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In Cammino per Santiago (ma non per forza a piedi)

VIAGGI DA FERMO Modi alternativi di visitare la Galizia
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Lo hanno fatto tutti: il gruppo scout della parrocchia, vostra nipote fricchettona, il vicino in crisi dopo il divorzio, il collega insopportabile che ogni lunedì racconta le sue imprese in montagna. Lo ha fatto persino Checco Zalone, almeno in un film. E però voi, per pigrizia, scarsa forma fisica o puro snobismo, di affrontare il Cammino di Santiago non ve la sentite proprio. (che poi i Cammini sono tanti: c'è il Francese, il Portoghese, l'Inglese... come scegliere?) Tranquilli: per visitare la Galizia, la regione della Spagna occidentale affacciata sull’Atlantico, girare a piedi o in bicicletta non è obbligatorio. A Santiago de Compostela si arriva anche in aereo: il centro storico, con la maestosa cattedrale e le stradine acciottolate, per ora non si è lasciato sfigurare da fast food e negozietti di souvenir made in China, forse perché qui anche il turista più indolente ci tiene a mimetizzarsi da pellegrino.

Meno affascinante, isolata su una collina di fronte alla città, la Cidade da Cultura, progetto megalomane voluto dal governo regionale galiziano: gli avveniristici edifici firmati a caro prezzo dall’archistar Peter Eisenman ospitano un museo, una biblioteca e altri uffici pubblici, ma i visitatori sono pochi e l’atmosfera è decisamente spettrale. Meglio, con un’auto a disposizione, esplorare le altre città della regione, la capitale A Coruña o i centri medievali come Pontevedra, Betanzos, Tui; o imbarcarsi a Vigo per l’arcipelago delle Cíes – ma attenzione, bisogna prenotare, è un parco naturale a numero chiuso; o ancora percorrere la Costa da Morte, tra scogliere a picco sull’oceano e spiagge dall’aspetto tropicale. E finire, naturalmente, a Cabo Finisterre, o Fisterra in galiziano, il punto più a ovest di tutta la Spagna. Per perdere lo sguardo nelle vastità atlantiche e dirvi che magari, prima o poi, proverete a tornarci a piedi.

(Il Viaggio da fermo di questa settnasce da un viaggio vero: lo trovate anche sul Venerdì cartaceo del 18 settembre, alla rubrica "Se passate da...", oltre che sulla newsletter settimanale Finalmente è Venerdì cliccate qui per iscrivervi, è gratis)

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