Qualche numero fa avevamo parlato di spesa a rate. Oggi andiamo oltre con il tatuaggio-voucher. Ben duecento persone si sono messe in fila a Modena, talune dormendo in sacco a pelo davanti alla fiera Modena Nerd, per non perdere la ghiottissima occasione. Di farsi tatuare, in una parte del corpo a scelta, il logo di Kentucky Fried Chicken, la catena di pollo fritto seconda solo a McDonald’s quanto a numero di ristoranti nel mondo. In cambio avranno diritto a una consumazione gratis, non più di una volta ogni dieci giorni ma vita natural durante, nei negozi di Modena, Reggio e Parma. Dal momento che il Bucket XXL, un secchiello tipo pop corn pieno di “12 Tender croccanti, tanto gusto e tutto il crunch che cerchi” costa 8 euro e 95 e lo spazzoli in pochi minuti mentre un tattoo, come il diamante nella celebre pubblicità, è per sempre, non sembra un affarone. Ho scoperto però che lo skinvertising, la pubblicità sulla pelle, ha vari precedenti. Da Reebok che offriva 6 mila dollari in prodotti a chi si tatuava il loro logo. A Domino’s Pizza che ipotizzava 100 pizze all’anno per 100 anni ma poi ci aveva ripensato per eccesso di adesioni. Ventun’anni fa Karolyne Smith, una mamma dello Utah a corto di soldi, mise all’asta la fronte su eBay. Ci avrebbe scritto la frase decisa dal migliore offerente. Vinse Golden Palace, un casinò online, in cambio di 10.000 dollari. Quando si dice vendere cara la pelle.
La rubrica Ricchi e poveri dal Venerdì del 2 ottobre