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C’è un brutto clima

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Il governo ignora la crisi ambientale, dopo aver criminalizzato i ragazzi che se ne preoccupano
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In un’intervista di qualche tempo fa, lo scrittore americano Jonathan Safran Foer mi aveva spiegato esattamente cosa stiamo facendo quando si tratta di cambiamento climatico. Stiamo tentando di “adattarci”, come se fosse possibile. Mi aveva raccontato di quando un uragano minacciava la sua casa a Brooklyn e lui si era ingegnato a trovare un modo per proteggere la sua famiglia senza fermarsi a riflettere – e sì che lo fa da tempo, basta leggere Possiamo salvare il mondo, prima di cena (edizioni Guanda) – sul fatto che non c’è adattamento individuale che possa bastare, se non si capisce che siamo davanti a una questione collettiva. Quest’anno ho visto una Londra irriconoscibile, colpita dalla siccità, con i suoi parchi talmente secchi da sembrare campi di grano. Non mi era mai accaduto. Tutti noi stiamo vivendo un’estate invivibile, soprattutto nelle città. Chi non ha case protette e climatizzate e vive in condizioni di fragilità non ha nessuno scampo e nessun aiuto. E mi pare incredibi…

In un’intervista di qualche tempo fa, lo scrittore americano Jonathan Safran Foer mi aveva spiegato esattamente cosa stiamo facendo quando si tratta di cambiamento climatico. Stiamo tentando di “adattarci”, come se fosse possibile. Mi aveva raccontato di quando un uragano minacciava la sua casa a Brooklyn e lui si era ingegnato a trovare un modo per proteggere la sua famiglia senza fermarsi a riflettere – e sì che lo fa da tempo, basta leggere Possiamo salvare il mondo, prima di cena (edizioni Guanda) – sul fatto che non c’è adattamento individuale che possa bastare, se non si capisce che siamo davanti a una questione collettiva. Quest’anno ho visto una Londra irriconoscibile, colpita dalla siccità, con i suoi parchi talmente secchi da sembrare campi di grano. Non mi era mai accaduto. Tutti noi stiamo vivendo un’estate invivibile, soprattutto nelle città. Chi non ha case protette e climatizzate e vive in condizioni di fragilità non ha nessuno scampo e nessun aiuto. E mi pare incredibile che una questione così enorme, che ci tocca tutti, sia completamente elusa dal governo di questo Paese. Abbiamo passato anni a vedere andar dietro Lega e Fratelli d’Italia alle tesi negazioniste di Donald Trump, che come primo atto del suo mandato ha tolto gli studi sul cambiamento climatico dal sito della Casa Bianca. E ha aumentato le trivellazioni ovunque fosse possibile al grido di “Drill baby drill”. E ora, nonostante con Trump l’idillio si sia a dir poco spento, abbiamo un governo che semplicemente fischietta. Fa finta di niente. Anzi, cerca di ostacolare il Green Deal europeo e contribuisce a far sì che nemmeno la dormiente Unione riesca a pensare qualcosa di efficace. Talmente preoccupata di fermare i migranti a Ceuta, da non vedere che i prossimi profughi del clima potremmo essere noi. E non tra un secolo, ma molto prima.

Quando Stephen Markley pubblicò Diluvio, ormai nel 2022, si rifiutò di definirlo un romanzo catastrofico o distopico. Perché quel che raccontava era profondamente realista. Era quello che sta succedendo, messo in forma di racconto. Un modo per cercare di abbattere la gigantesca rimozione collettiva di cui siamo tutti preda. Il cambiamento climatico è la questione più grande che abbiamo davanti e non c’è adattamento individuale che possa salvarci. Quando a capirlo erano stati i ragazzi che scendevano in piazza, li abbiamo derisi e chiamati “gretini”. Ci stavano mostrando la realtà come il bambino nella fiaba sul vestito nuovo dell’imperatore, e noi li abbiamo bollati come affetti da “ansia climatica”. Abbiamo pensato a come fermare le loro proteste plateali. Abbiamo scritto leggi che permettessero di mettere in prigione chi fa blocchi stradali o imbratta monumenti. Forse dovremmo cominciare a chiederci se ci siamo preoccupati del dito, o della luna. E forse dovremmo pretendere che il governo, qualsiasi governo, agisca in base alla realtà, e non ai fantasmi che sventola solo per ottenere consenso.

Sul Venerdì del 21 agosto 2026

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