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Natalia Aspesi: quei politici che parlano di scollature

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QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125, Milano

Cara Aspesi, mi piacerebbe tanto sapere che cosa ne pensa del caso Vannacci/Siracusano. Purtroppo non ho la linea in casa ragion per cui sarò breve. Si guardi il Wikipedia della Siracusano e vedrà che è un puro prodotto berlusconiano. Io comincio a scocciarmi del politically correct e vorrei che si cominciasse sul serio a sfottere veramente i politici, a partire dal loro aspetto fisico. Grazie, L. Lamberti

Cosa ne penso? Io avrei già cominciato a sfottere i politici a partire dal loro aspetto fisico, ma poi ho pensato: chi me lo fa fare? Troppo facile! Potrei dirle del Vannacci dal viso a mandolino, che trovo noiosissimo e legato ai vecchi schemi lunari del fascismo più becero. Non conoscevo invece l’esistenza di Matilde Siracusano che, sorpresa, dopo aver fatto col presidente della Calabria, di destrissima, un pargolino, continuava la carriera politica sino a diventare sottosegre…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125, Milano

Cara Aspesi, mi piacerebbe tanto sapere che cosa ne pensa del caso Vannacci/Siracusano. Purtroppo non ho la linea in casa ragion per cui sarò breve. Si guardi il Wikipedia della Siracusano e vedrà che è un puro prodotto berlusconiano. Io comincio a scocciarmi del politically correct e vorrei che si cominciasse sul serio a sfottere veramente i politici, a partire dal loro aspetto fisico. Grazie, L. Lamberti

Cosa ne penso? Io avrei già cominciato a sfottere i politici a partire dal loro aspetto fisico, ma poi ho pensato: chi me lo fa fare? Troppo facile! Potrei dirle del Vannacci dal viso a mandolino, che trovo noiosissimo e legato ai vecchi schemi lunari del fascismo più becero. Non conoscevo invece l’esistenza di Matilde Siracusano che, sorpresa, dopo aver fatto col presidente della Calabria, di destrissima, un pargolino, continuava la carriera politica sino a diventare sottosegretaria ai rapporti col Parlamento per Forza Italia. Accipicchia. Dunque Vannacci le fa uno scherzo di cattivo gusto: pubblica una foto truccata, con la signora un po’, ma non troppo, scollacciata. Scandalo! Persino il campo largo osa protestare, come non avesse altro di cui preoccuparsi. Su questo tema i difensori della Siracusano vanno avanti a parlare in politica come se Gaza non esistesse. Che barba. Capisco, signor Lamberti, la sua voglia si sfottere i politici che si occupano di scemenze, ma, mi creda, forse sarebbe meglio dimenticare la loro nullità.

Alloggi: un dramma non solo spagnolo

Cara Natalia Aspesi, le immagini delle migliaia di persone scese in piazza in Spagna con le chiavi di casa in mano mi hanno colpito. Quelle chiavi, più che aprire una porta, sembrano raccontare quanto sia diventato difficile, per molti, riuscire ad averne una. Riguarda giovani, famiglie e lavoratori che, tra salari stagnanti e affitti sempre più alti, rischiano di destinare una parte enorme del proprio reddito semplicemente al diritto di avere un tetto. E c’è un paradosso che dovrebbe farci riflettere: le case non mancano. In Italia ce ne sono moltissime, ma una parte è vuota, inutilizzata, oppure destinata ad affitti turistici o temporanei, spesso più redditizi di quelli residenziali. Penso che dovremmo chiederci quanto sia normale vivere in una società dove possono esistere contemporaneamente case senza persone e persone che non riescono a trovare una casa. Servono politiche abitative più coraggiose: recuperare il patrimonio inutilizzato, aumentare l’edilizia pubblica e riportare sul mercato residenziale una parte degli immobili oggi sottratti alla loro funzione abitativa. Lettera firmata, Catania

La casa sta diventando un oggetto prezioso, che la maggior parte delle persone non riesce più ad avere. I miei amici devono lasciare la loro casa e non riescono a trovarne una che non sia brutta o troppo cara. Migliaia di persone sono scese in piazza, in Spagna: anche lì, non si riesce ad avere una casa, a causa delle ricche lobby immobiliari, che comprano interi palazzi per trasformarli in ricche abitazioni per i milionari. C’è infatti una grande forma di ricchezza, di ricchi ricchi, come quelli che non hanno mai pagato le tasse e sono quasi la metà. Non capisco perché lei chiede a questo governo di pensare anche a chi fa tanta fatica per trovare una casa. Non saranno loro a trovare la casa per noi.

Guardo il cielo e penso a chi non ha mai conosciuto la pace

Cara signora Aspesi, siamo già in autunno e dopo questa torrida estate, percorrere le strade di campagna della collina pugliese (la Murgia) è un vero toccasana per la mente e il corpo. Paesaggi stupendi che, in ogni stagione, cambiano colore. In macchina, ascoltando buona musica, con mia moglie Carla, l’abbiamo sempre fatto. Piaceva tanto anche a lei. Ora, anche se non è più seduta accanto a me, continuo a farlo quasi ogni domenica. Ispirato dalla buona musica, all’imbrunire, guardo la luna e le stelle e sogno un passato che, purtroppo, non c’è più. Ma è bello sognare e commuoversi. Contemporaneamente, penso a tutti quei milioni di esseri umani che, seduti sulle macerie delle proprie case, nello stesso momento, stanno guardando le stesse stelle e la stessa luna, da angolazioni diverse. Staranno sognando una cosa che non hanno mai vissuto: LA PACE. Canto, mi commuovo e penso a quanto sono fortunato se posso ancora sognare. Purtroppo, a tanti nel mondo, è negato pure il diritto di sognare. Pasquale Regano, Andria

Questa è una lettera molto commovente, in cui un uomo solo, in macchina, all’imbrunire, attraversa la belle colline della Murgia, nell’incanto della Puglia. Non c’è più la moglie Carla, con cui condivideva le belle serate, lui è solo, proprio solo, e attorno c’è soltanto il silenzio della notte. Come lui, lontano, uomini guardano le stesse stelle, la stessa luna, magari sognando ciò che lui ha avuto e che loro mai: la pace. Mi scusi se sembra che mi ripeta, ma lei scrive una dolce e intima lettera che le suggerisce il silenzio della sera. È bella questa sua visione di calma, di un passato che anche per lei non c’è più, di luoghi da cui gli altri sognano la pace. Sognare, che meraviglia.

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