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Un antipasto infernale

Uova alla diavola 

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Le uova alla diavola esistono davvero
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Poco più di un anno fa avevamo già parlato su questa pagina di Oliver Darkshire e del suo primo romanzo, Isabella Nagg e il vaso di basilico. Ora, le edizioni Mercurio books hanno pubblicato il secondo, ambientato nello stesso universo del precedente ma che si può leggere in modo del tutto indipendente dall’altro. S’intitola Il Diavolo e Mrs Gooch (traduzione di Marta Olivi): nel mondo inventato da Darkshire ci sono stregoni, folletti domestici, scheletri, morti viventi al posto dei camerieri e strane e misteriose istituzioni magiche, e tutto sembra girare intorno ai ventisette rari volumi di incantesimi raccolti sotto il titolo di Gramaire per tutti gli usi.

Il libro è ambientato nella città di Verdigris, che in inglese vuol dire verderame: il nome non è casuale perché la città è in larga parte foderata di rame, e soprattutto, a causa di una serie di irreversibili incantesimi andati storti, piove sempre, da decenni. Vale la pena di leggerne un pezzetto, in cui viene introdotto il Dia…

Poco più di un anno fa avevamo già parlato su questa pagina di Oliver Darkshire e del suo primo romanzo, Isabella Nagg e il vaso di basilico. Ora, le edizioni Mercurio books hanno pubblicato il secondo, ambientato nello stesso universo del precedente ma che si può leggere in modo del tutto indipendente dall’altro. S’intitola Il Diavolo e Mrs Gooch (traduzione di Marta Olivi): nel mondo inventato da Darkshire ci sono stregoni, folletti domestici, scheletri, morti viventi al posto dei camerieri e strane e misteriose istituzioni magiche, e tutto sembra girare intorno ai ventisette rari volumi di incantesimi raccolti sotto il titolo di Gramaire per tutti gli usi.

Il libro è ambientato nella città di Verdigris, che in inglese vuol dire verderame: il nome non è casuale perché la città è in larga parte foderata di rame, e soprattutto, a causa di una serie di irreversibili incantesimi andati storti, piove sempre, da decenni. Vale la pena di leggerne un pezzetto, in cui viene introdotto il Diavolo: “Ogni creatura vivente, dal più piccolo dei vermetti alla più grossa delle belve, crede nei recessi più reconditi del proprio cuore che la vita sia fondamentalmente ingiusta. Non nel senso in cui potrebbe essere ingiusto il tiro al barattolo del luna park, una cosa di cui brontoli un po’ e che poi ti dimentichi, ma un’ingiustizia maestosa, travolgente, onnicomprensiva, del tipo che ti porta a credere nell’esistenza di entità sovrannaturali e dadi cosmici truccati. Alcune culture prendono questo rancore e ci fanno un dio, magari più di uno”.

Altre culture inventano il Diavolo, che nella pagina successiva mangia un uovo alla diavola e viene investito da un tram. Le uova alla diavola, immagino, nel testo inglese sono devilled eggs, ma in Italia esistono davvero.

Uova alla diavola

Che cosa serve

Per due persone, come antipasto: 4 uova; 2 filetti di acciughe; un cucchiaio di capperi e uno di olive; 1 cucchiaino di paprika; prezzemolo tritato; sale e pepe

Come procedere

Cuocete le uova in acqua salata per 8 minuti da quando bollono, quindi scolate e raffreddate. Sgusciatele, togliete i tuorli e tritateli con le olive, le acciughe e i capperi. Aggiungete il prezzemolo. A me piace più grossolana, se la volete più liscia potete frullare la salsa. Riempite poi le mezze uova e servite.

Sul Venerdì del 25 settembre 2026

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