Il primo ricordo della mia vita è quello delle dita sporche di nero, mentre, usando una candela, copro di fuliggine dei pezzi di vetro. Avevo appena due anni, quattro mesi e dodici giorni. Come faccio a esserne così sicuro? Perché quei vetri affumicati dovevano servire per vedere l’eclisse solare totale del 15 febbraio 1961, l’ultima che abbia attraversato il territorio italiano. Per vedere la prossima, ma solo nel Nordest, l’Italia dovrà aspettare il 3 settembre 2081. In compenso gli spagnoli avranno un’eclisse solare totale il prossimo 12 agosto, che attraverserà il Paese da Nord a Sud, e pure un’altra il 2 agosto 2027, che sfiorerà le coste andaluse… A chi troppo e a chi niente! Vado a lamentarmene da Marco Bastoni, project manager per un’azienda informatica, ma anche astrofilo fin dagli otto anni, e innamorato delle eclissi di sole e di luna, tanto da aver scritto su di loro Il piccolo libro delle eclissi (Apogeo), ed organizzare viaggi di “caccia all’eclisse”, per andare a veder…
Il primo ricordo della mia vita è quello delle dita sporche di nero, mentre, usando una candela, copro di fuliggine dei pezzi di vetro. Avevo appena due anni, quattro mesi e dodici giorni. Come faccio a esserne così sicuro? Perché quei vetri affumicati dovevano servire per vedere l’eclisse solare totale del 15 febbraio 1961, l’ultima che abbia attraversato il territorio italiano. Per vedere la prossima, ma solo nel Nordest, l’Italia dovrà aspettare il 3 settembre 2081. In compenso gli spagnoli avranno un’eclisse solare totale il prossimo 12 agosto, che attraverserà il Paese da Nord a Sud, e pure un’altra il 2 agosto 2027, che sfiorerà le coste andaluse… A chi troppo e a chi niente! Vado a lamentarmene da Marco Bastoni, project manager per un’azienda informatica, ma anche astrofilo fin dagli otto anni, e innamorato delle eclissi di sole e di luna, tanto da aver scritto su di loro Il piccolo libro delle eclissi (Apogeo), ed organizzare viaggi di “caccia all’eclisse”, per andare a vederle nei luoghi e nei modi migliori.«Il tempo medio di ritorno di una eclisse di sole sullo stesso punto del pianeta Terra è di circa 375 anni», spiega, «il fatto che da noi non si verifichi per 100 anni di fila è quindi normale. Diciamo che se uno è appassionato di eclissi, è bene che si prepari a viaggiare». E in effetti Bastoni di soli che scompaiono nel cielo ne ha visti ben otto, inseguendoli dalla Mongolia al Cile, passando per Austria, Cina e Messico. «Due volte sono rimasto fregato: le nuvole hanno rovinato lo spettacolo».
Meteo a parte, il perché questo fenomeno sia così sfuggente dipende dalla sua natura: un’eclisse di sole si verifica quando l’invisibile “luna nuova” passa davanti alla nostra stella.«In teoria questo dovrebbe avvenire ogni mese, ma l’orbita della luna intorno alla Terra non è sullo stesso piano di quella che la Terra segue intorno al sole: quasi sempre la luna si trova sotto o sopra al piano dell’orbita terrestre e la sua ombra non cade sul nostro pianeta. Terra, sole e luna si trovano allineati solo due volte l’anno, ai “nodi”, e solo allora, e per pochi giorni, l’ombra lunare ci colpisce. Però, appunto, ciò avviene solo se ai nodi la luna è “nuova”, e questo riduce il numero di eclissi solari fra due e cinque l’anno». Sembrerebbero abbastanza per vederne spesso, ma l’ombra della luna sulla Terra corre lungo una striscia larga al massimo 270 chilometri e lunga non più del 40 per cento della circonferenza terrestre, attraversando in prevalenza oceani e aree disabitate.
