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Con la vigna fotovoltaica il vino è buono e pulito

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Nel 2009, vicino a Laterza, Nicola Mele e la famiglia Roggero coprono un vigneto con pannelli fotovoltaici. L’idea appare bizzarra: in Puglia, dove il sole matura il Primitivo in fretta, ombreggiare le viti pare un controsenso. Eppure nasce così il primo impianto agrivoltaico vitivinicolo d’Italia, tra i primi in Europa. Oggi quella scelta è diventata una delle risposte più concrete al cambiamento climatico. Anni di ricerca tra le Università di Bari e Verona lo confermano: sotto i pannelli la resa dell’uva più che raddoppia, la vendemmia si sposta di 2-6 settimane, il suolo trattiene più acqua, il microclima è più fresco, la maturazione fenolica migliora e i vini guadagnano freschezza e complessità. L’impianto genera anche quasi un megawatt di energia pulita. Il progetto si è espanso a dodici ettari nell’area dell’Alta Murgia, tra Altamura, Santeramo in Colle, Laterza e Matera, c’è un nuovo impianto in programma, e anche il sogno di creare una comunità energetica per il territorio. La Vigna Agrivoltaica di Comunità entra tra i Green Heroes proprio per questo: agricoltura e tecnologia si sono messe in simbiosi, dimostrando che le soluzioni alla crisi climatica possono nascere dalla terra.

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