✕

Procreazione assistita, un errore umano

Mojmir JeŽek -www.core-edizioni.it 

Ascolta l'audio

Ma che cosa può aiutare la coppia vittima? Solo un odioso aborto
4 minuti di lettura

Gentile Aspesi, la notizia è di quelle che fanno rabbrividire. Ho vissuto insieme a mia moglie l’esperienza della procreazione medicalmente assistita e conosco bene il carico di speranze, paure e tensioni che l’accompagnano. Al San Raffale di Milano si è verificato un episodio che non dovrebbe mai accadere, uno scambio involontario di provette che ha portato all’impianto di un embrione appartenente a un’altra coppia. Qualcosa non ha funzionato e si è arrivati a un errore gravissimo. Si aprono così interrogativi profondi sulla sicurezza dei protocolli anche nei centri di eccellenza: appare evidente la necessità di una riflessione seria e probabilmente di una revisione. Quando emerge una falla anche se dovuta a un errore umano eccezionale, occorre intervenire per rafforzare le garanzie e tutelare le migliaia di coppie che affrontano un percorso già complesso e delicato. Lei che cosa pensa? Nicola Campoli

È ovvio che “si è verificato un episodio che non dovrebbe mai accadere, uno scambio…

Gentile Aspesi, la notizia è di quelle che fanno rabbrividire. Ho vissuto insieme a mia moglie l’esperienza della procreazione medicalmente assistita e conosco bene il carico di speranze, paure e tensioni che l’accompagnano. Al San Raffale di Milano si è verificato un episodio che non dovrebbe mai accadere, uno scambio involontario di provette che ha portato all’impianto di un embrione appartenente a un’altra coppia. Qualcosa non ha funzionato e si è arrivati a un errore gravissimo. Si aprono così interrogativi profondi sulla sicurezza dei protocolli anche nei centri di eccellenza: appare evidente la necessità di una riflessione seria e probabilmente di una revisione. Quando emerge una falla anche se dovuta a un errore umano eccezionale, occorre intervenire per rafforzare le garanzie e tutelare le migliaia di coppie che affrontano un percorso già complesso e delicato. Lei che cosa pensa? Nicola Campoli

È ovvio che “si è verificato un episodio che non dovrebbe mai accadere, uno scambio involontario di provette che ha portato all’impianto di un embrione appartenente a un’altra coppia”. Un errore gravissimo, dice il suo messaggio. “Occorre intervenire senza esitazioni”. Io non so se ho capito, ma che cosa può aiutare l’eventuale coppia a liberarsi di quel peso? Un odioso aborto... Probabilmente io non ho capito nulla di quel che è successo e lei mi può sgridare moltissimo. Ma volendo tener conto dei risultati, forse non c’è uomo che possa dire di sicuro “Questo figlio è mio”.

Meloni 1/ La sua doppia b e una cadenza “Terribbile”

Gentile signora, condivido il fastidio del signor Roberto Lenti (sul Venerdì del 7 agosto) per l’uso ormai sempre più diffuso della doppia “b”. A mio avviso è la conseguenza naturale della maggiore presenza nei mezzi di comunicazione di persone, anche di buona cultura e di peso sociale, che provengono dalla Capitale. Pensi alla nostra presidente del Consiglio che, in special modo quando si inalbera (le capita sempre più spesso), trascina la propria cadenza a un livello così disturbante da costringermi a togliere il volume al televisore. “Terribbile”!

Fulvio Cadoni

Non sia così crudele. Il modo di parlare che sempre più spesso la premier usa, obbligando lei a togliere il volume al televisore, è il segnale che forse è un pochino stufa del continuo mormorare della gente. E se la prende con il premier della Spagna che è di sinistra, orrore!, e anche bello. Stiamo arrivando, veramente c’è tempo, alle prossime elezioni e temiamo che la sinistra perderà anche queste. Perché, perché?

