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Annalisa Cuzzocrea: Come possiamo salvarci?

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Le denunce e il coraggio delle donne non basteranno mai senza una presa di coscienza collettiva
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Chissà che cosa leggeremmo su molti giornali, che cosa ascolteremmo alla radio e in tv, se in cinque giorni, da Ferragosto al momento in cui scrivo, sei uomini fossero stati uccisi dalle loro compagne o ex compagne. Chissà se la presidente del Consiglio avrebbe trovato qualcosa da dire, se ci sarebbe stato un Consiglio dei ministri straordinario, se i politici sarebbero tornati di corsa dalle ferie per chiedersi: che cosa sta succedendo? Che cos’è questa strage di uomini inermi? Com’è possibile che accada? Chissà se gli stessi eventi, a generi invertiti, sarebbero stati accolti con il gelido senso di ineluttabilità con cui in queste ore abbiamo accolto lo strangolamento di Tania Terrin, la lapidazione di Carmela Bifano, l’accoltellamento di Joanna Rouissi e Maria D’Alessandro, la morte per un proiettile alla testa di Michela Rubiu, le botte e l’abbandono di Ornella Forastefano davanti a un ospedale di Trebisacce, quando nulla poteva più salvarla. Se vi state chiedendo chi le ha uccise…

Chissà che cosa leggeremmo su molti giornali, che cosa ascolteremmo alla radio e in tv, se in cinque giorni, da Ferragosto al momento in cui scrivo, sei uomini fossero stati uccisi dalle loro compagne o ex compagne. Chissà se la presidente del Consiglio avrebbe trovato qualcosa da dire, se ci sarebbe stato un Consiglio dei ministri straordinario, se i politici sarebbero tornati di corsa dalle ferie per chiedersi: che cosa sta succedendo? Che cos’è questa strage di uomini inermi? Com’è possibile che accada? Chissà se gli stessi eventi, a generi invertiti, sarebbero stati accolti con il gelido senso di ineluttabilità con cui in queste ore abbiamo accolto lo strangolamento di Tania Terrin, la lapidazione di Carmela Bifano, l’accoltellamento di Joanna Rouissi e Maria D’Alessandro, la morte per un proiettile alla testa di Michela Rubiu, le botte e l’abbandono di Ornella Forastefano davanti a un ospedale di Trebisacce, quando nulla poteva più salvarla. Se vi state chiedendo chi le ha uccise, la risposta è sempre la stessa: qualcuno che un tempo diceva di amarle.

Se vi state chiedendo che cosa c’è dietro, lo schema è talmente fisso da non permettere variabili: si erano ribellate, o avevano denunciato, volevano un’altra vita, avevano osato muoversi dalla mensola su cui erano state riposte. Respiravano, ecco. Respiravano, ed era una colpa. Per illudermi che dalla violenza maschile ci si possa sempre proteggere da ragazzina mia madre mi diceva: uno schiaffo può arrivare, ma il secondo mai, perché sarai già andata via. Per illuderla che dalla violenza maschile ci si possa sempre proteggere a ogni film o serie che guardiamo insieme io spingo la dodicenne a vedere i segnali di possesso, di controllo, a riconoscerli, a temerli. Ma se fosse così semplice non saremmo davanti a questa tragedia enorme che non riusciamo a fermare neanche con le buone leggi, il codice rosso, il femminicidio, e tutto quel che finora invano si è tentato. E certo va bene denunciare, non ritirare la denuncia, cercare un centro anti violenza, non vergognarsi della propria fuga, non aver paura di perdere i figli, non aver paura di perdere se stesse, non andare all’ultimo appuntamento, tutto può servire a salvarsi ma niente sarà mai abbastanza finché non cambieremo quello che consideriamo l’ordine naturale delle cose. E quello che consideriamo l’ordine naturale delle cose – la ragione per cui tolleriamo che un ex generale vada in giro a dire di voler abolire il reato di femminicidio e di voler promuovere il “patriarcato mediterraneo” – è che gli uomini uccidono le donne. Capita. Devi stare attenta. Come quando ti dicono che nella giungla il leone uccide la gazzella e non ci si può fare niente. Sei in quattro giorni. Che vuoi che sia. Un picco di caldo. Non la scuola, non la cultura, non le parole che non scambiamo in famiglia, non una presa di coscienza collettiva. Su tutto questo non vogliamo lavorare. Sennò poi, in caso serva, come ti allei con il generale?

Sul Venerdì del 28 agosto 2026

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