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Massimo Giannini: manganelli elettorali

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PER POSTA La violenza dei ragazzi non ha alibi. Ma la maggioranza a caccia di voti punta solo sulla repressione
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Buongiorno Giannini, sappiamo bene quanto sia controproducente la repressione e il suo sistema delle maniere forti, antipedagogico perché diventa anche un pessimo esempio. Possibile che nessuno della maggioranza abbia pensato che due strade sarebbero da percorrere per i giovani sbandati: formazione, riportandoli a scuola, e un lavoro nei servizi sociali presso una comunità o struttura analogA? Lavorare in una Rsa sarebbe un ottimo sistema per riportarli alla realtà e alla convivenza sociale.

Maria Giordani

Buongiorno Maria, non ci sono alibi per la violenza, mai. Ma soprattutto quando si parla di giovani, e ancora di più di ragazzini adolescenti, reprimere senza prevenire e senza redimere non serve a niente. O meglio: sondaggi alla mano - e civismo sotto i piedi - serve solo a provare a rivincere le elezioni.

Quei giovani napoletani che lottarono contro i nazisti

Caro Giannini, le violenze di Milano perpetrate anche da ragazzini hanno risvegliato i teorici del “disagio giovanile”. Mi …

Buongiorno Giannini, sappiamo bene quanto sia controproducente la repressione e il suo sistema delle maniere forti, antipedagogico perché diventa anche un pessimo esempio. Possibile che nessuno della maggioranza abbia pensato che due strade sarebbero da percorrere per i giovani sbandati: formazione, riportandoli a scuola, e un lavoro nei servizi sociali presso una comunità o struttura analogA? Lavorare in una Rsa sarebbe un ottimo sistema per riportarli alla realtà e alla convivenza sociale.

Maria Giordani

Buongiorno Maria, non ci sono alibi per la violenza, mai. Ma soprattutto quando si parla di giovani, e ancora di più di ragazzini adolescenti, reprimere senza prevenire e senza redimere non serve a niente. O meglio: sondaggi alla mano - e civismo sotto i piedi - serve solo a provare a rivincere le elezioni.

Quei giovani napoletani che lottarono contro i nazisti

Caro Giannini, le violenze di Milano perpetrate anche da ragazzini hanno risvegliato i teorici del “disagio giovanile”. Mi è venuto naturale pensare agli scugnizzi napoletani che combatterono contro i nazisti nelle 4 giornate di Napoli. Chi erano gli scugnizzi? Erano orfani di guerra, ragazzi sfollati dai palazzi distrutti dai bombardamenti, di famiglie che avevano perso tutto. A loro si unirono altri ragazzi fuggiti dai riformatori e dal carcere minorile. Se non erano “disagiati” questi ragazzi, chi potrebbe esserlo? Eppure, loro fecero la cosa giusta, seppero da quale parte stare e per la quale morire. Gennaro Capuozzo, 11 anni, medaglia d’oro alla memoria al valor militare, Filippo Illuminato, 13 anni, morto combattendo, Giacomo Lettieri, 15 anni, fucilato dai tedeschi: sono solo alcuni degli esempi che dovrebbero insegnare a giovani e adulti che non è la condizione sociale a creare mostri, ma l’animo malato.

Nicola Narciso (Giovinazzo - Bari)

Caro Nicola, forse è esagerato paragonare i ragazzini delle piazze di Milano agli scugnizzi delle Quattro Giornate di Napoli. Quelli, nel settembre 1943, avevano contro la Wehrmacht tedesca. Questi, oggi, sanno a malapena chi governa l’Italia. Il disagio c’è, è enorme e va compreso. Ma nasce da una drammatica emarginazione sociale, non da una feroce occupazione militare.

