Caro Giannini, vivo a Torino e sono una caregiver, come dicono le persone che neanche sanno cosa significhi prendersi cura della disabilità. Ho un fratello disabile, fisico e psichiatrico, che ringrazio per avermi fatto conoscere il mondo della disabilità e per avermi reso sempre più sensibile verso le fragilità in genere. Attraverso ogni giorno la città sui mezzi pubblici e incontro sovente i cosiddetti “invisibili” che io peraltro vedo benissimo… Grazie a mio fratello ho conosciuto di persona le terribili “scuole speciali” e mai avrei pensato di rileggere quella definizione nei progetti di alcuni paesi, il cui intento è di ammucchiare in dette scuole i disabili e gli stranieri. Per non parlare della notizia di un decreto-legge sulla creazione di “mini manicomi”. Una follia che ci farebbe precipitare in un oscuro passato, con i letti di contenzione e quant’altro, dopo tutto quel che era stato fatto con la legge Basaglia del 1978. Purtroppo, chi non conosce queste realtà non può rende…
Caro Giannini, vivo a Torino e sono una caregiver, come dicono le persone che neanche sanno cosa significhi prendersi cura della disabilità. Ho un fratello disabile, fisico e psichiatrico, che ringrazio per avermi fatto conoscere il mondo della disabilità e per avermi reso sempre più sensibile verso le fragilità in genere. Attraverso ogni giorno la città sui mezzi pubblici e incontro sovente i cosiddetti “invisibili” che io peraltro vedo benissimo… Grazie a mio fratello ho conosciuto di persona le terribili “scuole speciali” e mai avrei pensato di rileggere quella definizione nei progetti di alcuni paesi, il cui intento è di ammucchiare in dette scuole i disabili e gli stranieri. Per non parlare della notizia di un decreto-legge sulla creazione di “mini manicomi”. Una follia che ci farebbe precipitare in un oscuro passato, con i letti di contenzione e quant’altro, dopo tutto quel che era stato fatto con la legge Basaglia del 1978. Purtroppo, chi non conosce queste realtà non può rendersene conto, ma chi come me ha vissuto quel passato non può non indignarsi e chiedersi se chi propone simili assurdità sia mai entrato in una comunità per disabili psichiatrici.
Maria Grazia Casagrande
Cara Maria Grazia, come scriveva proprio Basaglia, “per poter veramente affrontare la malattia dovremmo incontrarla fuori dalle istituzioni, intendendo con ciò non soltanto fuori dall’istituzione psichiatrica, ma fuori da ogni altra istituzione, la cui funzione è quella di etichettare, codificare, fissare in ruoli congelati coloro che vi appartengono…”. Questo è il punto, che spiega perché i “diversi” e le persone come suo fratello sono invisibili per la politica. Spiega perché un partito neo-nazista in Germania e un generale in Italia propongono il ritorno delle “classi separate” per migranti e disabili. E spiega perché un Fratello d’Italia, il senatore Francesco Zaffini, abbia in effetti presentato il ddl 1179/2024, che ripropone la logica manicomiale in “strutture semi-residenziali” e raddoppia la durata dei Tso. Quello che non si spiega è perché tanti elettori li inseguano, in questa tragica discesa agli inferi.
Mia figlia passerà i venerdì ad aiutare i ragazzini a scuola
Caro Giannini, Matilde, mia figlia 17enne, mi comunica che ha deciso che i suoi venerdì pomeriggi saranno dedicati ai bambini con “problemi di apprendimento” in una scuola elementare della città in cui frequenta il liceo. Li aiuterà a svolgere i compiti. La maggior parte di questi alunni sono extracomunitari e hanno difficoltà con la lingua italiana. Le ho fatto presente che il venerdì è l’unico pomeriggio in cui potrebbe rilassarsi un po’, che tornerebbe stanca e la mole di compiti sarebbe da svolgere di sera fino a tardi. «Mamma, io voglio andare, l’ho già fatto due anni fa e ti dico che è un botto bello. Io non penso che la cosa giusta sia separare questi bambini da chi ha più possibilità e opportunità di loro perché è “italiano”. Dobbiamo stare con loro, non allontanarli». Come Matilde, faranno tante ragazze e tanti ragazzi. Io ci vedo un barlume di speranza in questo triste mondo.
