Nel febbraio 2024 Giovanni Barreca era convinto che nella sua casa di Altavilla Milicia, provincia di Palermo, ci fosse il demonio. Bisognava liberare la famiglia, purificarla. Così uccise la moglie e due dei suoi tre figli, un bambino di cinque anni e un ragazzo di sedici. Ad aiutarlo fu la figlia maggiore, allora diciassettenne. Barreca era entrato in contatto con una coppia di santoni che aveva alimentato il suo delirio mistico, fino a spingerlo verso la “purificazione”. La strage riaccese l’allarme sulle sette e riportò nel dibattito pubblico la preoccupazione per guru e predicatori.
Due anni dopo, il Parlamento sta ancora provando a mettere mano a un vuoto che in Italia dura da decenni: non esiste un reato di manipolazione mentale, né un reato di setta. Esistono i r…
Nel febbraio 2024 Giovanni Barreca era convinto che nella sua casa di Altavilla Milicia, provincia di Palermo, ci fosse il demonio. Bisognava liberare la famiglia, purificarla. Così uccise la moglie e due dei suoi tre figli, un bambino di cinque anni e un ragazzo di sedici. Ad aiutarlo fu la figlia maggiore, allora diciassettenne. Barreca era entrato in contatto con una coppia di santoni che aveva alimentato il suo delirio mistico, fino a spingerlo verso la “purificazione”. La strage riaccese l’allarme sulle sette e riportò nel dibattito pubblico la preoccupazione per guru e predicatori.
Due anni dopo, il Parlamento sta ancora provando a mettere mano a un vuoto che in Italia dura da decenni: non esiste un reato di manipolazione mentale, né un reato di setta. Esistono i reati commessi all’interno delle sette, quando si riesce a dimostrarli: maltrattamenti, truffa, violenza sessuale, sequestro di persona, circonvenzione di incapace, omicidio... Nessuna norma però che impedisca a santoni e canali social di intercettare e assoggettare persone fragili.
Vogliono introdurla due disegni di legge ora in discussione alla commissione giustizia del Senato. Il primo è il 1496, presentato il 22 maggio da Tilde Minasi della Lega. Tra i firmatari anche Giulia Bongiorno. Il secondo è il 1515, depositato poche settimane dopo da Sergio Rastrelli e Anna Maria Fallucchi di Fratelli d’Italia.
La proposta Minasi parla di «manipolazione mentale». Punisce chi, all’interno di un gruppo che crea o sfrutta una condizione di dipendenza psicologica o fisica, induce una persona in un «perdurante stato di soggezione» che limiti la libertà di autodeterminazione o la capacità di discernimento. Il ddl Rastrelli segue una strada simile, ma parla di «manipolazione emotiva e psicologica». L’obiettivo di entrambi è colpire quelle situazioni in cui la vittima, pur restando formalmente capace di intendere e di volere, viene sottoposta a un condizionamento tale da modificarne volontà, comportamento e percezione della realtà. Un campo minato, come tutto quello che riguarda le sette.
«Stimiamo che in Italia ci siano tra uno e due milioni di persone coinvolte in associazioni a deriva settaria», dice Lorita Tinelli, psicologa, fondatrice e presidente del CeSAP, Centro studi abusi psicologici. Le più diffuse sono le cosiddette psicosette: si travestono da associazioni e centri studio, promettono guarigioni, illuminazioni, crescita delle potenzialità, ma chiedono fede illimitata nelle capacità del maestro. Secondo le stime del CeSAP rappresentano il 38-40 per cento del totale. Seguono le sette pseudo-religiose e quelle magico-esoteriche.
«Parliamo di almeno cinquecento gruppi», spiega Tinelli. «E si tratta di una stima prudenziale perché spesso le organizzazioni cambiano nome o creano nuovi gruppi al loro interno. Poi ci sono le community sui social che si sviluppano con metodiche settarie». E qui si apre una voragine ancora più difficile, se non impossibile, da quantificare.
L’unico censimento istituzionale risale al 1998. Il Consiglio d’Europa, allarmato dai suicidi di massa in Svizzera, Francia e Canada legati all’Ordine del Tempio Solare, 74 morti tra cui un bambino di pochi mesi, aveva chiesto agli Stati membri di istituire osservatori sul fenomeno. In Italia un rapporto della Direzione centrale della polizia di prevenzione, trasmesso alla commissione Affari costituzionali della Camera, individuò 137 gruppi con oltre 80 mila affiliati. Il numero con il tempo è cresciuto a dismisura.
Nel 2011 la Comunità Papa Giovanni XXIII aveva stimato in 240 mila le persone vittime di sette. Da allora il CeSAP segnala un aumento progressivo, favorito prima da Internet e poi dall’isolamento della pandemia. Solo nel 2023 il centro ha registrato circa 3.500 richieste di supporto da parte di vittime o familiari. Anche definire che cosa sia una setta non è semplice.
«Oggi, grazie a studi importanti che arrivano anche dagli Stati Uniti, possiamo dare una definizione più precisa che in passato. Sono gruppi a deriva settaria quelli che utilizzano metodi e strategie capaci di catturare gli adepti, radicalizzarli e limitare le loro possibilità di scelta», dice Tinelli. Come fermarli?
L’Italia aveva già provato a punire l’assoggettamento psicologico con il reato di plagio, introdotto dal codice penale del 1930 all’articolo 603. Fu inflitto una sola volta, nel caso di Aldo Braibanti, intellettuale accusato nel 1964 di aver plagiato Giovanni Sanfratello, ventitreenne con cui aveva una relazione omosessuale.
Nel 1981 la Corte costituzionale dichiarò la norma anticostituzionale. Il problema era l’impossibilità di stabilire con criteri certi dove finisse la persuasione e dove cominciasse la soggezione psicologica. La Consulta, che parlava di una distinzione «estremamente difficile se non impossibile», considerava quel reato una mina vagante nel nostro ordinamento giuridico. Le stesse considerazioni tornano oggi.
L’Associazione nazionale magistrati ha espresso un parere negativo sui due disegni di legge. Riconosce l’esigenza di tutelare le persone da forme di condizionamento psichico intenso, ma mette in guardia dal rischio di una fattispecie troppo ampia. Il problema, osservano i magistrati, è individuare «indicatori normativi che distinguano ascetismo volontario e condizionamento abusivo» ed evitare che il nuovo reato interferisca con libertà costituzionali come quella religiosa e di associazione.
I due disegni di legge rischiano, come quelli presentati nelle precedenti legislature, di essere congelati fino a scomparire dall’agenda politica. «Non vogliamo che sia resuscitato il vecchio reato di plagio, ma che lo Stato adotti misure idonee. In caso contrario, santoni e guru continueranno a prosperare, a spezzare vite e famiglie», sostiene Tinelli. «Dobbiamo arrivare prima delle violenze, prima delle stragi, prima che una persona perda completamente se stessa.
Sul Venerdì dell’11 settembre