Gentilissimo Giannini, che cosa abbiamo fatto per meritarci questa classe politica? Da un lato, il problema è la legge elettorale e sono mesi che ne discutiamo. Dall’altro lato, il problema sono le primarie e sono mesi che ne discutiamo. I problemi della gente comune sono tutt’altri. A una richiesta urgente di una colonscopia, la prima data utile è stata settembre 2027! Ci siamo rivolti a una struttura privata: esame dopo 3 giorni, esito immediato, attendiamo solo il risultato della biopsia. Il tutto per la modica cifra di 1.100 euro. Mai soldi furono così ben spesi, ma chi non può affrontare tale spesa che cosa fa? Aspetta settembre 2027, mentre i nostri continuano con legge elettorale e primarie. Che tristezza.
Ezio Narciso
Gentilissimo Ezio, qualche giorno fa la Fondazione Gimbe ha presentato il suo nuovo Rapporto: viene fuori che la spesa sanitaria in rapporto al Pil continua a calare. Se avesse voluto mantenere quel rapporto al 6,2 per cento, com’era quando Meloni ha vinto le ele…
Gentilissimo Giannini, che cosa abbiamo fatto per meritarci questa classe politica? Da un lato, il problema è la legge elettorale e sono mesi che ne discutiamo. Dall’altro lato, il problema sono le primarie e sono mesi che ne discutiamo. I problemi della gente comune sono tutt’altri. A una richiesta urgente di una colonscopia, la prima data utile è stata settembre 2027! Ci siamo rivolti a una struttura privata: esame dopo 3 giorni, esito immediato, attendiamo solo il risultato della biopsia. Il tutto per la modica cifra di 1.100 euro. Mai soldi furono così ben spesi, ma chi non può affrontare tale spesa che cosa fa? Aspetta settembre 2027, mentre i nostri continuano con legge elettorale e primarie. Che tristezza.
Ezio Narciso
Gentilissimo Ezio, qualche giorno fa la Fondazione Gimbe ha presentato il suo nuovo Rapporto: viene fuori che la spesa sanitaria in rapporto al Pil continua a calare. Se avesse voluto mantenere quel rapporto al 6,2 per cento, com’era quando Meloni ha vinto le elezioni nel 2022, il governo in questi quattro anni avrebbe dovuto spendere per la nostra salute 18,8 miliardi in più. Ma il vero scandalo è che il presidente Nino Cartabellotta ha illustrato questi dati disastrosi alla Camera, negli stessi minuti in cui l’aula di Montecitorio era mobilitata dalla premier per varare a colpi di fiducia la nuova legge elettorale (di cui nessuno tranne lei avvertiva l’urgenza). Così mi è tornato in mente quel passaggio di Schiuma della Terra in cui Arthur Koestler scrive: “Passeri cinguettano sui cavi del telegrafo, mentre i cavi del telegrafo trasmettono l’ordine di sterminare tutti i passeri”. Qui i passeri non sono gli esperti di Gimbe: siamo noi, poveri cittadini.
Emergenza stipendi ma si parla solo di sicurezza
Caro Giannini, leggo su Repubblica le interviste a un’infermiera, un’insegnante, un operaio e altre persone che un tempo rientravano nel ceto medio. Oggi faticano ad arrivare a fine mese. È la fotografia della situazione di gran parte dei cittadini italiani. È possibile allora che l’emergenza percepita maggiormente sia la sicurezza, legata soprattutto al fenomeno dell’immigrazione? Anche se la responsabilità non ricade interamente su Meloni, come fa la coalizione di destra a godere ancora dei favori di gran parte dell’elettorato?
