Carrara, c’era una volta Michelangelo. Ora il marmo lo scolpiscono i robot
dal nostro inviato Matteo TonelliLa statua di Bahubali, divinità indiana, troneggia all’ombra delle cave di marmo di Carrara, nel bacino di Fantiscritti. A realizzarla è stato lo scalpello di un robot. Uno di quelli per cui la Torart, società che fa capo a Giacomo Massari e Filippo Tincolini, è diventata famosa. Nata nel 2004, ha attirato l’attenzione di un’archistar come Zaha Hadid che, nel 2008, gli fece realizzare il visionario tavolo Aqua. Da allora le cose sono andate sempre più velocemente. Nel 2019 è nata Robotor, che i robot-scultori li progetta, costruisce e vende. Nel 2023, tanto per non farsi mancare nulla, Massari e Tincolini hanno acquisito il 60 per cento nella società Aivox, che si occupa di progettazioni tecnologiche. Dall’unione delle tre realtà è nata Litix che nel 2024 si è quotata in Borsa e che complessivamente può contare su una quarantina di dipendenti.
La statua di Bahubali, divinità indiana, troneggia all’ombra delle cave di marmo di Carrara, nel bacino di Fantiscritti. A realizzarla è stato lo scalpello di un robot. Uno di quelli per cui la Torart, società che fa capo a Giacomo Massari e Filippo Tincolini, è diventata famosa. Nata nel 2004, ha attirato l’attenzione di un’archistar come Zaha Hadid che, nel 2008, gli fece realizzare il visionario tavolo Aqua. Da allora le cose sono andate sempre più velocemente. Nel 2019 è nata Robotor, che i robot-scultori li progetta, costruisce e vende. Nel 2023, tanto per non farsi mancare nulla, Massari e Tincolini hanno acquisito il 60 per cento nella società Aivox, che si occupa di progettazioni tecnologiche. Dall’unione delle tre realtà è nata Litix che nel 2024 si è quotata in Borsa e che complessivamente può contare su una quarantina di dipendenti.
L’idea di unire una cosa antichissima come la scultura a qualcosa di moderno come la tecnologia, da queste parti ha funzionato. Se ne sono accorti anche artisti di fama mondiale come Jeff Koons, Maurizio Cattelan e Barry X Ball che realizzano qui le loro sculture. Di altri e delle opere in fattura non si può parlare, perché la notorietà è pari alla riservatezza che richiedono. Cosa che però non vale per la copia di November, il senzatetto che si urina addosso di Cattelan, e per la ballerina di Jeff Koons attualmente in lavorazione e che sarà pronta per il 2030. Così come viene raccontata con una certa divertita soddisfazione la storia dei monaci carmelitani del Wyoming che, per costruire un monastero in stile gotico sulle Montagne Rocciose, hanno chiamato l’azienda di Carrara. Per dare un’idea delle opere che possono essere realizzate dai robot, basti pensare alla replica in scala dell’Arco di Palmira, distrutto dall’Isis nel 2015, che riprese vita proprio a Carrara. Oppure alla statua dedicata a Sai Baba, alta 6,5 metri. O ancora alla copia di Tersicore del Canova: alta 1 metro e 82 centimetri, è stata fatta grazie alla scansione in 3D dell’originale. Lontani i tempi, era il 2017, quando il Venerdì raccontò i loro primi passi. «Allora usavamo i bracci robotici dell’industria automobilistica. Oggi li abbiamo modificati fino ad arrivare a un livello di precisione al decimo di millimetro. E li produciamo in proprio» ricorda Tincolini. Costo medio? «Indicativamente, 230 mila euro».
Strane benedizioni
L’iter per realizzare un’opera è più o meno questo: si parte da un bozzetto che poi viene scansionato in 3D. A quel punto entra in scena il robot. Che, a forza di sgrossare, tagliare e scalpellare il blocco, fa risparmiare tempo e fatica. «Perché la tecnologia non sostituisce la creatività, semmai ne aumenta le possibilità» dice Tincolini, apprezzato scultore, conscio del fatto che in un posto come Carrara, dove il marmo è religione, possa sembrare eretico chi non lo lavora a “mani nude”. Aggiunge Massari: «Le nostre macchine fanno il 90 per cento del lavoro ma poi è comunque necessaria la finitura a mano». A quello pensano gli scultori in carne e ossa, tutti giovani, che lavorano nel piazzale. Tocca a loro definire i dettagli, lavorare di fino. Piazzando lo scalpello nei tanti punti segnati di nero sulle opere. Perché per avere la perfetta finitura è indispensabile la mano umana. Ed è proprio quello che stanno facendo sulla statua di Bahubali. Per benedirla i seguaci arriveranno direttamente dall’India. Il cerimoniale prevede spogliarello di massa. «Lo faremo di domenica, quando siamo chiusi» scherza Tincolini. Ci saranno solo i robot: ma quelli non sono tipi che si scandalizzano.
Sul Venerdì del 28 agosto 2026