✕

Donald e l’amico criminale

Da Roy Cohn il giovane Trump ha imparato tanto. Soprattutto a non rispettare mai le regole
1 minuti di lettura

A ventisette anni, Donald Trump era esattamente il suo tipo: alto un metro e 84, biondo con gli occhi azzurri, e pieno di soldi (del padre). Roy Cohn – 53 anni, occhi incolori, una cicatrice sul naso, un’aria da “rettile” – non aveva piacere che si dicesse che era gay. Mescolato, da avvocato, a molte vicende nere degli States, Roy ebbe per Donald un’infatuazione, pur riconoscendo che era “poco sofisticato”; e gli piaceva posare, con lui, da mentore, e lo fu. Gli dedicano il nutrito Canaglia americana: Roy Cohn, l’uomo che inventò Donald Trump (Garzanti) Kai Bird, premio Pulitzer per Oppenheimer, e Susan Goldmark. A vent’anni, Roy era una punta del maccartismo; giovane procuratore, nel 1953 aveva mandato alla sedia elettrica – per spionaggio atomico a favore dell’Urss – i coniugi Rosenberg; come consulente del senatore McCarthy fece eliminare dalle biblioteche americane all’estero 30 mila libri di autori “comunisti” (tra cui il poeta inglese W.H. Auden). Era legale di mafiosi: per…

A ventisette anni, Donald Trump era esattamente il suo tipo: alto un metro e 84, biondo con gli occhi azzurri, e pieno di soldi (del padre). Roy Cohn – 53 anni, occhi incolori, una cicatrice sul naso, un’aria da “rettile” – non aveva piacere che si dicesse che era gay. Mescolato, da avvocato, a molte vicende nere degli States, Roy ebbe per Donald un’infatuazione, pur riconoscendo che era “poco sofisticato”; e gli piaceva posare, con lui, da mentore, e lo fu. Gli dedicano il nutrito Canaglia americana: Roy Cohn, l’uomo che inventò Donald Trump (Garzanti) Kai Bird, premio Pulitzer per Oppenheimer, e Susan Goldmark. A vent’anni, Roy era una punta del maccartismo; giovane procuratore, nel 1953 aveva mandato alla sedia elettrica – per spionaggio atomico a favore dell’Urss – i coniugi Rosenberg; come consulente del senatore McCarthy fece eliminare dalle biblioteche americane all’estero 30 mila libri di autori “comunisti” (tra cui il poeta inglese W.H. Auden). Era legale di mafiosi: per il nipote del boss Carlo Gambino era l’avvocato di famiglia, e ci provava con lui e i cugini, “che riusciva a far entrare al Club 54”, la disco alla moda. Con Donald si incontrò a Le Club, un locale privato di New York, 600 membri facoltosi – Giovanni Agnelli, numerosi Vanderbilt, Jackie Onassis e il suo stilista da first lady Oleg Cassini. Roy accostò Trump, ma “non mi diede un biglietto, non era tipo da biglietti”, scrisse poi Donald: che però lo chiamò, quando il governo accusò la sua società di discriminare i neri. Donald all’epoca era stipendiato dal padre, l’immobiliarista Fred Trump, per occuparsi di migliaia di appartamenti in affitto nel Queens, e in effetti le richieste degli afro-americani venivano bollate con una C (colored, di colore), e rigettate. Già nel 1954 all’“odio razziale” di Fred Trump il musicista Woody Guthrie, suo inquilino, aveva dedicato un’incantevole canzone, Old Man Trump – ritrovata solo nel 2016, è su YouTube. Sarebbe bastato un accordo con il governo, ma Roy consigliò l’attacco, secondo le leggi che aveva formulato, e che Donald introiettò: 1) mai trattare; 2) contrattaccare; 3) comunque vada, proclamare vittoria. E sempre ignorare le regole, e coinvolgere i media. Roy divertiva il futuro presidente, gli fece conoscere “un po’ tutti”, da Andy Warhol al sindaco di New York ai boss mafiosi dell’edilizia, come “Fat Tony” Salerno; nello studio esibiva una foto di Trump: “al mio migliore amico, Donald”. Quando Roy si ammalò di Aids, Donald smise di vederlo. Ma a Mar-a-Lago, per il suo compleanno, gli aveva regalato un astuccio di Bulgari con gemelli e anelli di platino e diamanti. Roy muore; il suo compagno porta i gemelli dal gioielliere: erano falsi.

Leggi i commenti