Turismo e viaggio non sono la stessa cosa. Viaggiare significa imparare a conoscere, a capire, entrando in casa d’altri in punta di piedi. Daniele Kihlgren, imprenditore italo-svedese, purtroppo venuto a mancare recentemente, fu tra i primi a provare a inventare un modo nuovo per avvicinare il turismo al viaggio. Negli anni Novanta, di passaggio in Abruzzo, Daniele si fermò a Santo Stefano di Sessanio. Quel borgo semiabbandonato custodiva una bellezza che non poteva essere perduta, ma non doveva neppure essere snaturata. E così immaginò di restaurare vecchi edifici utilizzando tecniche e materiali originari. Nacque così l’albergo diffuso Sextantio, che trasformò il paesino abruzzese in una meta per viaggiatori, senza farlo smettere di essere ciò che era da secoli. Nei Sassi di Matera e nelle capanne dell’isola di Nkombo in Ruanda Kihlgren ritrovò la stessa bellezza da proteggere, non da stravolgere. E nel Paese africano, al modello Sextantio è stato affiancato un progetto che garantisce l’assicurazione sanitaria alle persone più povere. Oggi vogliamo ringraziare il #GreenHeroes Daniele per averci mostrato i luoghi meno conosciuti e più belli d’Italia e del mondo non come poltrone in cui accomodarci, ma come anime da ascoltare.
Alessandro Gassmann: Ricordando Daniele Khilgren, viaggiatore particolare
di Alessandro Gassmann
#GREEN HEROES La scomparsa dell’imprenditore italo-svedese, pioniere del turismo sostenibile