Caro Giannini, molto bene l’aumento, velocissimo con tanto di arretrati, per il personale della scuola. Ma nella legge di bilancio, per i pensionati d’Italia impoveriti dall’inflazione, non c’è una lira. Siamo alle solite mance pre elettorali o sto pensando male?Raffaele Cotugno (Roma)
Caro Raffaele, con un audace colpo dell’ultim’ora, Salvini una piccola mancetta per i pensionati è riuscito a farla inserire nella manovra: non l’anticipo della pensione a 64 anni per tutti, ma un fondo da 850 milioni per la “flessibilità in uscita”, di cui però non si conoscono ancora né i requisiti né i beneficiari. Per il resto, lei pensa benissimo: la legge di bilancio distribuisce pochi centesimi qua e là, due soldi ai giovani cui si detassano gli aumenti di stipendio (se solo lavorassero…) e due soldi agli anziani ai quali si dà un voucher per il dentista (se solo bastassero). Ancora una volta, a pochi mesi dalle elezioni, manca un’idea di Paese e di società. Come si diceva una volta: la Finanziar…
Caro Giannini, molto bene l’aumento, velocissimo con tanto di arretrati, per il personale della scuola. Ma nella legge di bilancio, per i pensionati d’Italia impoveriti dall’inflazione, non c’è una lira. Siamo alle solite mance pre elettorali o sto pensando male?Raffaele Cotugno (Roma)
Caro Raffaele, con un audace colpo dell’ultim’ora, Salvini una piccola mancetta per i pensionati è riuscito a farla inserire nella manovra: non l’anticipo della pensione a 64 anni per tutti, ma un fondo da 850 milioni per la “flessibilità in uscita”, di cui però non si conoscono ancora né i requisiti né i beneficiari. Per il resto, lei pensa benissimo: la legge di bilancio distribuisce pochi centesimi qua e là, due soldi ai giovani cui si detassano gli aumenti di stipendio (se solo lavorassero…) e due soldi agli anziani ai quali si dà un voucher per il dentista (se solo bastassero). Ancora una volta, a pochi mesi dalle elezioni, manca un’idea di Paese e di società. Come si diceva una volta: la Finanziaria è quel momento dell’anno in cui il governo scopre di non avere soldi e i cittadini scoprono di averne ancora meno.
Anche il Vaticano paga l’Imu (grazie a Mario Monti)
Caro Giannini, da un po’ non sento più parlare di far pagare al Vaticano l’Imu sugli immobili non adibiti a luogo di culto. Mi sono perso qualcosa?
Fabio Ragghianti
Caro Fabio, si è perso la legge del 2012: gli immobili non adibiti ad attività religiose pagano le imposte ordinarie, a partire dall’Imu. Questa “svolta” buona e giusta la dobbiamo al governo Monti. Nell’Italia cattolica, apostolica, romana, solo un premier “tecnico” poteva avere tanto coraggio.
Perderemo le elezioni e la colpa è anche vostra
Buongiorno Giannini, riprendo l’intervento della deputata spagnola Montero all’Europarlamento: siete voi il problema, incluso lei. Le elezioni le perderemo sempre anche perché dite e scrivete fesserie da bar sport. Possibile che in questo Paese non si riesca a sostenere un programma di giustizia fiscale senza preoccuparsi, una volta tanto, di correre dietro a chi non voterà mai il centrosinistra comunque? Dove li mettete “nel conteggio” i milioni di operai, dipendenti e pensionati che votano Meloni e company?
Maurizio Rossi
Buongiorno Maurizio, non capisco bene a cosa si riferisce. Io faccio il giornalista, non il politico. E sollecito programmi improntati all’equità fiscale e alla lotta all’evasione da quando faccio questo lavoro (gennaio 1984). La sinistra deve andarsi a riprendere le categorie che lei cita, se vuole tornare a vincere le elezioni. Finora non c’è riuscita. Ma si ricordi che, per governare, occorre un progetto-Paese, capace di rappresentare le istanze di una parte ma anche di parlare a tutti i blocchi sociali. Lo insegnava già il comunista Togliatti, nel lontano 1946.
