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Massimo Giannini: Una barbarie di governo

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Meloni dovrebbe leggere don Milani, il decreto sul tetto degli immigrati nelle aule è solo razzismo
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Caro Massimo, ho insegnato per 40 anni quasi sempre in scuole “di frontiera”, ero in servizio quando arrivarono le circolari del ministro Mattarella e ne fui, come tanti, molto contenta... 1) In quegli anni non c’erano tanti alunni di colore, ma i problemi erano più o meno gli stessi; 2) La circolare 26/7/90 ci permetteva, dato il ridotto numero di ragazzi stranieri, di poter mettere in atto il necessario insegnamento differenziato, unico sistema per portare la classe a livello uniforme senza lasciare nessuno indietro; 3) Il problema della lingua i ragazzi lo risolvevano rapidamente fra loro; 4) In Italia esiste, per i laureati in lettere, la specializzazione per insegnare l’italiano agli alunni stranieri; 5) Spesso questi insegnanti vengono posti su “cattedre di potenziamento” e utilizzati nelle più varie mansioni, dalla segreteria fino al sostegno, per il quale non hanno nessuna specializzazione… Ho insegnato in una classe differenziale di nove ragazzi e con la collega di lettere ab…

Caro Massimo, ho insegnato per 40 anni quasi sempre in scuole “di frontiera”, ero in servizio quando arrivarono le circolari del ministro Mattarella e ne fui, come tanti, molto contenta... 1) In quegli anni non c’erano tanti alunni di colore, ma i problemi erano più o meno gli stessi; 2) La circolare 26/7/90 ci permetteva, dato il ridotto numero di ragazzi stranieri, di poter mettere in atto il necessario insegnamento differenziato, unico sistema per portare la classe a livello uniforme senza lasciare nessuno indietro; 3) Il problema della lingua i ragazzi lo risolvevano rapidamente fra loro; 4) In Italia esiste, per i laureati in lettere, la specializzazione per insegnare l’italiano agli alunni stranieri; 5) Spesso questi insegnanti vengono posti su “cattedre di potenziamento” e utilizzati nelle più varie mansioni, dalla segreteria fino al sostegno, per il quale non hanno nessuna specializzazione… Ho insegnato in una classe differenziale di nove ragazzi e con la collega di lettere abbiamo ottenuto discreti risultati sul piano dell’apprendimento, ma non siamo riuscite a far sì che i nostri ragazzi non si sentissero “diversi”, nel senso peggiore del termine… E ora Salvini e il generale vorrebbero tornare alle orride classi differenziali. E dopo cosa proporranno? Le camere a gas?

Luciana Raffo Tatafiore

Cara Luciana, non giriamoci intorno: il decreto-legge sul tetto agli “stranieri” in classe ha una sola matrice, ed è il razzismo consumato sulla pelle dei bambini. Una barbarie di governo, dettata solo dall’urgenza di coprirsi a destra di Meloni e Salvini, trasformati nei topini neri che inseguono il pifferaio Vannacci. Per farlo, non esitano a strumentalizzare la circolare di Mattarella del 1990, un’altra “era geologica”. Fa bene lei a scoprirgli il gioco, e faremmo bene noi cittadini a non cadere in queste trappole da campagna elettorale. La scuola non esclude nessuno, è di tutti ed è libera, aperta e inclusiva. E, come diceva don Milani, “se nel mondo d’oggi buttate un ragazzino senza istruzione, avrete buttato in cielo un passerotto senza ali”. Ma purtroppo chi ci governa non sa neanche chi è, quel piccolo grande prete di Barbiana.

Qualcuno ha visto la ministra Locatelli?

