Caro Giannini, Cossiga era di centrosinistra? Gladio, cui si vantò di appartenere, era appoggiata dalla Russia? Mi fermo qui perché la mia memoria è limitata.
Sandro Pesaresi Caro Sandro, l’intervista-spot di Meloni su Rete 4, al microfono amico del solito talk-show di regime, ha svelato il vero obiettivo della premier: salire al Quirinale dopo Mattarella, nel 2029. Per annunciarlo, ha mentito sui presidenti della Repubblica del passato “tutti di centrosinistra”. Un falso storico. Oltre a Cossiga, furono di tutt’altra ispirazione politica Luigi Einaudi (liberale) e Antonio Segni (eletto coi voti di Almirante). Poi anche Leone e Gronchi (esponenti della destra Dc). E persino Scalfaro e Ciampi, conservatore democristiano il primo, banchiere “azionista” il secondo. Giorgia lo sa, ma con la sua bugia ha voluto chiarire qual è il vero tabù da far cadere: il Colle tocca finalmente agli ex missini, cioè a quelli che non rinnegano il fascismo e non sopportano la Costituzione. Questa è la vera…
Caro Giannini, Cossiga era di centrosinistra? Gladio, cui si vantò di appartenere, era appoggiata dalla Russia? Mi fermo qui perché la mia memoria è limitata.
Sandro Pesaresi Caro Sandro, l’intervista-spot di Meloni su Rete 4, al microfono amico del solito talk-show di regime, ha svelato il vero obiettivo della premier: salire al Quirinale dopo Mattarella, nel 2029. Per annunciarlo, ha mentito sui presidenti della Repubblica del passato “tutti di centrosinistra”. Un falso storico. Oltre a Cossiga, furono di tutt’altra ispirazione politica Luigi Einaudi (liberale) e Antonio Segni (eletto coi voti di Almirante). Poi anche Leone e Gronchi (esponenti della destra Dc). E persino Scalfaro e Ciampi, conservatore democristiano il primo, banchiere “azionista” il secondo. Giorgia lo sa, ma con la sua bugia ha voluto chiarire qual è il vero tabù da far cadere: il Colle tocca finalmente agli ex missini, cioè a quelli che non rinnegano il fascismo e non sopportano la Costituzione. Questa è la vera posta in gioco delle prossime elezioni: se le rivince, due anni dopo la Sciamana sarà “capa dello Stato”. Ricordatelo bene, lettori ed elettori, quando depositerete la scheda nell’urna.
La nostra Costituzione è bella perché non c’entra il fascismo
Caro Giannini, sa perché la nostra Costituzione è così bella, così equa, così civile ed evoluta, così precisa nelle parole e nel tono sui valori che guidano ancora un Paese slacciato come il nostro? Perché all’Assemblea Costituente non sedevano fascisti, perché i padri e le madri costituenti hanno rifiutato il fascismo avendolo conosciuto bene. Per una Repubblica di tutti. Stefania Busilacchi
Cara Stefania, “la Repubblica è di tutti” è il titolo ideale del magnifico discorso tenuto da Sergio Mattarella in occasione dell’ottantesimo anniversario della prima seduta della Costituente. Con un caveat, però: è di tutti quelli che nella Repubblica credono e nella Costituzione si riconoscono. Dunque, non dei fascisti. Né quelli di ieri, né quelli di oggi.
Vengono dall’estero e ci rubano i posti in ospedale
Gentile Giannini, esco da un ricovero all’ospedale Niguarda di Milano. Ho avuto come compagni di stanza prima una signora poi un ragazzo, entrambi albanesi che vivono e lavorano in Albania, venuti a Milano solo per cure costose al cervello, tutto gratis. Ora a fronte del rapporto Caritas che parla di 5 milioni di italiani che rinunciano alle cure per le liste troppo lunghe, è il caso di offrire trattamenti così costosi e sofisticati a gente che vive e lavora in Albania? Lina Paolella
Cara Lina, non ceda a questa sindrome vannacciana. Ci manca solo che oltre a urlare “ci rubano il lavoro”, strilliamo pure “ci rubano il posto letto”. Non so nulla delle persone che hanno condiviso il ricovero con lei. Ma sappia che un cittadino albanese, non ancora “comunitario”, se ha un regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro, studio o famiglia, ha pieno diritto all’iscrizione obbligatoria al Servizio sanitario nazionale. È il principio di universalità delle prestazioni, il valore più importante del nostro Welfare, che cura tutti senza chiedere a nessuno il passaporto o la carta di credito. Dobbiamo preservarlo, non ridurlo a una Mutua Tricolore.
