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Massimo Giannini: leggete questa lettera e capirete l’inumanità delle politiche migratorie

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E capirete quanto sono inumane le politiche migratorie della destra. Per tre buoni motivi
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Caro Giannini, con grande fatica abbiamo trovato un badante peruviano per i miei genitori ultranovantenni e bisognosi di tutto. Noi figli lavoriamo ancora e non possiamo assisterli, se non nei fine settimana. Per mesi abbiamo trovato solo donne provenienti dall’Est europeo, il più delle volte già pensionate o con assegno di disoccupazione, che vogliono lavorare in nero 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per cifre pari a due volte gli assegni sommati di papà e mamma. Impossibile. Poi abbiamo trovato questo giovane del Perù, richiedente asilo in Italia, bravo, educato e che si accontenta dello stipendio di legge. Il suo unico desiderio è quello di stare con la sua famiglia il sabato e la domenica: la moglie, in Italia già da tre anni, fa anche lei la badante, ed è da poco stata raggiunta dal marito e i due figli. In pochi mesi hanno trovato casa in affitto (con regolare contratto), hanno mandato il figlio più piccolo a scuola (seconda media), pagano le tasse, sono onesti e silenziosi, ogni t…

Caro Giannini, con grande fatica abbiamo trovato un badante peruviano per i miei genitori ultranovantenni e bisognosi di tutto. Noi figli lavoriamo ancora e non possiamo assisterli, se non nei fine settimana. Per mesi abbiamo trovato solo donne provenienti dall’Est europeo, il più delle volte già pensionate o con assegno di disoccupazione, che vogliono lavorare in nero 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per cifre pari a due volte gli assegni sommati di papà e mamma. Impossibile. Poi abbiamo trovato questo giovane del Perù, richiedente asilo in Italia, bravo, educato e che si accontenta dello stipendio di legge. Il suo unico desiderio è quello di stare con la sua famiglia il sabato e la domenica: la moglie, in Italia già da tre anni, fa anche lei la badante, ed è da poco stata raggiunta dal marito e i due figli. In pochi mesi hanno trovato casa in affitto (con regolare contratto), hanno mandato il figlio più piccolo a scuola (seconda media), pagano le tasse, sono onesti e silenziosi, ogni tanto per festeggiare si concedono una pizza, visto che stanno insieme solo poche ore la settimana. Adesso tutti hanno ricevuto dalla Questura il foglio di via: il Perù non è nella lista dei Paesi considerati insicuri, per cui hanno un mese di tempo per tornare a casa. Ma da loro c’è la mafia venezuelana che li attende: da quella sono scappati, dopo minacce e vessazioni. Proveranno a fare ricorso, spendendo 800-900 euro di avvocato a testa, e noi temiamo di dover tornare nelle mani del cartello orientale, col risultato che in pochi mesi non avremo più soldi per badare ai genitori. Ora mi chiedo: le pare possibile che lavoratori onesti, con una casa legale, con un figlio minorenne a scuola, vengano rimpatriati mentre altri non così puliti fanno quel che vogliono e vanno dove vogliono? Perché spezzare una catena di virtuosismo per sostituirla con una disonesta? È questa la remigrazione? E quando i migranti onesti saranno andati via tutti, verranno Vannacci e Meloni a curare i miei genitori?

Lorenzo D.F. Caro Lorenzo, ho voluto pubblicare tutta la sua lettera, perché mi sembra la fotografia perfetta delle nostre ipocrite e inumane “politiche migratorie”. In primo luogo, perché conferma che senza le (o gli) 800 mila badanti che vengono da altri Paesi a lavorare in Italia noi non saremmo in grado di assistere i nostri anziani (a proposito del mantra xenofobo secondo il quale “ci rubano il lavoro”). In secondo luogo, perché evidenzia quanto sia difficile la vita di queste persone per noi così preziose, anche quando sono in attesa di un regolare permesso di soggiorno e lavorano rispettando la legge. In terzo luogo, perché mostra quanto sia ripugnante il sistema dei rimpatri forzosi nei Paesi considerati “sicuri”, che invece sicuri non sono affatto. Come ha detto papa Leone XIV a Lampedusa: la dignità umana non ha passaporto e non perde dignità quando attraversa una frontiera.

