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Annalisa Cuzzocrea: le ragioni dei ragazzi francesi

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Sono sacrosante, a partire dalla riforma scolastica che ha sbarrato gli studi a chi ha difficoltà
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C’è qualcosa di commovente negli studenti francesi scesi in piazza a protestare in queste settimane a Parigi, Marsiglia, Lione. Non in chi sceglie la violenza, certo, che è un metodo capace di uccidere – sempre – qualsiasi buona ragione. Ma in tutti gli altri sì, ed è questo: i ragazzi dei quartieri bene della capitale hanno meno problemi degli altri. Dicono: siamo privilegiati, lo sappiamo, ma non vogliamo questo privilegio. Chiedono più insegnanti, strutture agibili, condizioni dignitose dove non ci sono. Cioè nelle banlieue, in solidarietà con i ragazzi che lì vivono la condizione peggiore.

Per giorni, i ragazzi francesi sono stati rappresentati dai media di tutto il mondo come dei pericolosi casseur pronti solo a bruciare tutto. Sono state diffuse fake news, qualcuno aveva inventato che a Marsiglia avevano tentato di bruciare un preside. Non era vero, ma le smentite delle notizie che fanno titolo girano purtroppo sempre meno velocemente delle bugie. Sono dovuti scendere in piazza …

C’è qualcosa di commovente negli studenti francesi scesi in piazza a protestare in queste settimane a Parigi, Marsiglia, Lione. Non in chi sceglie la violenza, certo, che è un metodo capace di uccidere – sempre – qualsiasi buona ragione. Ma in tutti gli altri sì, ed è questo: i ragazzi dei quartieri bene della capitale hanno meno problemi degli altri. Dicono: siamo privilegiati, lo sappiamo, ma non vogliamo questo privilegio. Chiedono più insegnanti, strutture agibili, condizioni dignitose dove non ci sono. Cioè nelle banlieue, in solidarietà con i ragazzi che lì vivono la condizione peggiore.

Per giorni, i ragazzi francesi sono stati rappresentati dai media di tutto il mondo come dei pericolosi casseur pronti solo a bruciare tutto. Sono state diffuse fake news, qualcuno aveva inventato che a Marsiglia avevano tentato di bruciare un preside. Non era vero, ma le smentite delle notizie che fanno titolo girano purtroppo sempre meno velocemente delle bugie. Sono dovuti scendere in piazza gli adulti, in loro difesa, a formare catene per proteggerli dalla polizia in tenuta antisommossa. Sono dovuti intervenire i genitori e gli insegnanti perché il governo di Lecornu ammettesse che la rabbia di quei ragazzi è motivata.

Dopo averli massacrati con granate stordenti e spray urticanti, un quindicenne ha perso una mano, un altro ha la mandibola e i denti distrutti, una quattordicenne è stata presa per il collo e continuava a urlare: non respiro, non respiro; dopo centinaia di feriti non solo tra le frange estreme che si uniscono ai cortei per dare sfogo alla loro violenza, ma tra ragazzini che a mani nude bloccavano l’ingresso nella loro scuola, l’esecutivo ha ritirato l’uso delle granate, che aveva consentito su dei minori come se nulla fosse, e ha avviato una fase di dialogo annunciando l’arrivo di tremila insegnanti in pochi giorni.

Chiedono di poter studiare, quei ragazzi. E di potersi costruire un futuro. C’è in Francia una carenza cronica di insegnanti e supplenti, soprattutto nelle periferie. C’è stata una riforma scolastica, l’ha fatta l’ex delfino di Macron ed ex premier Attal, ora candidato alla presidenza, che ha creato un blocco con l’esame di terza media: lo ha reso molto più difficile e ha fatto sì che ci siano molti più bocciati che non hanno accesso ai licei, ma solo alle scuole professionali.

C’è una piattaforma unica per accedere all’università, il Parcoursup, un’autentica lotteria per cui guarda caso restano fuori dal luogo in cui vorrebbero studiare sempre i ragazzi più svantaggiati. C’è l’indagine europea Pisa che mostra come in Francia ci siano stati, dopo la riforma, un crollo delle competenze e un aumento della diseguaglianza. Di più, quella riforma fatta in nome del tanto evocato merito ha reso la scuola francese la più diseguale d’Europa. E quindi no, non protestano per le norme contro i telefonini, ma per ragioni validissime che la politica non è più capace di ascoltare.

Sul Venerdì del 16 ottobre 2026

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