Agosto è il mese in cui si riguardano i vecchi film, si aspettano i nuovi,si recuperano quelli persi. La prima cosa l’ho fatta, la seconda si fa da sola, per la terza ho guardato Love Me Tender di Anna Cazenave Cambet, storia vera dal romanzo di Constance Debré. Argomento ostico: i requisiti di una “buona madre”. Negli anni Cinquanta, Winnicott aveva coniato una formula liberatoria: che sia “sufficientemente buona”. Good enough, non perfetta. L’“errore materno” come funzione della maternità. Clémence ha smesso di fare l’avvocata per fare la scrittrice. Ha un figlio di otto anni, Paul, e un rapporto civile con l’ex marito, Laurent. Al quale, un giorno, dice che ama le donne. Laurent abbozza, ma questa novità omosessuale non gli va giù. Le dichiara una guerra feroce e chiede l’affido esclusivo del bambino. Aizzandolo contro la mamma. Paul si spaventa e non vuole più vederla. Avvocati, colloqui, perizie. Il figlio trasformato in strumento di vendetta. Clémence resiste con la disciplina:s…
Agosto è il mese in cui si riguardano i vecchi film, si aspettano i nuovi,si recuperano quelli persi. La prima cosa l’ho fatta, la seconda si fa da sola, per la terza ho guardato Love Me Tender di Anna Cazenave Cambet, storia vera dal romanzo di Constance Debré. Argomento ostico: i requisiti di una “buona madre”. Negli anni Cinquanta, Winnicott aveva coniato una formula liberatoria: che sia “sufficientemente buona”. Good enough, non perfetta. L’“errore materno” come funzione della maternità. Clémence ha smesso di fare l’avvocata per fare la scrittrice. Ha un figlio di otto anni, Paul, e un rapporto civile con l’ex marito, Laurent. Al quale, un giorno, dice che ama le donne. Laurent abbozza, ma questa novità omosessuale non gli va giù. Le dichiara una guerra feroce e chiede l’affido esclusivo del bambino. Aizzandolo contro la mamma. Paul si spaventa e non vuole più vederla. Avvocati, colloqui, perizie. Il figlio trasformato in strumento di vendetta. Clémence resiste con la disciplina:scrive, nuota, affronta il dolore.Nella sua mitezza d’acciaio non si piega a diventare la madre che il mondo si aspetta.Riflette ad alta voce: «Quand’ero incinta, pensavo che avrei fatto tutto a modo mio e che sarebbe andato bene. Amerò mio figlio a modo mio, sarò madre a modo mio».I comportamenti, i pensieri,le difese dissociative, la sessualità di Clémence pongono anche a noi la domanda difficile: dove finisce quel “sufficientemente buona”? E ancora: quando sei madre, puoi essere anche altro? Vengono in mente le paroledi Nora, in Casa di bambola (1879). «Helmer: “Puoi mancare così ai tuoi doveri più sacri?” Nora: “E quali sono, secondo te, i miei doveri più sacri?” H: “Non sono quelli verso tuo marito e i bambini?” N: “Ho altri doveri altrettanto sacri”. Doveri verso me stessa”. H: “Tu sei avanti tutto moglie e madre”. N: “A questo non credo più”».
Sul Venerdì del 4 settembre 2026