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Melilli: la lunga storia delle noci pecan

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Il sacco di Ashley è un libro commovente. Che racconta lo schiavismo ma anche molto altro
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Intorno alla metà dell’Ottocento, in South Carolina, una donna in schiavitù di nome Rose scopre che la figlia Ashley verrà venduta e quindi separata da lei, con ogni probabilità per sempre. Per proteggerla può fare poco, quindi le regala una sorta di amuleto magico e pratico, un sacco contenente un vestito distrutto, una ciocca dei suoi capelli, e tre manciate di noci pecan.

Il sacco passerà di mano alla nipote di Rose, di nome Ruth, che vi cuce sopra la sua storia, trasformando questo oggetto in un reperto della storia dello schiavismo in America, tanto che venne esposto per molti anni allo Smithsonian Museum.

Questa storia è l’oggetto di una portentosa e incredibilmente appassionante ricerca archivistica e ricostruzione narrativa, ad opera di Tiya Miles, che è una storica americana che insegna ad Harvard.

Nel suo libro, Il sacco di Ashley, c’è scritto: “Questa testimonianza del passato di una nazione, fatta di tanti esili fili, ha un effetto più sottile e tuttavia più commovente dei…

Intorno alla metà dell’Ottocento, in South Carolina, una donna in schiavitù di nome Rose scopre che la figlia Ashley verrà venduta e quindi separata da lei, con ogni probabilità per sempre. Per proteggerla può fare poco, quindi le regala una sorta di amuleto magico e pratico, un sacco contenente un vestito distrutto, una ciocca dei suoi capelli, e tre manciate di noci pecan.

Il sacco passerà di mano alla nipote di Rose, di nome Ruth, che vi cuce sopra la sua storia, trasformando questo oggetto in un reperto della storia dello schiavismo in America, tanto che venne esposto per molti anni allo Smithsonian Museum.

Questa storia è l’oggetto di una portentosa e incredibilmente appassionante ricerca archivistica e ricostruzione narrativa, ad opera di Tiya Miles, che è una storica americana che insegna ad Harvard.

Nel suo libro, Il sacco di Ashley, c’è scritto: “Questa testimonianza del passato di una nazione, fatta di tanti esili fili, ha un effetto più sottile e tuttavia più commovente dei monumenti di pietra eretti agli statisti sostenitori dello schiavismo e ai generali confederati”.

È difficile rendere l’idea della quantità di storie intrecciate che contiene il libro, storie che ignoriamo e non sappiamo di trovare interessanti finché non appaiono: a un certo punto ci sono trenta pagine sulla storia della coltivazione delle noci pecan in America, e nello specifico in South Carolina, dove all’epoca di Rose erano pregiate e rarissime. Ma dove diventeranno solo pochi decenni dopo un ingrediente “tradizionale”, anche grazie ad altri schiavi che le hanno raccolte, e a uno in particolare, di cui rimane solo il nome, Antoine, che scoprì come costringere quelle strane noci a crescere anche lì.

Sul Venerdì del 6 novembre 2026

La ricetta

Che cosa serve

250 g di noci pecan, tre manciate,l’albume di un uovo, 5 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaino di cannella in polvere, un pizzico di sale

Come procedere

Preriscaldate il forno a 150°. In una teglia, versate tutti gli ingredienti e mescolate col cucchiaio, lasciando le noci ben distese. Infornate per un totale di 45 minuti, e rimescolate ogni 15 minuti. Lasciate raffreddare completamente e sgranocchiatele quando vi pare.

Sul Venerdì del 6 novembre 2026

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