L’eclisse di agosto partirà dalla Siberia per poi scendere lungo l’Atlantico fino alla Spagna, che vedrà il sole oscurarsi al tramonto.«Non tutte le eclissi solari sono totali: i diametri medi apparenti di luna e sole in cielo sono quasi identici, ma ci sono periodi dell’anno in cui la luna è più lontana dalla Terra e appare più piccola del sole. Durante le eclissi solari in quei periodi intorno alla luna resta un anello luminoso». Infine le eclissi totali durano molto poco: il magico allineamento Terra-sole-luna, visto da un punto del pianeta, in media si mantiene per circa tre minuti e mai più di sette e mezzo. La totalità nell’eclisse in Spagna, per esempio, sarà solo di 90 secondi. «Nell’eclisse del 2027, per una serie di circostanze, fra cui la vicinanza della luna alla Terra, la totalità sarà invece quasi da record in Egitto: 6 minuti e 23 secondi».
Nel lontano passato, nonostante già i babilonesi avessero trovato un modo per calcolarne le date e i greci ne avessero spiegato i meccanismi, l’improvvisa sparizione del sole nel cielo gettava le popolazioni nello sgomento, e il fenomeno veniva interpretato come una profezia di sventura o un ammonimento divino. Una battaglia fra Medi e Lidi nel 585 a.C., per esempio, fu interrotta da un’eclissi solare, che convinse i contendenti a fare la pace, perché evidentemente gli Dei non gradivano. Molte popolazioni, dai cinesi agli scandinavi, erano anche convinte di dover far qualcosa, tipo un sacco di rumore o tirare frecce in cielo, per convincere il mostro mangia-sole a sputarlo. La scienza in realtà deve molto alle eclissi, come mezzo per conoscere meglio il sole, la cui atmosfera esterna, la corona, si vede da Terra solo allora, e persino per confermare la relatività einsteniana, grazie alla misura della posizione delle stelle vicino al sole oscurato, alterata dalla sua massa. Ma oggi il sole lo si studia soprattutto dallo spazio, e noi che sappiamo che le eclissi sono solo il passaggio di una palla di roccia davanti a una stella, certo non dovremmo più provare la meraviglia che attanagliava gli antichi nel vederle.
«E invece no», dice l’autore del libro, «anche se sappiamo che dietro non ci sono Dei arrabbiati, presagi o draghi, assistere a un’eclisse totale rimane un’esperienza sconvolgente, che frantuma le nostre convinzioni sul mondo. Di fronte all’ombra della luna che si avvicina nel cielo, ai colori che diventano via via più smorti e distorti, e infine al sole che diventa nero e fa apparire le stelle e la luce fantasmatica della corona, raggelando la natura intorno, ci si spoglia del nostro illusorio scudo tecnologico e si torna nello stato in cui era un Homo sapiens centomila anni fa: alla totale mercé di potenti forze naturali. È un’emozione che porta molti, me compreso, alle lacrime, e poi a un riso sfrenato e applausi, quando la stella che ci dà la vita riemerge nel cielo. Tutti dovrebbero vedere questo fenomeno almeno una volta». La doppia eclisse spagnola ci porta questa occasione vicino a casa. Ma quale sarà meglio? «Io spero di assistere a entrambe», dice Bastoni, «il 12 agosto 2026 sarò su una nave da crociera a Ovest delle Baleari, ma ci saranno infiniti punti sulla terraferma da cui vederla, la linea della totalità correrà più o meno da Oviedo, sull’Atlantico, fino a Valencia. Sarà un’eclisse molto breve, con sole al tramonto e luce già smorzata: controllate il meteo prima di decidere dove andare e trovate un punto con un’ottima vista sull’orizzonte di Nordovest, per non rischiare che il sole sparisca dietro palazzi o colline. Nel 2027, invece, si dovrà essere la mattina del 2 agosto a Gibilterra o dintorni. Ma il punto migliore è l’Egitto: lì il meteo non dovrebbe essere un problema, la totalità arriverà a mezzogiorno e sarà lunghissima». 2026 o 2027 che sia, però non cambiano le regole di sicurezza: non guardate il sole senza filtri sicuri e certificati, tanto più se userete telescopi o teleobbiettivi. Affumicare vetri con le candele andava bene nel 1961, oggi si sa che comporta seri rischi per la vista.
Sul Venerdì del 17 luglio 2026