Calogero Barranco
Caro Calogero, fissare la “gerarchia delle emergenze” è sempre complicato. È ovvio che un fisco più equo, un salario più dignitoso, una sanità più efficiente, una scuola più inclusiva, sono di gran lunga la priorità. Ed è ancora più ovvio che oggi nella società italiana il blocco più fragile sia proprio il ceto medio, che si è proletarizzato per via della globalizzazione, della deindustrializzazione, della crisi del Welfare. Ma che ci piaccia o no, insicurezza “percepita” e immigrazione incontrollata sono altrettanto prioritarie. E qui la destra è avvantaggiata, perché spaccia protezione giocando sulle paure profonde. È così ovunque. Persino in Spagna, dove l’unico governo di sinistra rimasto tra i grandi d’Europa va a casa, nonostante un boom economico che noi ci sogniamo.
La destra ha nostalgia di un mondo immobile
Buongiorno Giannini, la visione del mondo che Vannacci propone è semplicistica, fuori dalla realtà: tutto bianco o nero, facile da capire e gestire. Invece il mondo e l’umanità non solo sono pieni di sfumature di grigio, ma sono un’esplosione di colori turbinati. Il vero politico la complessità vuole capirla e gestirla con un occhio al futuro, non ignorando gli insegnamenti della storia, ma vivendo l’oggi per le persone di domani. L’estrema destra ha sempre grande nostalgia del passato che dipinge volutamente idilliaco, la cui restaurazione è minacciata da questo o quel nemico. Vannacci è assai scaltro, sa cavalcare l’onda, parla appunto ai nostalgici, bella fetta nel nostro Paese, che vorrebbero tutto immutabile; ma quando tutto va a velocità quantica, proporre un mondo immobile è irreale e menzognero. Va detto a voce alta.
Nicoletta Pinzauti
Buongiorno Nicoletta, Vannacci sta godendo di una grossa rendita: poiché non governa, può accusare Meloni e Salvini di aver tradito le promesse proprio sui temi più identitari, dall’etno-nazionalismo xenofobo al “patriarcato mediterraneo”. Noi i pericoli di questa deriva non li denunciamo “a voce alta”: li gridiamo. Ma per convincere l’opinione pubblica non basta criticare i demagoghi: bisogna saperli contrastare con un’alternativa più credibile. E questo non è compito dell’informazione, ma dell’opposizione.
Un corso psicoterapico per il centrosinistra
Caro Giannini, ho letto l’articolo di Massimo Recalcati su Repubblica, nel quale cita Fromm con la sua distinzione tra “libertà da” (Meloni) e “libertà di” (proporre un proprio progetto di società alternativo a quello delle destre), e spiega che il centrosinistra è schiacciato sulla prima definizione e bloccato sulla seconda. Per favorire un comportamento più maturo e responsabile dei leader del campo largo, proporrei un percorso psicoterapico proprio col professor Recalcati.
Orazio Palazzolo
Caro Orazio, raccolgo la sua sollecitazione. Se i capi del centrosinistra sono d’accordo, il percorso psicoterapico glielo paghiamo noi. Purché si sbrighino.
Nessuno si occupa del dramma di Cuba
Gentile Giannini, da diverso tempo mi chiedo perché non si faccia nulla per aiutare Cuba e i cubani. L’embargo ricattatorio trumpiano riguarda i governi e le aziende sotto ricatto, non i liberi cittadini. Penso che con una chiamata organizzata si potrebbero mandare aiuti alla popolazione cubana, cibo e medicine, il necessario per l’energia (forse pannelli solari). Allestire e inviare carichi umanitari la farebbe sentire meno sola e forse le darebbe anche speranza.
Carlo Gandelli
Gentile Carlo, l’ho già scritto e lo ripeto: conosco Cuba e porto i cubani nel cuore. Non i corrotti del regime, ma quelli in carne e ossa ormai ridotti allo stremo, poveri di tutto eppure così ricchi di dignità. Guardate con quanta cura e competenza hanno assistito Alessandro Di Battista, nella malattia che lo ha colpito proprio mentre era sull’isola per un reportage. Dunque, un pensiero accorato per Cuba. Ma anche un pensiero affettuoso per “Dibba”.
Sul Venerdì del 16 ottobre