Meloni 2/ Quanti vestiti... Merkel aveva tre giacche

In merito alla torrenziale quantità di vestiti che rendono cangiante, come la muta dei serpenti, la prima donna (e speriamo l’ultima di questo genere ideologico) che, con la minoranza dei voti degli italiani votanti, governa contro la stragrande maggioranza dei votanti e dei non votanti, ricordo alla signora Aspesi una bella intervista alla signora Angela Merkel, alla quale un giornalista chiese del perché la cancelliera non andasse mai oltre, nel vestiario, le tre giacche di acceso colore con cui si presentava in pubblico. La risposta fu: “ Io sono stata eletta per servire i miei patrioti; non per fare la modella”. Altre prime donne! Altri spessori. Lettera firmata

“Speriamo sia l’ultima di questo genere ideologico”. Il genere della signora Meloni, che “con la minoranza dei voti degli italiani votanti” governa “contro la stragrande maggioranza dei votanti e non votanti”. Ecco come il lettore ci spiega benissimo anche la minoranza dei voti e questo un po’ ci consola. Uno sciocchino aveva chiesto alla bravissima signora Merkel come mai lei non andasse oltre le sue tre giacche d’ordinanza. Abbastanza rotonda da star zitta, qui dice che la signora seppe cosa rispondere. Io non ci credo: probabilmente la parola “modella” non poteva dirselo, e a questa villanata, secondo chi le era intorno, avido di notizie, doveva apparire una brutta parola.

Meloni 3/ L’alleanza tossica con Mette Frederiksen

Natalia, leggo sempre con interesse la sua rubrica che, un tempo, verteva principalmente su problemi di “cuore” oggi su diversi problemi di attualità. Oggi leggo un titolo di giornale che sottolinea la simpatia politica fra la nostra primo ministro e la premier danese Mette Frederiksen in merito alla gestione del problema migrazione. Mi sono tornate in mente anche le politiche della Thatcher sul lavoro e mi sono chiesto: ma è proprio vero che le donne, quando rivestono ruoli di potere, tendono a migliorare la società o prevale anche in loro, come nei maschi, solo il senso del potere e della disumanità? Davvero trattare i migranti come schiavi da deportare risponde a qualche etica politica, umana e cristiana? Cordiali saluti, Eugenio

Lei non si sbaglia signor Eugenio. Donne e uomini seguono i dettami della loro parte politica e le Signore Meloni, o Mette Frederiksen, o Thatcher imperterrite hanno seguito i rigidi controlli antimigranti: loro sanno che quelli che si salvano dal mare sono tanti, e molti di loro potrebbero diventare degli ottimi lavoratori. Trattandoli subito da schiavi non rispondono a nessuna etica anche cristiana.

Via libera alla caccia totale per i maschi italioti

Cara Natalia, “L’uomo, si sa, è cacciatore” (e la donna?). E quindi non si capisce tutta questa agitazione di animalisti e ambientalisti contro le nuove norme che liberalizzano ulteriormente la caccia. Scusate, ma i maschi italioti dovranno pur sfogare l’aggressività testosteronica. Sennò finisce con le pistole che sparano la notte di Capodanno, per non parlare di stupri e femminicidi. Sono passati i bei tempi delle guerre balcaniche, quando si poteva andare lì a far fuori bambini e vecchi con modica spesa. E quindi lasciamo che ci si scateni per boschi, valli, città. Insomma, ci siamo lamentati dei cinghiali per le vie di Roma, dei topi ovunque, dei lupi, degli orsi e addirittura dei pavoni. Finalmente, con la nuova legge, questi disturbatori avranno le ore contate. Abbiate pazienza, in Ucraina e in Russia vanno in guerra e da noi non si può sparare neanche alle pantegane? Bamboccioni! Ma finalmente ci ha pensato il governo Meloni. Marco De Marinis

Solo alla seconda lettura ho capito, e mi scuso, che la bella lettera “da ridere” era tutta una presa in giro. Come “quando si poteva andare a far fuori bambini e vecchi con modica spesa”. Oggi il governo Meloni è riuscito a fare ciò che ormai pareva impossibile: liberi tutti, anche di far fuori su quel che è rimasto, molto poco, e di invitare alla caccia. Più ne colpiamo, non so, anche le giraffe, meglio è. E sarà molto bello quando non si vedrà più neppure una zanzara.

Sul Venerdì del 21 agosto 2026

Leggi i commenti