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Carlo Lucarelli: la donna curata con il veleno

Palermo, 1949: Girolamo Lo Verso viene condotto nell’aula del processo per l’assassinio della moglie Sofia Malatto. Sarà condannato all’ergastolo 

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BRUTTE STORIE L’improvvisa malattia di una moglie. Le strane iniezioni del marito medico. E l’apparizione di una suora...
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Non è facile uccidere qualcuno con il veleno. Si sa dai tempi di Lucrezia Borgia, si legge nei romanzi di Agatha Christie, lo si vede in casi più recenti: il veleno, anche quello più volatile, lascia tracce.

Sofia è una bella signora di Palermo che nella primavera del 1945 si ammala. È alla terza gravidanza, le prime due sono andate benissimo ma questa è diversa, ha ulcere alla bocca, le labbra gonfie, non si regge in piedi e deve stare a letto tutto il giorno. Tossicosi gravidica, si chiama, una complicazione per cui è come se la gravidanza avvelenasse il corpo, qualche volta succede. Questa, poi, è arrivata così, all’improvviso. Fortuna che Sofia ha sposato un medico, Girolamo, che lavora al pronto soccorso dell’ospedale Benfratelli e si occupa di lei, la cura con iniezioni di siero ipertonico, una soluzione a base di cloruro di sodio, cioè sale da cucina. Ma lei non migliora, sta sempre peggio, dice che si sente bruciare dentro, si sente morire.

Non è facile uccidere qualcuno con il veleno. Si sa dai tempi di Lucrezia Borgia, si legge nei romanzi di Agatha Christie, lo si vede in casi più recenti: il veleno, anche quello più volatile, lascia tracce.

Sofia è una bella signora di Palermo che nella primavera del 1945 si ammala. È alla terza gravidanza, le prime due sono andate benissimo ma questa è diversa, ha ulcere alla bocca, le labbra gonfie, non si regge in piedi e deve stare a letto tutto il giorno. Tossicosi gravidica, si chiama, una complicazione per cui è come se la gravidanza avvelenasse il corpo, qualche volta succede. Questa, poi, è arrivata così, all’improvviso. Fortuna che Sofia ha sposato un medico, Girolamo, che lavora al pronto soccorso dell’ospedale Benfratelli e si occupa di lei, la cura con iniezioni di siero ipertonico, una soluzione a base di cloruro di sodio, cioè sale da cucina. Ma lei non migliora, sta sempre peggio, dice che si sente bruciare dentro, si sente morire.

Sofia interrompe la gravidanza, ma quella strana tossicosi non si ferma, anzi continua, finché la signora non entra in coma e muore. Girolamo si accorge che gli altri medici dell’ospedale cominciano a farsi delle domande, perché più che una tossicosi quello sembra un avvelenamento, e allora, dice, vuoi vedere che si è sbagliato? Che invece del siero ipertonico le ha iniettato del bicloruro di mercurio in dose potenziata che teneva nel suo laboratorio come disinfettante? Lo chiamano sublimato corrosivo, è letale e, guarda un po’, dà sintomi molto simili alla tossicosi gravidica.

Poi salta fuori dell’altro. Girolamo e Sofia avevano cominciato a litigare, gira voce che lui si fosse innamorato di una novizia delle suore della Carità che lavorava come infermiera all’ospedale, Filomena, che poi aveva lasciato il velo e dopo la morte di Sofia era andata a vivere nello stesso palazzo di Girolamo. La madre di Sofia li fa sorvegliare dalla domestica e quando ha conferma della tresca scrive una lettera alla Procura. Anonima, ma tutti sanno che è lei.

Girolamo viene arrestato e finisce sotto processo, difeso da principi del foro di Palermo – la sua è una famiglia di ricchi commercianti di tessuti – e accusato da altrettanti principi del foro perché quella di Sofia è una famiglia di noti professionisti. Un processo seguitissimo, perché anche allora il cosiddetto true crime tirava come adesso, tanto che la Celere è costretta a caricare con le camionette la folla che vuole assistere. Girolamo si lascia andare alla retorica da romanzo rosa, parlando del suo amore per Sofia come di una “sconfinata ebrezza che non ha nome”, e anche alla volgarità, facendo notare che la ex suora è una donnina dimessa, “una cosuccia squallida”, la definiscono i giornali, e come potrebbe uccidere per una così? Sì, aveva promesso di sposarla, ma chi non lo dice a una donna quando vuole raggiungere un certo risultato?

Non funziona. Il 23 gennaio del 1949 è condannato all’ergastolo, nonostante continui a proclamarsi innocente. Muore in carcere nel 1961.

Sul Venerdì del 9 ottobre 2026

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