Il britannico Johnny Gibbs è in Australia da sei mesi e passa il tempo tra sessioni di surf e lavori part-time, come migliaia di giovani attratti dalle spiagge incontaminate del Paese e dal suo stile di vita rilassato. Gibbs è una delle migliaia di persone che si avventurano nella terra dei canguri grazie ai visti “vacanza-lavoro” che consentono di visitare l’Australia e di lavorarvi fino a tre anni.
Da qualche settimana, il futuro di quelli come lui è incerto: il governo australiano ha annunciato di voler ridurre il numero dei visti che rilascia e anche di voler fermare chi supera la durata consentita del soggiorno. «In molti luoghi non è possibile fare surf e lavorare contemporaneamente, ma qui sì ed è perfetto», racconta Johnny all’agenzia France Presse parlando da Bondi, la spiaggia più famosa di Sydney. Il ventiduenne, originario di Londra, spiega anche di aver fatto «molti lavori diversi grazie al visto vacanza-lavoro».
Il britannico Johnny Gibbs è in Australia da sei mesi e passa il tempo tra sessioni di surf e lavori part-time, come migliaia di giovani attratti dalle spiagge incontaminate del Paese e dal suo stile di vita rilassato. Gibbs è una delle migliaia di persone che si avventurano nella terra dei canguri grazie ai visti “vacanza-lavoro” che consentono di visitare l’Australia e di lavorarvi fino a tre anni.
Da qualche settimana, il futuro di quelli come lui è incerto: il governo australiano ha annunciato di voler ridurre il numero dei visti che rilascia e anche di voler fermare chi supera la durata consentita del soggiorno. «In molti luoghi non è possibile fare surf e lavorare contemporaneamente, ma qui sì ed è perfetto», racconta Johnny all’agenzia France Presse parlando da Bondi, la spiaggia più famosa di Sydney. Il ventiduenne, originario di Londra, spiega anche di aver fatto «molti lavori diversi grazie al visto vacanza-lavoro».
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In quanto britannico, Johnny è fortunato: non è toccato da questi cambiamenti grazie a un accordo bilaterale tra Londra e Canberra, ma chi vorrà fare come lui dovrà aspettare, perchè i controlli sono stati aumentati dopo le 80 mila domande dell’anno scorso. Per nazionalità che non sono quella britannica, il numero di visti per un secondo anno di soggiorno sarà ridotto a 45 mila, contro i 57 mila rilasciati nel 2024. Inoltre i richiedenti saranno tenuti a fare 88 giorni di lavoro in zone rurali o remote. Chi desidera rimanere per un terzo anno dovrà partecipare a un sorteggio: sono disponibili soltanto cinquemila posti.
Il Partito laburista al governo nega di voler inasprire le regole sui visti per contrastare l’ascesa dell’estrema destra; ma i populisti di One Nation, una delle forze politiche più popolari del Paese, promette un domani di tagliare drasticamente l’immigrazione.
Qualunque sia la ragione che sta dietro alla scelta dell’esecutivo, ai ragazzi del surf+lavoro non resta che rassegnarsi: «Forse avevo un’idea sbagliata dell’Australia, ma pensavo che fossero aperti», ha detto all’Afp Stina Svensson, 27 anni, svedese.
Sul Venerdì del 2 ottobre 2026