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Una battaglia dopo l’altra con Roger Waters

La copertina di Comfortably Numb Re-Imagined, nuova versione del classico dei Pink Floyd interpretato da Roger Waters con Mona Miari 

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La canzone della settimana è “Comfortably Numb Re-Imagined”
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Questa di Roger Waters – Comfortably Numb Re-Imagined per Gaza – è la risposta al nostro Principe, e a chi sostiene che gli artisti non dovrebbero immischiarsi nelle questioni politiche. Come se Joan Baez, Bob Dylan, Phil Ochs, Paolo Pietrangeli, Giovanna Marini, Gil Scott-Heron, Area, Bob Marley, Clash, Rage Against The Machine, Bruce Springsteen (solo per citarne una manciata) non fossero mai esistiti. Come se Fellini, Scola, Rosi, Lizzani, Pontecorvo, Maselli e Antonioni che scortano la bara di Enrico Berlinguer fosse solo un miraggio.

Vero è che nel nuovo millennio il plotone degli “artisti impegnati” si è assottigliato: pochi si sono schierati contro l’invasione dell’Ucraina; pochissimi hanno condannato l’attacco di Hamas del 7 ottobre e il conseguente genocidio di Gaza; negli Usa non c’è stata una protesta corale contro le pericolosissime e capricciose esternazioni di Trump al secondo mandato; in Italia, nessun concertone zeppo di superstar per contestare le involuzioni sociali …

Questa di Roger Waters – Comfortably Numb Re-Imagined per Gaza – è la risposta al nostro Principe, e a chi sostiene che gli artisti non dovrebbero immischiarsi nelle questioni politiche. Come se Joan Baez, Bob Dylan, Phil Ochs, Paolo Pietrangeli, Giovanna Marini, Gil Scott-Heron, Area, Bob Marley, Clash, Rage Against The Machine, Bruce Springsteen (solo per citarne una manciata) non fossero mai esistiti. Come se Fellini, Scola, Rosi, Lizzani, Pontecorvo, Maselli e Antonioni che scortano la bara di Enrico Berlinguer fosse solo un miraggio.

Vero è che nel nuovo millennio il plotone degli “artisti impegnati” si è assottigliato: pochi si sono schierati contro l’invasione dell’Ucraina; pochissimi hanno condannato l’attacco di Hamas del 7 ottobre e il conseguente genocidio di Gaza; negli Usa non c’è stata una protesta corale contro le pericolosissime e capricciose esternazioni di Trump al secondo mandato; in Italia, nessun concertone zeppo di superstar per contestare le involuzioni sociali della destra-destra al governo.

Gli U2 sono arrivati in ritardissimo su tutto, Nick Cave ha fatto orecchie da mercante, Thom Yorke si è appisolato al calduccio di Roma, il Principe si è raggomitolato tra le sue canzoni. Roger Waters no, non ha mai taciuto; si è fatto molti nemici, anche tra i colleghi e gli ex Pink Floyd. Controverse ma battagliere le sue posizioni sull’Ucraina, incondizionato il sostegno alla causa palestinese, feroci le critiche alle politiche israeliane.

Ora ha pubblicato una Comfortably Numb – Re-Imagined (attingendo dall’intramontabile The Wall) con il testo in arabo cantato dalla giovane e talentuosa Mona Miari, artista di origine palestinese. Commovente il testo recitato, devastante il video girato tra le macerie di Gaza dopo/durante il genocidio. Chi ritiene che Waters parli a sproposito forse non sa che suo padre, il sottotenente Eric Fletcher Waters, del Reggimento Fucilieri Reali, fu ucciso dai tedeschi il 18 febbraio 1944 nella battaglia di Anzio. Roger aveva cinque mesi e dodici giorni.

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