Gentile Giannini, torno sulla vicenda della famiglia tragicamente scomparsa a Roma, Valentina, Luca e Bianca. Vorrei far rilevare un fatto: si è sentita una dichiarazione della signora Locatelli? Per chi non lo ricordasse ricopre la carica di ministro per le Disabilità. A parte qualche presenza a inaugurazioni e partecipazione a convegni, si ha memoria di qualche suo incisivo intervento? La disabilità, le patologie gravi, i disagi psichici continuano a esistere; se ne occupa la politica? Milioni di italiani oggi, in questo momento, vivono nell’angoscia, nella fatica per i disagi connessi alla malattia e alla disabilità. Nessuno, nemmeno tra i partiti dell’opposizione, chiede risposte ai “ministri competenti”? Questo è il vuoto che mi spaventa.

Anna Anastasia (Napoli)

Gentile Anna, com’era prevedibile è caduto nel vuoto il grido di dolore “da soli non ce la facciamo”, risuonato nelle ultime ore di vita di quella famiglia devastata e fatto proprio da tante altre famiglie come quella. Meloni ha fatto un vago cenno alla tragedia, dal palco di uno dei suoi tanti comizi, ma per il resto c’è stato solo un silenzio assordante. A partire proprio dalla ministra Locatelli. Farei un sondaggio tra gli italiani per chiedere quanti sanno chi è e cosa fa. Ma in generale è tutta la politica che su questi temi, cioè sulla vita vera delle persone, sa solo balbettare. E così le famiglie si adattano, eroiche: fanno da sole, inventando “buone pratiche” in mezzo alla loro sofferenza e all’altrui indifferenza.

I giornalisti facciano di più per le famiglie dei disabili

Caro Giannini, sono anch’io, come Donatella Pulga, genitore di un adulto gravemente disabile. Mi spiace, ma non sono d’accordo con la sua risposta. Non abbiamo bisogno di inchini o di indignazione, ma di tanto aiuto. I giornalisti in prima linea come lei potrebbero fare molto per correggere “lo straziante fallimento di una civiltà”.

Roberto Beretta

Caro Roberto, non ho ben capito su cosa non è d’accordo, ma poco importa. Nel mio piccolo, faccio quel che posso, nella professione e non solo. Segua, se può e se vuole, le attività dell’associazione “Siamo delfini”. Ne vale la pena.

Le sparate di Tajani sulle donne e il rimpianto per Emma Bonino

Caro Massimo, le avranno scritto in tante sul Tajani pensiero: gonne sotto al ginocchio e matrimoni che durano perché le mogli sono bruttine e senza grilli per la testa. Ma io vorrei soffermarmi sul ruolo pubblico di Tajani: è il ministro degli Esteri, colui che ci rappresenta e ci tutela (almeno dovrebbe) fuori dai confini nazionali. Pochi giorni fa è morta Emma Bonino, che ricoprì lo stesso ruolo un decennio fa circa. Che abisso separa le due figure… Mai come adesso il detto “se ne vanno sempre i migliori” ha un senso reale.

Barbara Bravi

Cara Barbara, ormai c’è una vasta letteratura satirica sulla sortita del “merluzzone” (copyright Dagospia). E lei fa bene ad accostare, per contrasto, Emma Bonino a Tajani. Parliamo di un signore che per anni ha fatto il reggicoda del Cavaliere, quello delle olgettine, delle “cene eleganti” e di Ruby Rubacuori, e che ora invece le donne le preferisce bruttine e con le gonne lunghe, mentre dall’altra parte c’è Vannacci che le gradisce senza. Sventurato il Paese gestito da una destra che oscilla tra il collegio delle suore e lo spogliatoio del calcetto.

Una proposta per regolare la legge elettorale

Caro Massimo, per evitare che si vari una legge elettorale ad usum delphini ogni volta che si avvicina una tornata elettorale basandosi sul responso dell’ultimo sondaggio, si potrebbe posticipare l’entrata in vigore della nuova legge di due anni rispetto alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: cosa ne pensi?

Egidio Manna

Caro Egidio, sono talmente d’accordo con te e sarei favorevole ad introdurre in Costituzione una sorta di “anno bianco”: è vietato cambiare la legge elettorale nei 365 giorni che precedono la scadenza naturale della legislatura. Una norma di “igiene democratica”: per questo non vedrà mai la luce.

Sul Venerdì del 2 ottobre 2026

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