C’era Giorgia,ora c’è Vannacci: sarà lui l’amico di Trump?

Caro Giannini, quando un paio d’anni fa lessi le prime esternazioni al contrario dell’ex generale Vannacci senza esitazione le collocai nella raccolta differenziata della storia nel cassonetto fascismo. Mio malgrado, sull’onda di una onnipresenza mediatica, sono stato costretto a seguirne il procedere incalzante di dichiarazioni che non possono più essere sottovalutate per non trovarci a dire un giorno non l’abbiamo visto arrivare. Ora ho un dubbio, tramontato il feeling fra la nostra Giorgia e il pazzo di oltre Atlantico non è che l’ex generale stia diventando il garante dell’ex alleato a stelle e strisce? Stefano Bignamini Caro Stefano, il suo sospetto è più che legittimo. Ma più che nuovo “garante” italiano dello Sceriffo di Washington, io credo che Trump se ne serva come “utile idiota”, per tenere sotto pressione la Sciamana Giorgia e per convincerla a non tagliare gli acquisti di gas liquido e di armamenti. In entrambe le ipotesi, il Generale è una sciagura e una iattura.

La parola Italia è di tutti, non di chi la strumentalizza

Caro Massimo, mi chiedo da anni come mai sia possibile che la parola “Italia” possa venire sfruttata per legittimare partiti e partitini, passati e di nuova formazione (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia viva, noi con l’Italia, Italia al centro, Italia dei valori...). La parola dovrebbe avere una certa sacralità e indicare un’espressione che appartiene a tutti gli italiani. Non sarebbe possibile vietarne l’uso nel nome dei partiti? Franca Mellano

Cara Franca, anche nell’abuso delle parole paghiamo un prezzo al turbo-populismo. Per questo aderisco al suo appello: basta scambiare la parte per il tutto. Anni fa le femministe in corteo gridavano uno slogan: “Io sono mia”. Oggi da italiani dovremmo urlare: “Noi siamo nostri”.

Il mal di pancia del Pd e l’alleanza con i Cinque Stelle

Caro Giannini, in tv Antonio Padellaro ha detto che l’elettorato grillino ha le bolle quando si parla di Renzi. Ma qualcuno si è posto almeno il dubbio di quanti elettori Pd avranno le bolle a votare per Conte e i grillini?

Guido Iacovini

Caro Guido, il suo ragionamento non fa una piega. Ma riflette il nodo strutturale non sciolto del centro-sinistra con il trattino. Finché nel campo largo i diversi elettorati non si sentiranno uniti non in uno stesso partito, ma almeno in una stessa comunità, il vincolo di coalizione sarà sempre troppo lasco. Se ognuno pensa alle sue bolle e piazza le sue bandiere non si va da nessuna parte.

Ma che bella la storia dell’Hospice di Larino

Caro Giannini, sia io che mia moglie, affezionati lettori di Repubblica, desideriamo ringraziarti per il bellissimo articolo Ho visto due angeli che hai scritto su D del 4 luglio. Il modo così profondo e delicato con cui riferisci della nobile ed umana efficienza dell’Hospice di Larino, in Molise, e descrivi l’attività del dottor Fiocco con le sue premure affettuose verso i suoi pazienti che vanno verso la fine dei loro giorni, ha commosso mia moglie e me in particolare. Ho 92 anni, ma pur essendo ancora vigile e attivo ho quasi avuto la tentazione di anticipare il mio ricovero nell’Hospice.

Michele Armento

Caro Michele, sono io che ringrazio voi. Quell’Hospice, che prepara il viaggio verso la morte, è un meraviglioso inno alla vita.

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