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Bioritmi: Quei bambini figli del binge drinking

Un’immagine della campagna della Provincia di Palermo 

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Con l’addio a Francesco Guccini si è ricordata la cultura dell’osteria - il vino, le carte e la politica: come parlare delle guerre del Peloponneso. Da anni va di moda – ovunque – il binge drinkingper cui senza distinzione di genere ragazzi e ragazze si ubriacano “solo” il fine settimana, in una scientifica capriola con la vita. Ma, domanda: avete mai visto un bambino o un ragazzo con la sindrome feto-alcolica (Fads)? Forse pensate di no, però vi sarà capitato. Malformazioni del viso, ritardo nella crescita, problemi cognitivi e comportamentali (di grado diverso, a seconda della gravità). «L’alcol non è filtrato dalla placenta e tanto beve la madre incinta, tanto beve il feto in formazione» dice Patrizia Intartaglia dell’associazione Aidefad, che sostiene le famiglie e promuove campagne di sensibilizzazione. La diagnosi è eseguita dal Sant’Orsola di Bologna e dal Policlinico Umberto I di Roma. I primi a farci i conti sono stati i genitori di figli adottati nell’Est europeo e in Sud Am…

Con l’addio a Francesco Guccini si è ricordata la cultura dell’osteria - il vino, le carte e la politica: come parlare delle guerre del Peloponneso. Da anni va di moda – ovunque – il binge drinkingper cui senza distinzione di genere ragazzi e ragazze si ubriacano “solo” il fine settimana, in una scientifica capriola con la vita. Ma, domanda: avete mai visto un bambino o un ragazzo con la sindrome feto-alcolica (Fads)? Forse pensate di no, però vi sarà capitato. Malformazioni del viso, ritardo nella crescita, problemi cognitivi e comportamentali (di grado diverso, a seconda della gravità). «L’alcol non è filtrato dalla placenta e tanto beve la madre incinta, tanto beve il feto in formazione» dice Patrizia Intartaglia dell’associazione Aidefad, che sostiene le famiglie e promuove campagne di sensibilizzazione. La diagnosi è eseguita dal Sant’Orsola di Bologna e dal Policlinico Umberto I di Roma. I primi a farci i conti sono stati i genitori di figli adottati nell’Est europeo e in Sud America. «Ora però ci contattano sempre più spesso genitori biologici, con la madre che magari ha assunto alcol nei primi tempi della gravidanza, quando non sapeva di essere incinta». Se ne parla ancora poco, onore perciò alla Regione Emilia-Romagna e alla Provincia di Palermo, che si stanno dando fa fare.

Sul Venerdì del 21 agosto 2026

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