Oggi scelgo Calle Málaga di Maryam Touzani: perché la protagonista è Carmen Maura – gli ottant’anni meravigliosi della grande attrice simbolo del cinema di Almodóvar; e perché è ambientato a Tangeri, una città che ho nel cuore. Dopo i titoli di testa scorre questa scritta: “Tangeri, nel nord del Marocco, è stata una terra di immigrazione. A pochi chilometri dalla Spagna, la sua condizione di città internazionale e di protettorato spagnolo l’ha resa un crocevia di lingue e culture.In fuga da Franco, una grande comunità spagnola si stabilì qui negli anni 30. Alcuni se ne andarono, altri rimasero, profondamente legati a una terra a cui sentono di appartenere”. Parole che dicono molto anche sull’oggi, sulle città inospitali che ringhiano “remigrazione” a chi è in fuga dai mali del mondo, e sulla complessità antropologica e geopolitica del rapporto tra Spagna e Marocco – ricordiamo le drammatiche giornate di Ceuta di questo agosto. Calle Málaga è la via tangerina dove vive Maria Ángeles, u…
Oggi scelgo Calle Málaga di Maryam Touzani: perché la protagonista è Carmen Maura – gli ottant’anni meravigliosi della grande attrice simbolo del cinema di Almodóvar; e perché è ambientato a Tangeri, una città che ho nel cuore. Dopo i titoli di testa scorre questa scritta: “Tangeri, nel nord del Marocco, è stata una terra di immigrazione. A pochi chilometri dalla Spagna, la sua condizione di città internazionale e di protettorato spagnolo l’ha resa un crocevia di lingue e culture.In fuga da Franco, una grande comunità spagnola si stabilì qui negli anni 30. Alcuni se ne andarono, altri rimasero, profondamente legati a una terra a cui sentono di appartenere”. Parole che dicono molto anche sull’oggi, sulle città inospitali che ringhiano “remigrazione” a chi è in fuga dai mali del mondo, e sulla complessità antropologica e geopolitica del rapporto tra Spagna e Marocco – ricordiamo le drammatiche giornate di Ceuta di questo agosto. Calle Málaga è la via tangerina dove vive Maria Ángeles, un’anziana signora spagnola che si gode la routine quotidiana. La sua vita viene sconvolta quando la figlia arriva da Madrid per vendere l’appartamento. Determinata a restare, Maria fa tutto il possibile per non perdere la casa dove ha sempre vissuto, e in questa battaglia riscopre inaspettatamente l’amore e la sensualità. Dopo la magia de Il caftano blu, Maryam Touzani firma un apologo ironico e determinato sul senso di appartenenza, sui figli che pretendono di domare anziani genitori indomabili, sul valore emotivo degli oggetti che vivono con noi tutta la vita. Il rapporto tra Maria e la sorella suora in voto di silenzio, quindi votata ad ascoltare tutti i suoi racconti, è spassoso.Se lo andrete a vedere, ascolterete Toda una vida cantata da María Dolores Pradera, leitmotiv sentimentale della protagonista.E, dopo tre note, anche nostro.
Sul Venerdì del 18 settembre 2026