Questa è un’occasione sprecata. Una miniera abbandonata prima di essere sfruttata. Succedeva nel 1974, nell’area del tanto celebrato “progressive rock italiano”: il giovane Alan Sorrenti, allora ventitreenne, nato a Napoli in una famiglia di artisti, che aveva già inciso per la Harvest (l’etichetta dei Pink Floyd!) due album fantastici, Aria (1972) e Come un vecchio incensiere all’alba di un vill…