In Iran uccidono la gente senza lo streaming
Caro Giannini, a proposito della pena di morte in America, non è necessario trasmettere in streaming un’esecuzione per renderla pubblica. Come in Iran, basta impiccare alle gru sulla pubblica piazza chi ha commesso un reato, e poi magari pubblicarne le foto sulla stampa per chi si fosse perso lo “spettacolo”.
Lia Righi
Cara Lia, lei ha ragione: lo streaming sarebbe solo un orrore “estetico” che si aggiunge all’orrore etico. La vera barbarie di Stato resta la pena di morte in sé. Fa paura che gli americani non lo capiscano.
Il silenzio sulle iniziative di Emergency e della Cgil
Caro Massimo, ho l’ansia per ciò che potrebbe accadere a Milano e altrove. Il governo non fa che inasprire le pene, tanti decreti sicurezza hanno peggiorato la situazione sociale e aumentato il numero di giovani in carcere... Io ho 74 anni e speravo di morire in un mondo pacificato, invece provo dolore. Sui giornali non ho letto informazioni sulla raccolta di firme per la proposta di Emergency “Io obietto la guerra”, per la difesa del Servizio sanitario nazionale e “I diritti non si appaltano”, promosso dalla Cgil. Perché?
Maria Laura Bellatreccia
Cara Maria Laura, fa bene a suonarci la sveglia. Purtroppo, spesso anche per noi fa più rumore un albero che cade di un bosco che cresce. Facciamo ammenda.
I miei alunni nel 1975 e i ragazzi di periferia di oggi
Caro Massimo, a proposito di quello che sta accadendo nelle nostre città e del ruolo della scuola… Nell’anno scolastico ’77/78 ebbi la cattedra a Monte Mario, a Roma. Quando rivedevo i miei ragazzi il lunedì e chiedevo loro cosa avessero fatto la domenica, molti rispondevano “siamo andati in città”, per loro qualcosa di estraneo, un mondo meraviglioso da vedere… Nel 1995 arrivò nei cinema un bellissimo film francese di Kassovitz: L’odio, storia di tre giovani della banlieue, che vagano una notte per Parigi, a loro estranea, e vanno incontro al tragico epilogo cui li destina il loro status sociale. Un ragazzo di Tor Bella Monaca, mentre guarda la tv e vede pubblicità meravigliose di un mondo a lui negato, fa questo “itinerario”: invidia, rancore, violenza.
Luciana Raffo Tatafiore
Cara Luciana, l’ho scritto e lo ripeto: la violenza fa solo il gioco dei potenti, ma le sue ragioni vanno comprese. E per farlo, forse, non c’è bisogno neanche di arrivare a Tor Bella Monaca. L’emarginazione sociale ci è molto più vicina di quel che crediamo.
La bella lezione arrivata dalla Serbia
Caro Giannini, gli studenti serbi e i loro professori hanno scritto una bella pagina di democrazia partecipativa. Alle elezioni hanno scalzato Vucic, compromesso con la vecchia compagine di Milosevic… L’impresa è avvenuta dentro un Sistema-Paese in cui regnavano le politiche illiberali governative. Per la Lista studentesca non è più tempo di temere le indebite influenze di Mosca e Cina: la storia nazionale ha voltato pagina e guarda già all’Europa.
Ivan Passalacqua
Caro Ivan, nel voto in Serbia c’è insieme una speranza e una lezione. La speranza, grazie ai giovani, è che quel pezzo d’Europa, nel quale da secoli si incrociano nazioni e religioni, ritrovi pace abbattendo il mito del sangue e del suolo che ha lasciato sul terreno solo morti e feriti (vedi Srebrenica). La lezione, rivolta ai giovani, è che insieme alla protesta serve anche una proposta. Se c’è ed è credibile, ti può persino portare al governo del tuo Paese.
Sul Venerdì del 6 novembre 2026