Se i tg nascondono l’omotransfobia
Gentile Giannini, l’omicidio di Mirko Moriconi e di sua madre Kety Andreoni hanno una matrice omotransfobica e patriarcale. Eppure, alcune testate giornalistiche (i Tg della Rai, in primis) faticano a riconoscerla, nascondendosi dietro espressioni vaghe come “dramma familiare”. Sul TgLa7, addirittura, definiscono l’orientamento sessuale della vittima una “scelta di vita”, linguaggio che appartiene al secolo scorso. Ennesima dimostrazione, se ne servivano altre, che i Pride (e le rivendicazioni che veicolano) sono più che necessari. Costanza Rosa Mongioì
Gentile Costanza, sono molto d’accordo con lei. Quel ragazzo di 24 anni, ucciso a fucilate insieme alla madre, da un padre-padrone che non ne sopportava l’orientamento sessuale, conferma che un pezzo d’Italia è ancora all’anno zero sull’uguaglianza e sui diritti civili. Quando dirigevo la Stampa, decisi di far partecipare il giornale al Pride di Torino, per la prima volta nella storia della testata. È una delle scelte di cui vado più fiero.
La Rai cancella i programmi e non capisce la cultura
Buongiorno Giannini, la Rai sta cancellando i programmi di Massini, Carofiglio, Bollani e altro ancora. Ma possibile che nei piani alti della destra non ci sia nemmeno uno che capisca il valore della musica, dell’arte, della cultura, della bellezza?
Francesco Loseto
Buongiorno Francesco, da settembre entreremo in campagna elettorale, e i palinsesti Rai saranno militarizzati ancora più di prima. Ci sarà spazio solo per la propaganda, e la par condicio sarà la solita foglia di fico delle destre al comando. La musica, l’arte, la cultura, la bellezza: cosa vuole che importi, a chi punta solo a narcotizzare il Paese per restare nel Palazzo?
La conversione di Alemanno dopo essere stato in cella
Carissimo Giannini, l’ex sindaco di Roma Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia e ha rilasciato dichiarazioni che se da un lato gli fanno onore, dall’altro mi fanno dire: benvenuto tra noi, Gianni! Dovevi farti un anno di carcere per renderti conto delle condizioni in cui versano le patrie galere? Ti ricordi di quando Marco Pannella a Ferragosto girava per le carceri e ci raccontava degli orrori, dei dolori e delle inutili sofferenze? Non eravate (e siete) voi quelli del “butta la chiave”? B. Bravi
Carissimo Bravi, da Gianni Alemanno mi divide tutto. Ma gli do atto che il modo in cui ha affrontato la condanna e la detenzione meritano un plauso. Ora che il generale del mondo al contrario lo ha accolto tra le braccia e lo candiderà coi nazional-futuristi, capiremo se la sua nobile campagna di sensibilizzazione sulla disumanità del carcere è stata sincera oppure è stata solo una mano di vernice su un’immagine sporcata da Mafia Capitale. Secondo l’ultimo rapporto di Antigone, dal 2022 la quantità di minorenni detenuti è esplosa del 52,5 per cento a causa dell’inasprimento delle pene favorito dal decreto Caivano. Cosa farà l’ex sindaco per curare questa piaga? Lo aspettiamo al varco. E senza catenine con la croce celtica al collo, naturalmente.
Sul Venerdì del 10 luglio 2026