Non si assaltano i forni ma i negozi di sneakers

Caro Giannini, quanto successo a Milano è un inedito nella storia italiana che finora aveva conosciuto la violenza di gruppo solo legata agli estremismi politici. Questa è nuda rivolta, senza vestigia politiche. È l’assalto ai forni, dove il pane è stato sostituito dagli oggetti di consumo. Se il sistema spinge a creare consumatori o più precisamente iper-consumatori, le scarpe o gli zainetti di marca sono percepiti come bisogni primari. A nessun politico sembra eccessivo il quotidiano bombardamento pubblicitario a cui siamo sottoposti? Inoltre, a differenza dei contestatori del ’68 o del ’77 che una sistemazione migliore dei loro genitori l’hanno trovata, quelli di oggi non ci sperano più. Vedono i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e chi sta in mezzo terrorizzato di scivolare in basso. Basta guardare alla storia delle aliquote Irpef per capire che la lotta di classe c’è stata e l’hanno vinta i ricchi (negli Usa la più alta arrivava al 75 per cento). La più alta in Italia scese dal 48 al 43 per cento e la più bassa salì dal 18 al 23 per cento: cosa significa tutto questo, se non regalare ai ricchi e prendere ai poveri? O la politica si decide a governare le follie del mercato, o i prossimi assalti saranno ai negozi alimentari, magari su suggerimento di quei genitori che non possono comprare gli zainetti ai loro figli.

Roberto Rizzo

Caro Roberto, Warren Buffett ha detto “non è vero che la lotta di classe è finita, è che l’abbiamo vinta noi”. Michele Serra ha scritto “tra la borghesia e il proletariato hanno vinto le sneakers”. È tutto vero, come è vero che i ragazzini non assaltano i forni ma devastano Foot Locker. Per ora, il loro “pane” sono le Nike o le Adidas, unico simbolo che li fa appartenere a qualcuno e li fa sentire integrati in qualcosa. Non possiamo condannarli, per questo: sono davvero figli di questo tempo infame.

Che brutto spettacolo le interviste in strada

Gentilissimo Giannini, da tempo osservo con fastidio lo spettacolo dei parlamentari che, uscendo dai Palazzi, vengono assaliti e corteggiati in strada dai cronisti, che svolgono il loro faticoso mestiere. Ma così tutto si trasforma nel “circo mediatico”… con risposte permeate di vanità e sussiego. Come le rockstar? Come i calciatori? Non sarebbe meglio trovare una giusta collocazione per una conferenza stampa, o una altra modalità meno plateale e più degna di noi cittadini-elettori? Angela Lombardi (Napoli)

Gentilissima Angela, sottoscrivo. E mi chiedo sempre quale italiano normale ascolti quei vaniloqui, che gioiosamente ci propinano i tg di regime.

Ha ragione Landini: la manovra fa schifo

Caro Giannini, la sintesi di Landini è mirabile: “La manovra finanziaria fa schifo”. Senza mezzi termini sentenzia che premier e ministri non sono stati in grado di mettere insieme un pacchetto di misure utili e sensate neanche nell’anno pre-elettorale, utilizzando peraltro ingenti risorse nel riarmo nazionale e non in un progetto comune europeo.

Calogero Barranco

Caro Calogero, non lo nego, il giudizio di Landini è icastico. Ma dal leader del più grande sindacato italiano mi aspetto di meglio. Fermo restando il giudizio totalmente negativo sulla manovra (io stesso l’ho formulato, in un editoriale su Repubblica), forse Luciano Lama l’avrebbe detto in un altro modo.

La povertà dilaga, tassiamo i ricchi

Caro Giannini, come si può essere contro la patrimoniale ai “super ricchi” in presenza di una situazione disastrosa per l’inflazione e per l’aumento vertiginoso della povertà e delle diseguaglianze? Dove reperire le risorse se non dalla evasione e da quanti hanno accumulato patrimoni extra-large?

Walter Scarpino

Caro Walter, sulle tasse, sulla lotta alle disuguaglianze e sulla redistribuzione del reddito non servono misure spot, pure sacrosante. È ora di riscrivere il patto sociale e fiscale. E nell’ambito di una riforma complessiva, è sacrosanto ristabilire il sano principio costituzionale: chi ha di più, deve dare di più. Tutto il resto è chiacchiericcio politico.

Sul Venerdì del 6 novembre 2026

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