TOKYO. C’è uno spettro che si aggira per le case giapponesi. È una giovane donna, arriva con uno zaino e, per qualche ora, propone di fare una cosa che in gran parte del mondo occidentale non susciterebbe particolare inquietudine: entrare in casa, giocare con un bambino e, se necessario, preparargli la merenda mentre mamma e papà escono. Eppure, da queste parti, quella figura apparentemente innoc…