Egregio Giannini, ho letto la lettera sulla questione woke che Conte ha inviato a Repubblica e mi sono convinto che Conte è troppo furbo per la Schlein. Per fortuna il senatore Pd Alessandro Alfieri con la sua replica ci ha messo brillantemente una pezza, ma il campo largo non mi sembra tanto largo, anzi mi sembra un campo stretto, molto stretto.
Enzo Rosso
Egregio Rosso, con quella lettera il furbissimo Conte ha aperto la campagna elettorale per le primarie, e ha scelto volutamente un terreno scivoloso per la leader del Pd, spesso accusata – da lesbica – di occuparsi solo di temi Lgbtq+. Un’accusa falsa e strumentale: Schlein ha i suoi limiti, ma da quando è segretaria parla solo di disuguaglianze, di liste d’attesa della sanità, di salario minimo, tanto da risultare a volte quasi ossessiva. Per me non esiste una gerarchia dei diritti: sono tutti ugualmente importanti, quelli sociali e quelli civili. Si sommano, non si elidono. Le teorie woke sono state un disastro per la sinistra am…
Egregio Giannini, ho letto la lettera sulla questione woke che Conte ha inviato a Repubblica e mi sono convinto che Conte è troppo furbo per la Schlein. Per fortuna il senatore Pd Alessandro Alfieri con la sua replica ci ha messo brillantemente una pezza, ma il campo largo non mi sembra tanto largo, anzi mi sembra un campo stretto, molto stretto.
Enzo Rosso
Egregio Rosso, con quella lettera il furbissimo Conte ha aperto la campagna elettorale per le primarie, e ha scelto volutamente un terreno scivoloso per la leader del Pd, spesso accusata – da lesbica – di occuparsi solo di temi Lgbtq+. Un’accusa falsa e strumentale: Schlein ha i suoi limiti, ma da quando è segretaria parla solo di disuguaglianze, di liste d’attesa della sanità, di salario minimo, tanto da risultare a volte quasi ossessiva. Per me non esiste una gerarchia dei diritti: sono tutti ugualmente importanti, quelli sociali e quelli civili. Si sommano, non si elidono. Le teorie woke sono state un disastro per la sinistra americana, ma sono un oggetto misterioso per quella italiana. Siamo agli ultimi posti nelle classifiche sui diritti civili: i migranti sono il demonio, i gay sono picchiati per strada, le donne e i giovani sono discriminati nel lavoro e nel salario, le coppie di fatto hanno zero tutele, la legge sull’aborto è disapplicata in molte regioni e quella sul fine vita non vedrà mai la luce. Di fronte a questa realtà, sostenere che il problema della nostra società sia l’ossessione dei progressisti per il “politicamente corretto” è surreale. Infatti lo dicono le destre meloniane e vannacciane per colpevolizzare le sinistre. Ora ci vuole anche Conte, per mettere in difficoltà Schlein. È grave, ma è lo stato delle cose nell’opposizione: discetta sul woke e discute sul nulla, invece di spiegare ai cittadini-elettori come vuole governare e cambiare l’Italia.
Cosa può Nordio fare contro i femminicidi
Gentile Giannini, pensavo che il nostro ministro della Giustizia avesse esaurito le sue incredibili uscite, ma evidentemente mi sbagliavo. Dopo diversi omicidi e violenze nei confronti di donne, culminati con l’uccisione di Tania Terrin, ha ammesso che lui non può fare altro visto che la pena prevista per tale reato è l’ergastolo e quindi il massimo previsto dal nostro ordinamento, a meno di non voler tornare alla pena di morte. Ma ha dimenticato che forse il suo compito dovrebbe essere anche quello di provvedere a un servizio di giustizia efficiente, dotato di giudici, personale amministrativo e mezzi tecnologici adeguati, per evitare che situazioni potenzialmente pericolose evolvano in tragedie.
