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Alessandro Gassmann: Otto buoni motivi per la bioeconomia

Alberto Ruggieri 
#GREENHEROES Le proposte per ridurre la dipendenza da combustibili fossili
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In uno scenario di guerre e crisi energetica, dipendere dai combustibili fossili è anche un problema di sicurezza nazionale. Da qui parte la piattaforma di proposte per lo sviluppo della bioeconomia, presentata da Chimica Verde Bionet insieme ad altre 12 realtà, tra cui Legambiente, Kyoto Club e Consorzio Italiano Biogas. Da vent’anni l’associazione lavora su materiali a ciclo corto, ricavati da prodotti e sottoprodotti di origine biologica, capaci di sostituire i prodotti fossili in settori come plastiche, tessuti, concimi e carburanti, senza competere con la produzione alimentare. Il documento indica ostacoli concreti: i ritagli di tessuto riutilizzabili classificati come rifiuti, i fanghi delle bioraffinerie trattati come scarti industriali per l’assenza di codici Ateco dedicati. Le otto proposte chiedono una definizione normativa di bioprodotto, una revisione degli schemi di analisi del ciclo di vita tarati sull’industria e non sull’agricoltura, quote minime nei bandi pubblici e incentivi alle startup del settore. In questi giorni la piattaforma viene lanciata a governo, ministeri e regioni. Una richiesta semplice, in fondo: lasciare che le radici della bioeconomia italiana crescano senza restare intrappolate nella burocrazia.

Sul Venerdì dell’11 settembre 2026

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