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Annalisa Cuzzocrea: le minigonne dello scandalo

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Tutti indignati per le parole di Tajani. In pochi, timidamente,per il tetto ai bimbi stranieri nelle scuole
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Avrei voluto esercitarmi sulle minigonne, ma l’unica cosa che mi sento di dire dell’uscita del vicepremier Antonio Tajani la rubo alla mitica professoressa Lydia Grant, Debbie Allen nella serie Saranno Famosi: “Non esistono modi di dire, sono modi di pensare”, diceva infuriandosi con l’insegnante di danza classica che rivendicava una sua scelta contro una ballerina nera esclamando: “Non intendo dare spiegazioni: sono libera, bianca e ventunenne”.

E quindi, se Tajani ha usato una metafora sbagliata parlando di donne appariscenti da non sposare è perché ha una concezione dell’universo femminile antiquata che sinceramente non sorprende, visto quanto è ancora diffusa non solo in politica. Quel che mi ha sorpreso, invece, è vedere più donne di centrosinistra insorgere sulle minigonne che sul contestuale annuncio da parte della presidente del Consiglio di un tetto massimo di alunni stranieri nelle scuole. Peggio, di un decreto che istituisce quel tetto con la scusa di favorire l’integrazion…

Avrei voluto esercitarmi sulle minigonne, ma l’unica cosa che mi sento di dire dell’uscita del vicepremier Antonio Tajani la rubo alla mitica professoressa Lydia Grant, Debbie Allen nella serie Saranno Famosi: “Non esistono modi di dire, sono modi di pensare”, diceva infuriandosi con l’insegnante di danza classica che rivendicava una sua scelta contro una ballerina nera esclamando: “Non intendo dare spiegazioni: sono libera, bianca e ventunenne”.

E quindi, se Tajani ha usato una metafora sbagliata parlando di donne appariscenti da non sposare è perché ha una concezione dell’universo femminile antiquata che sinceramente non sorprende, visto quanto è ancora diffusa non solo in politica. Quel che mi ha sorpreso, invece, è vedere più donne di centrosinistra insorgere sulle minigonne che sul contestuale annuncio da parte della presidente del Consiglio di un tetto massimo di alunni stranieri nelle scuole. Peggio, di un decreto che istituisce quel tetto con la scusa di favorire l’integrazione, ma con l’intento di prendere di mira la parte più vulnerabile dei bambini e dei ragazzini che vanno a scuola favorendo la loro esclusione da alcune classi e il loro spostamento lontano dai quartieri o dai paesi in cui vivono.

Sarò ingenua, ma mi sarei aspettata decine di deputati e senatori incatenati davanti a Palazzo Chigi, una manifestazione indetta seduta stante in difesa dei bambini presi di mira dalla propaganda di destra, e invece niente. C’è stata qualche timida dichiarazione, la difesa del presidente della Repubblica Mattarella – che si difende benissimo da solo – quando è stato attaccato da Meloni per aver ricordato che la scuola è costituzionalmente aperta a tutti e che più di qualunque altra cosa favorisce l’integrazione, ma mi è parso tutto timido, tardivo, inefficace.

Come sempre, quando il governo annuncia una legge di stampo classista, o razzista, o di ultradestra, arrivano politici e commentatori a spiegarci che non è proprio così: lo scudo penale per i poliziotti lo volevano fare, ma vedete poi lo hanno annacquato, è come se non ci fosse; col decreto Cutro chiunque può essere preso e messo in carcere come scafista senza prove, ma poi vedrete non sarà proprio così; la legge sulle quote a scuola non sarà un decreto, anzi sì, alla fine sì, ma riguarda solo chi non sa l’italiano, solo mille classi, solo determinati quartieri, ci saranno le deroghe.

Ora, non so con quanta chiarezza sia necessario scriverlo perché un popolo evidentemente intontito dalle bufale di questa destra sia in grado di capirlo: se anche a un solo bambino figlio di immigrati in condizioni di difficoltà linguistiche verrà negato l’ingresso alla scuola pubblica più vicina in base a una quota istituita per decreto, avremo fallito come società. Ci saremo consegnati al suprematismo. E dovremo aspettarci quello che stanno vivendo gli Stati Uniti sotto il regno Maga di Donald Trump: il razzismo di Stato.

Sul Venerdì del 2 ottobre 2026

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