M.T. - Venezia
Gentilissima M.T., la cosa che mi fa più indignare è che Nordio, oltre a ragionare solo in termini di punizione successiva e mai di educazione preventiva, adesso invia gli ispettori alla procura di Venezia. Per capire – dice – cosa non ha funzionato nella vigilanza del femminicida assassino Dino Keber. “Mandare gli ispettori”è diventata la foglia di fico che copre le cattive coscienze. Come quando di fronte alle nefandezze di Netanyahu la Farnesina “convoca gli ambasciatori”. Gesti inutili, buoni solo a spargere sale sulle ferite di chi soffre.
Rai inguardabile, scendiletto del governo
Carissimo Giannini, dal 1° ottobre Rai Scuola chiude e al suo posto ci sarà Italiana (!), una rete dedicata all’identità nazionale. Non ne posso più di trasmissioni sui piccoli borghi con annessa lezione di cucina sui “Picciatelli con il sugo di opossum” (da qualche parte li fanno sicuramente). Cultura identitaria fa rima con orticaria. La Rai è inguardabile e ridotta a scendiletto del governo. Pezzo a pezzo è stata tramortita, smantellata, svuotata.
B. Bravi
Carissimo Bravi, tanto per non farci mancare niente, Tele-Meloni fa dirigere Italiana dal “camerata” Angelo Mellone, l’homme fatal dell’Intrattenimento Rai. Sostiene che «essere di destra vuol dire amare la terra dei padri». Dal primo ottobre tutti sul canale 57, e che “la terra” ci sia lieve.
Si sgombera Spin Time. Ma CasaPound?
Caro Massimo, dopo gli sgomberi del Leoncavallo e di Askatasuna, è toccato all’edificio romano dove vivevano 400 persone, tra cui oltre 100 bambini. E dove succedevano “un sacco di (belle) cose”, spiegava il reportage di Riccardo Staglianò sul Venerdì del 27 febbraio 2026. Mentre quelli di CasaPound... Corrado Badie
Caro Corrado, il bel reportage di Staglianò ci ha fatto commuovere e arrabbiare, per la protervia di un potere che considera “feccia” tutto ciò che è altro da sé. Per questo, mentre Spin Time può andare in malora, CasaPound può continuare a dormire sonni tranquilli.
Dietro i “valori del calcio” tanta ipocrisia
Caro Massimo, mi ha fatto molto sorridere (se non indignare) la campagna della prima giornata di campionato, con tanto di scritta sulle maglie dei bimbi “difendiamo i valori del calcio”. E quando c’era da difenderli davvero dall’attacco di Trump, che ha fatto revocare una squalifica a un suo giocatore? Li difendiamo solo quando parliamo di soldi o di pirateria? Basta con questa indegna ipocrisia.
Alberto Arena - Catania
Caro Alberto, il pallone è il teatro dell’assurdo. Su quelle stesse maglie, accanto allo slogan sulla sacralità dei “valori del calcio”, c’era il logo di una nota società di scommesse. Da bravi “medici sportivi”, insieme all’antidoto ci danno altro veleno.
Quei bagnini con gli occhi sul cellulare
Caro Giannini, gli smartphone sono davvero una dipendenza, ma in vacanza al mare la cosa davvero inquietante è stata notare su un intero litorale tutti i bagnini seduti sulle loro postazioni con gli occhi rivolti costantemente al cellulare, nonostante la bandiera verde alzata. Lungi da me fare la morale o sperare in ulteriori obblighi o norme, ma mi interrogo sul senso del dovere… Spero di aver visto un caso isolato, anzi voglio pensare che sia così.
Alberto Drogo
Caro Drogo, anch’io considero gli smartphone una “droga” pericolosa. Le credo, ma non generalizzo. Ricordiamoci quello che è successo a Marina di Andora, dove il bagnino di 62 anni Fabrizio Valente si è tuffato in mare per soccorrere una coppia piemontese in difficoltà, è riuscito a riportare a riva la moglie, ma è annegato nel tentativo di salvare anche il marito. Un gesto eroico: onoriamolo.
Sul Venerdì del 4 settembre 2026