Emma Libralato
Cara Emma, la risposta migliore al folle tetto agli “stranieri” nelle scuole è proprio la sua Matilde che aiuta i bambini. Ed è anche la piccola Lina, 11enne di origine marocchina che in un video sui social ha detto a Meloni “cara Presidente, noi vogliamo solo stare in classe con i nostri compagni”. Mi piace pensare che saranno loro a neutralizzare un decreto odioso e razzista, purtroppo già diventato “legge dello Stato”.
Un film come Naza racconta un genocidio
Caro Massimo, ho assistito alla proiezione di Naza sulle stragi di civili a Gaza. Impietriti, abbiamo sentito le autoassoluzioni dei giovanissimi militari dell’Idf, che riportavano alla memoria in modo agghiacciante quelle di soldati o gerarchi nazisti a Norimberga. «Hoeseguito ordini», «Ho solo dato le coordinate», «Se non lo facevo io lo avrebbe fatto un altro». Un soldato confessa il tiro a segno durante le file della distribuzione di cibo, come in un videogioco. Un altro ha organizzato la mattanza di 300 “vittime collaterali” per l’eliminazione, presunta e poi non avvenuta, di un esponente di Hamas. Intere famiglie spazzate via per calcoli approssimativi dell’algoritmo. Ci siamo sentiti sempre più piccoli e annichiliti nelle nostre poltrone. Ma siamo comunque grati a questi soldati per la loro testimonianza: sono stati complici di un genocidio pianificato, anche se forse non si rendono conto della disumanità vissuta.
Daniela Dentici (Torino)
Cara Daniela, il successo di Naza nei cinema è un conforto per chi ancora crede nei diritti umani e nel diritto internazionale. Dobbiamo resistere alla barbarie che dilaga ovunque. Pensiamo solo alla ripresa delle esecuzioni capitali in quella che un tempo chiamavamo “la più grande democrazia del mondo”. Come Israele, anche l’America ha smarrito se stessa. Possiamo solo sperare nelle prossime elezioni.
Meloni chiede, Eni dice sì: sarà mica aggiotaggio?
Caro Massimo, un capo di governo di un grande Paese industrializzato chiede al primo gruppo petrolifero, quotato in borsa e controllato dallo stesso governo, di intervenire sui prezzi di vendita dei suoi prodotti. Le quotazioni del titolo oscillano in modo evidente. Aggiotaggio di Stato?
R.R.
Caro R.R., più che aggiotaggio, direi vassallaggio di Stato. C’era da fare un favore a una premier in bolletta, e l’Eni gliel’ha fatto. Come ha scritto Dagospia: il governo Meloni-Descalzi.
Sogno un partito che lotti contro l’evasione fiscale
Caro Giannini, parafrasando Martin Luther King, anch’io “ho un sogno”: che in Italia sorga un partito che nel programma elettorale abbia la scritta (a caratteri cubitali) “Lotta all’evasione fiscale”. E poi che nel programma venga specificato: “I soldi ricavati dall’evasione verranno impiegati per risolvere i problemi di sanità, istruzione, ricerca, aiuto ai meno abbienti, ambiente/clima, sicurezza”. Ma le chiedo: qualche italiano lo voterebbe?
Sergio Fontanarosa
Caro Sergio, considerato che 24,8 milioni di italiani non pagano un euro di Irpef, e che l’80 per cento del gettito lo pagano 13 milioni di lavoratori dipendenti, il bel partito che sogna non avrebbe mai la maggioranza.
Sul Venerdì del 9 ottobre 2026