Viva l’ignoranza!
di Natalia AspesiCara Natalia, ascolti, siamo nel film Miseria e nobiltà (Mario Mattoli, 1954) e la scena si svolge nella piazzetta antistante il teatro San Carlo di Napoli. C’è lo scrivano Felice Sciosciammocca (Totò) che aspetta, come sempre, qualche analfabeta cui scrivere una lettera. Arriva un cafone e tra le altre cose Felice gli chiede: “Lei è ignorante?” – “Io? Sì”– “Bravo, bravo, viva l’ignoranza, tutti così dovrebbero essere, e se ha dei figlioli non li mandi a scuola, li faccia sguazzare nell’ignoranza!”. Ecco, qui sta la vera e unica causa di tutti i mali del mondo arrecati dalle azioni dell’uomo. Ma chiariamoci una volta per tutte, la colpa non è dei vari Trump, Putin, e prima Mussolini, l’elenco sarebbe lungo, ma solo e unicamente della “gente”. Quelli fanno il loro sporco lavoro, questi lo subiscono per mancanza degli strumenti basilari e indispensabili per comprendere il senso primario della vita. E questo Sciosciammocca era proprio un grande filosofo! Un saluto e un abbraccio …
Cara Natalia, ascolti, siamo nel film Miseria e nobiltà (Mario Mattoli, 1954) e la scena si svolge nella piazzetta antistante il teatro San Carlo di Napoli. C’è lo scrivano Felice Sciosciammocca (Totò) che aspetta, come sempre, qualche analfabeta cui scrivere una lettera. Arriva un cafone e tra le altre cose Felice gli chiede: “Lei è ignorante?” – “Io? Sì”– “Bravo, bravo, viva l’ignoranza, tutti così dovrebbero essere, e se ha dei figlioli non li mandi a scuola, li faccia sguazzare nell’ignoranza!”. Ecco, qui sta la vera e unica causa di tutti i mali del mondo arrecati dalle azioni dell’uomo. Ma chiariamoci una volta per tutte, la colpa non è dei vari Trump, Putin, e prima Mussolini, l’elenco sarebbe lungo, ma solo e unicamente della “gente”. Quelli fanno il loro sporco lavoro, questi lo subiscono per mancanza degli strumenti basilari e indispensabili per comprendere il senso primario della vita. E questo Sciosciammocca era proprio un grande filosofo! Un saluto e un abbraccio Roberto Cozzolino
Pensi un po’ signor Cozzolino, devo mettermi soprattutto io tra gli ignoranti. Per esempio ero sicura che finalmente ci saremmo tolti dalle scatole il Salvini, invece niente, al congresso della Lega lui ha preso tanti voti da surclassare il povero, coraggioso rivale che secondo me era anche finto. Non si sa perché Meloni lo tratti con il rispetto dovuto, forse, alla di lui ignoranza. Il Salvini intanto gira sempre con il telefono all’orecchio e, se per caso non sta parlando, si aggira sorridendo tra la gente perché non sospetti che persino quelli della Lega non ne possono più. Sì, lei ha ragione, Sciosciammocca era proprio un grande filosofo.
Sfilata di moda con libri (e c’è anche il suo...)
Buongiorno signora Natalia, della sfilata di Valentino alla biblioteca Sainte-Geneviève di Parigi, ho apprezzato questa interessante e al tempo stesso originale iniziativa: nell’invito si chiedeva di lasciare un libro che ci rappresentasse. Su tutti ho notato il suo attualissimo libro Lui! Visto da lei, con dedica di chi lo ha lasciato! Con stima, un suo instancabile lettore Maurizio Ragazzi
Pensi che ho persino un po’ di nostalgia per quel libro che ho scritto più o meno 50 anni fa, era il 1978, compresa la sua bella copertina di allora, con un maschiaccio un po’ ridicolo. Mi fa paura quanto passa il tempo: quel libro era scritto in tempi molto diversi dall’oggi, quando la gente era piena di speranza, e sì, voleva vivere. Per questo anche un libro “da ridere” andava benissimo. Non so perché, adesso il vecchio libro è appena stato ripubblicato da Baldini+Castoldi. A me sembra ancora carino, ma purtroppo è fuori tempo, fa addirittura ridere!
