diminutivi sulla stampa si sprecano perché sono tutti tredicenni, poco più che bambini. Erano in un campo di granoturco sul fondo Miranda, nella campagna di Afragola, di proprietà del padre di Michelino. Gaetanina era piccola ma in lei, scrivono i giornali con lo stile pittoresco di allora, che vuol dire ma non può e comunque lo dice lo stesso, “la giovinezza prepotente rompeva l’involucro fanciullesco e sbocciava con tutte le sue seduzioni”. Michelino, per quanto piccolo anche lui, era un maschio e sappiamo i maschi come sono, ha provato a baciarla, lei non c’è stata e allora lui le ha tirato una coltellata e l’ha uccisa. Poi è scappato ma preso dal rimorso si è costituito. C’è persino un testimone, Gasparino, tredici anni anche lui, che era nel campo e ha visto tutto.
Caso chiuso, tra l’altro Michelino è minorenne, non si può arrestare, è troppo piccolo anche per il processo, magari si fa l…
C’è un problema.
Perché Michelino ha confessato: Gaetanina l’ha uccisa lui. Siamo nel 1945, i diminutivi sulla stampa si sprecano perché sono tutti tredicenni, poco più che bambini. Erano in un campo di granoturco sul fondo Miranda, nella campagna di Afragola, di proprietà del padre di Michelino. Gaetanina era piccola ma in lei, scrivono i giornali con lo stile pittoresco di allora, che vuol dire ma non può e comunque lo dice lo stesso, “la giovinezza prepotente rompeva l’involucro fanciullesco e sbocciava con tutte le sue seduzioni”. Michelino, per quanto piccolo anche lui, era un maschio e sappiamo i maschi come sono, ha provato a baciarla, lei non c’è stata e allora lui le ha tirato una coltellata e l’ha uccisa. Poi è scappato ma preso dal rimorso si è costituito. C’è persino un testimone, Gasparino, tredici anni anche lui, che era nel campo e ha visto tutto.
Caso chiuso, tra l’altro Michelino è minorenne, non si può arrestare, è troppo piccolo anche per il processo, magari si fa leva su questa cosa della seduzione femminile e degli istinti maschili e se la cava con poco.
Ma c’è un problema. L’autopsia dimostra che Gaetanina non è stata uccisa con una coltellata. Le hanno sparato un colpo di pistola 7.65, dall’alto, dal momento che il proiettile è entrato dall’angolo destro della fronte ed è uscito dalla tempia sinistra. Michelino dice che è vero, ha usato una pistola, si è confuso e ha ricordato male, ma i carabinieri cominciano ad avere dei dubbi. Anche perché girano strane voci sul signor Ferdinando, il padre di Michelino, che è un ricco possidente terriero che fa paura e ha modi spicci con tutti, soprattutto con le donne.
Così i carabinieri fanno una cosa, arrestano tutti, pure il signor Ferdinando, li portano in caserma e ascoltano. Allora non c’erano le cimici, ascoltare significa che un appuntato si metteva dietro la porta a origliare, e l’idea è giusta, perché il signor Ferdinando lo dice chiaro e tondo a uno dei suoi contadini: gli ha sparato lui a Gaetanina, voleva baciarla perché la seduzione eccetera eccetera ma lei si è messa ad urlare e lui ha tirato fuori la pistola. Devono aiutarlo a spostare tutto sul figlio che è un ragazzino e non rischia quasi niente.
A quel punto, anche Gasparino ritratta: era nel campo per rubare dell’uva quando ha visto il signor Ferdinando sparare a Gaetanina, Michelino non c’entra. Il processo si tiene a metà del 1948 e dura una ventina di udienze in cui si assiste allo scontro dei principi del Foro di Napoli, perché il signor Ferdinando è deciso a dare battaglia e continua a proclamarsi innocente. Ma non basta, e ai primi di settembre la Corte d’Assise di Napoli lo condanna a ventiquattro anni per l’omicidio di Gaetanina. Quando lo portano via grida ancora di essere innocente, ma gli è rimasto solo un filo di voce, e non lo sente quasi nessuno.
Sul Venerdì del 10 luglio 2026