In Italia risultano 21.552 ostetriche iscritte all’Albo (gli uomini sono circa trecento). Quante, secondo voi, dovranno mai assistere il parto di una persona trans e aiutarla poi nelle prime fasi dell’allattamento? Forse una, forse due, ma guardate: probabilmente nessuna. Ce lo dicono i numeri, ce lo dicono i fatti. Davanti a un’eventualità che rasenta lo zero, non è ben chiaro perché l’Associazione italiana di ostetricia (Aio) abbia voluto gettarsi a capofitto nella più insolita, delicata e divisiva delle faccende – la gravidanza trans – infilando nel programma del prossimo congresso di Riccione un corso di formazione su parto, puerperio ecc. con tanto di crediti. «Una nuova frontiera professionale» dice l’Aio di questa iniziativa che pretende di essere inclusiva di un’eccezionalità e - con il titolo irruente Se a partorire non è una madre - ha risvegliato l’attento Vannacci e tutti i tamburi del mondo al contrario. Ora, un trans che abbia conservato utero e ovaie può avere in via te…
In Italia risultano 21.552 ostetriche iscritte all’Albo (gli uomini sono circa trecento). Quante, secondo voi, dovranno mai assistere il parto di una persona trans e aiutarla poi nelle prime fasi dell’allattamento? Forse una, forse due, ma guardate: probabilmente nessuna. Ce lo dicono i numeri, ce lo dicono i fatti. Davanti a un’eventualità che rasenta lo zero, non è ben chiaro perché l’Associazione italiana di ostetricia (Aio) abbia voluto gettarsi a capofitto nella più insolita, delicata e divisiva delle faccende – la gravidanza trans – infilando nel programma del prossimo congresso di Riccione un corso di formazione su parto, puerperio ecc. con tanto di crediti. «Una nuova frontiera professionale» dice l’Aio di questa iniziativa che pretende di essere inclusiva di un’eccezionalità e - con il titolo irruente Se a partorire non è una madre - ha risvegliato l’attento Vannacci e tutti i tamburi del mondo al contrario. Ora, un trans che abbia conservato utero e ovaie può avere in via teorica una gravidanza, e nell’universo mondo qualche caso chi cerca lo trova. In Italia, gennaio 2024, di un certo Marco si disse che era “incinto” (la dea della grammatica ci aiuti) al quinto mese; poi però non si è saputo più niente, né di lui né del figlio. E, nonostante il clamore, ogni ricerca ci ha portato a un punto morto. Peccato: intervistare Marco su parto e allattamento trans ci piacerebbe assai.