Mogli, scusate, per l’uomo il sesso non è un vizio ma una necessità
Cara Natalia, ho letto nel numero 2012 del 9 ottobre la tua risposta alla domanda “perché mia moglie ha detto no alla “ginnastica’ d’amore”. La risposta mi ha sconcertato. Non sai proprio nulla dei rapporti di coppia! L’uomo è tormentato dal sesso per tutta la vita. Il maschio desidera il sesso anche quando la femmina ha smesso di essere fertile un milione di anni prima. Non si è scelto la sua natura. Il maschio continua ad essere fertile quando la femmina non ricorda neppure più l’ultima mestruazione. E con la sua potenziale fertilità (vedi Charlie Chaplin) continua, implacabile, il desiderio. La moglie non deve considerare le sue richieste un “vizio” ma una sua “insopprimibile necessità”. E usare il suo amore per non rendere questa necessità una condanna. Mario Censori
Da un po’ di tempo, o forse da molto, le signore hanno imparato a dire “Basta!” al povero marito che, dopo anni di ginnastica un po’ monotona almeno per la signora, si sente dire quel “Basta!” senza scampo. Basta, basta, basta! Un coraggioso uomo ha osato scrivermi per la prima volta, per dire che amando sua moglie aveva accettato “l’orribile sacrifizio”. Sì, è vero il maschio continua ad essere fertile anche a cento anni, e non per niente faceva pargoli dove capitava, a meno che sia, come alcuni, quasi impotente o innamorato di un bel giovane. Quindi può capitare che una signora non ne possa più dopo magari cinquant’anni in un letto che si sta sfasciando (lui potrebbe essere grassoccio), per accontentarlo senza pensare a un “vizio” ma a una “insopprimibile necessità”. E però, mettendo da parte l’eventuale amore per lui, potrebbe anche trovare una dovuta consolazione con giovanotti di passaggio.
La lezione di Mina nell’era della visibilità
Ci sono persone che fanno di tutto per essere viste, ascoltate, ricordate. E poi c’è Mina, che da quasi mezzo secolo ha scelto di non mostrarsi più, riuscendo nell’impresa straordinaria di rimanere presente nella vita di milioni di persone. È questo aspetto della sua storia che mi colpisce profondamente. Non soltanto la voce, il talento, le oltre 1.400 canzoni incise, ma la scelta di sottrarsi, già nel 1978, allo sguardo del pubblico senza rinunciare alla propria arte. Mina non ha smesso di cantare: ha smesso di concedere se stessa alla curiosità degli altri. Mi sembra una vicenda che racconta molto anche della società in cui viviamo. Siamo immersi in un mondo nel quale apparire sembra quasi un obbligo, nel quale la visibilità è diventata una misura del valore e il silenzio viene spesso scambiato per assenza. Mina ha percorso la strada opposta. Non ha inseguito il consenso attraverso la propria immagine, non ha avuto bisogno di trasformare la sua quotidianità in un racconto pubblico. Ha lasciato che fossero le canzoni a parlare per lei. E il tempo, invece di cancellarla, ha reso ancora più evidente la forza della sua scelta. Francesco Vitale
Non so perché Mina scelse me per comunicare che quella era l’ultima volta che l’avremmo vista esibirsi. Era notte, lei aveva appena finito di cantare e si era seduta vicino a me per dirmi che se ne andava via: non lontano ma per liberarsi dell’eccesso di fama. Non era poi così: sulla spiaggia di Viareggio mi aveva detto che lei era terrorizzata dai rapimenti che all’epoca colpivano i figli di famiglie ricche. Lei di bambini ne aveva due. Era al massimo del suo splendore anche se per un periodo la Rai non l’aveva voluta perché, Dio mio, aspettava un figlio: da Corrado Pani! Un uomo sposato! Mina è scomparsa per noi, e agli inizi credo che lei abbia voluto concedersi dei bei pranzi per ingrassare, felice. Oggi ha 86 anni, un marito cardiochirurgo, i suoi figli vicino: Massimiliano, 63 anni, con cui continua il suo grande lavoro di canzoni che viaggiano nel mondo, e Benedetta, 54, che è diventata un’esperta organizzatrice di viaggi personalizzati. Ringrazio anch’io Mina per la sua capacità di farci ancora sognare.